Graforubrica. “Firma di Nino Di Matteo. Chi muore e chi tratta”

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Amici e amiche della Graforubrica ho scelto di scrivere il mio articolo sulla firma del dottor Nino Di Matteo in coincidenza dell’anniversario della strage di Capaci, per ricordare chi ha lottato e chi ancora lotta contro chi sceglie consapevolmente il “male” e lo organizza in strutture economico-sociali: mafia o cosa nostra che dir si voglia. Il dottor Di Matteo ha presentato il suo libro “i nemici della giustizia” a Vasanello il 17 maggio u.s. e ha posto l’attenzione sul diverso modo di operare di “pezzi” dello Stato: chi muore e chi tratta.

La firma del dottor Di Matteo risulta essere complessa nella sua chiarezza, sembra un mare calmo che può però diventare tempesta con l’aiuto del vento: sa essere deciso, tenace, assertivo, ma allo stesso tempo utilizza tatto e diplomazia per evitare possibili attriti, specialmente nella sua squadra o dove ritiene giusto farlo, anche mostrandosi umile se necessario (lettere m e n ondulate, presenza di lacci e uncini).

Affabile e generoso il suo animo, pieno di tatto e di slanci (curvilineità, progressione), a volte si fida troppo di chi ritiene amico che invece potrebbe rivelarsi altrimenti col tempo (ovali e finali aperte). L’idealismo, l’altruismo e l’entusiasmo pervadono il suo modo di porsi verso il mondo e l’esterno (progressiva, ascendente, predominanza della zona superiore), non cede neanche quando l’obiettivo sembra troppo grande, ancorché senta il peso dello stesso (lettere i di grandezza variabile) e ne paghi il prezzo con la solitudine (rapporto spazi bianchi/tratto nero).

Nella firma traspare la presenza di due parti distinte che coabitano in chi scrive: l’uomo e il magistrato Di Matteo.

Il primo è gradevole, franco, simpatico e carezzevole, affettivamente generoso, ma anche orgoglioso e qualche volta geloso (grafia curva carezzevole e ampia) mentre il secondo è posseduto da una mente analitica deduttiva sempre in movimento con senso critico e logico che sembra non stancarsi mai (aste parallele, acuminazioni).

Ogni uomo è definito dalle scelte che compie e voglio ringraziare il dottor Di Matteo per la sua disponibilità con una frase di Epicuro:

“nessuno sceglie un male capendo che è un male, ma ne resta intrappolato se, per sbaglio, lo considera un bene rispetto a un male peggiore”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21