Domani domenica riapertura al culto della Chiesa della Madonna della Sanità ad Orte Scalo

Stefano Stefanini

Il vescovo mons. Roberto Massimiliani e padre Geremia Subiaco il 30 maggio 1955, giorno della consacrazione della Chiesa della Madonna della Sanità in Orte Stazione

NewTuscia – ORTE – Quest’anno, dopo la chiusura forzata per l’emergenza sanitaria , la comunità parrocchiale di Orte Scalo riprende la tradizione fortemente radicata tra i fedeli del Mese Mariano, che si svolge presso il santuario della Madonna della Sanità,   ubicato nella zona nord dell’abitato.

La chiesina della Madonna della Sanità sarà riaperta al culto domani  domenica 15 maggio, con una solenne  celebrazione alle ore 9, a cui seguiranno i momenti di preghiera e riflessione convocati nei vari quartieri della cittadina, in una coinvolgente Pregrinatio Mariae.

La preghiera,  che durante la  pandemia si era svolta prevalentemente nelle famiglie, chiese domestiche, si riaprirà in questo mese mariano alla dimensione pubblica itinerante  perché la Madonna, nei titoli di   Salus Infirmorum,  Salus Populi, sostenga tutti, le famiglie, in particolare gli anziani e le persone sole.

Il parroco don Giovanni ed il Consiglio Pastorale parrocchiale hanno  programmato   alcuni  momenti itineranti di spiritualità nei quartieri della cittadina, con la recita meditata del Santo Rosario, la riflessione giornaliera sul Mese Mariano e la celebrazione della santa messa nella Chiesa della Madonna della Sanità’,  incastonata nel quartiere Cittàgiardino.

A conclusione del mese mariano verrà  celebrata nel  pomeriggio del 29 maggio, ultima domenica  di  maggio, la santa messa  sul sagrato e la processione  per onorare la Madonna della Sanità, con una sosta particolare davanti  all’’immagine della Madonna della Sanità, realizzata su ceramica artistica – voluta  nel 2015 dagli abitanti del quartiere Città Giardino  a ricordo del Sessantesimo anniversario della Consacrazione del piccolo Tempio – commissionata all’artigiano della ceramica artistica  Vincenzo Dobboloni di Civita Castellana  ed apposta sulla parete esterna dell’abside del Santuario.

Quest’anno cade il Sessantasettesimo  anniversario della Consacrazione della Chiesa a Lei dedicata,  avvenuta il 30 maggio 1955, a conclusione dell’Anno Mariano che era stato proclamato in occasione del Centenario della proclamazione l’8 dicembre 1854 del Dogma dell’Immacolata Concezione.

La Chiesina della Madonna della Sanità realizzata nel 1955

La  Chiesina della Madonna della Sanità realizzata nel 1955.

L’origine del  culto della Madonna della Sanità La riproduzione dell’effigie della Madonna della Sanità, deriva dal  culto che ebbe origine  per iniziativa del primo parroco della parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco, Padre Geremia Subiaco, dell’Ordine dei Frati Minori, nativo di Vallecorsa (Frosinone) ed ebbe diffusione nell’agglomerato urbano sorto nei pressi dello Scalo ferroviario, con la Peregrinatio Mariae del Quadro offerto nel 1954 a padre Geremia dai concittadini di Vallecorsa e, successivamente, dal  30 maggio 1955, giorno della Consacrazione della Chiesina  intitolata a Madonna della Sanità, Salus Infirmorum, a conclusione dell’Anno Mariano 1955, centenario della proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. 

I concittadini di Padre Geremia offrirono la raggiera realizzata alla fine del 1800  che attualmente adorna il quadro di Maria nella Cappella di Orte Scalo e in origine impreziosiva l’altare dedicato  a Maria nella chiesa parrocchiale di San Martino e santuario della Madonna della Sanità.

Ricordiamo che il quartiere “Città Giardino”, ove sorge la Cappella Santuario, fu ideato nel 1905 da Dante Santoni, fondatore della prima industria cinematografica italiana “Cines di Roma”, insieme al pioniere del cinema Filoteo Alberini.

Torna a fiorire La Rosa di Maggio

In continuità con lo spirito che mosse P.Geremia ed i suoi parrocchiani alla realizzazione della chiesa nel 1955, oggi i fedeli “vicini di Casa della Madonna della Sanità”  intendono rinvigorire, con la comunità’ religiosa e civile,  i germogli ed i fiori di bene profuso per la presenza di questa Casa di Dio e di Maria tra le abitazioni degli uomini, dei fiori che tornano a sbocciare nell’avvicendarsi provvidenziale delle stagioni e delle generazioni, anche nelle prove dolorose della vita, che hanno avuto solide radici nell’operato di Padre Geremia, parroco costruttore di una chiesa di Pietre Vive, nella felice espressione di mons. Romano Rossi, costruita materialmente e spiritualmente .