“Annio da Viterbo: umanista o falsario?”

NewTuscia – VITERBO – Sabato 21 maggio, alle 21, al Museo Civico di Viterbo, andrà in scena una inchiesta su Annio da Viterbo, uno dei personaggi più famosi e discussi dell’umanesimo.

L’evento è abbinato alla visita guidata nella sezione archeologica del Museo a cura dell’archeologa Chiara De Santis.

Ad Annio presterà la voce l’attore e regista Pietro Benedetti su un testo, ispirato alla biografia e agli scritti del teologo Domenicano, studiato insieme al Narratore di Comunità Andrea Natali che svolgerà la parte dell’accusa.

È una occasione unica per far luce su questa importante figura del Rinascimento e sul suo modo di piegare la storia al proprio volere che, alla luce delle recenti vicende geopolitiche, sembra quanto mai attuale.

Nei sui 17 volumi di Antichità Annio riporta, a suo dire: “I veri scritti di autori antichissimi come, Berosso, Manetone, Megastene, Archiloco, Mirsilo di Metimna, Fabio Pittore, Catone. Tutto confermato nelle epigrafi rinvenute negli scavi fatti da eccellentissimi uomini di cultura et espertissimi del passato”.

Le epigrafi sono conservate nello stesso museo.

Alla base della teoria di Annio c’è sicuramente il campanilismo: “Ho combattuto contro li mentitori storici venduti alli potenti, delli quali li più perniciosissimi sono Leonardo Bruni, che si permise di dire de li nostri patri Etruschi furono appassiti dall’ozio e soprattutto, Biondo Flavio, che osò chiamare la nostra antichissima et grandissima et molto amata patria Viterbo una piccola città antica”.  Ma vi sono anche tante altre argomentazioni storico-culturali che spiegano il successo dei suoi volumi e le numerose traduzioni nelle diverse lingue europee.

Alla fine dell’evento gli spettatori potranno formulare un giudizio su Annio rispondendo al quesito: umanista o falsario? O esprimendo un giudizio conciliante come quello di umanista e falsario.

Andrea Natali e Pietro Benedetti