Diocesi di Civita Castellana. “Abbi cura delle relazioni: preparerai la pace”

Sabato 28 maggio “Sala Doebbing” – ore 17.00

Via Monsignor Giuseppe Gori, 11 Nepi (VT)

NewTuscia – VITERBO – Nelle contraddizioni, nei conflitti, annunciare il vangelo della pace e si affermi sempre e ovunque, la via del dialogo e delle trattative. Ai “costruttori di pace” è affidata la responsabilità di aprire nuove vie di fratellanza tra i popoli, per costruire un’unica famiglia umana, approfondendo la “legge della reciprocità del dare e del ricevere, del dono di sé e dell’accoglienza dell’altro”. Urto della pace evangelica di fronte alla violenza degli uomini. Il fondamento assoluto della vita cristiana è la carità come azione e la non-violenza come metodo.

Il dialogo onesto, paziente e rispettoso dei diritti di ogni nazione, può aprire la via ad una soluzione pacifica, anche in situazioni all’apparenza impossibili.

nella fede del Dio della Pace, nutriamo la speranza che la ragione prevalga sulla forza delle armi, il dialogo sulla violenza, e crediamo che lo Spirito Santo incoraggi il dialogo verso un terreno di comune comprensione.

La guerra, non risolve in nessun modo le controversie, ma, con le immani distruzioni, le aggrava. Nel 1965 San Paolo VI, parlando all’ONU, si chiedeva: “Arriverà mai il mondo a cambiare la mentalità particolaristica e bellicosa che finora ha intessuto tanta parte della sua storia?”.

            Dobbiamo avere il coraggio della pace! Per essere gli uomini della speranza, della riconciliazione, uomini di pace in ogni circostanza della nostra vita, iniziando da noi stessi, per essere uomini di pace nelle nostre famiglie, nel condominio, nel lavoro, nel nostro quartiere, nella nostra città, per essere il popolo della pace, che travalica il tempo e lo spazio, confini e nazioni. La pace è una responsabilità di tutti: è universale.

Tre strade per la pace. Le indica Papa Francesco nel messaggio per la 55ª Giornata mondiale della Pace 2022, annuncia la pace futura: “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace” (Is 52,7).

            E quali sono le armi della pace? Sono armi all’apparenza deboli, ma potenti, efficaci, sono le armi della solidarietà, per dare voce a quelli che non l’hanno, della condivisione per portare la vita dove c’è la morte e del servizio al fratello in difficoltà, e che spesso ci mette in difficoltà, ma che è il più grande segno dell’amore e della gratuità. Queste devono essere le nostre armi, le sole armi che dovremmo conoscere: solidarietà, condivisione, servizio, che non possono non essere le armi vincenti della pace.La ringrazio per la sua attenzione e per quanto le sarà possibile fare, in merito ad una segnalazione sulla sua testata. Distinti saluti.