Grafotubrica. Grafia di Luca Palamara: la magistratura nel cuore

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Amici e amiche della Graforubrica ieri nel tardo pomeriggio il dottor Palamara ha presentato il suo libro “Lobby&Logge” nel fascinoso setting del castello Orsini di Vasanello e ha acconsentito affinché tramite la sua dedica delineassi grafologicamente il suo profilo di uomo attuale. Durante la presentazione ha rimarcato più volte che ha la magistratura nel cuore e pertanto da qui il titolo dell’articolo.

Spicca nettamente la sua intelligenza analitica e critica (grafia piccola, staccata), il suo autodominio orgoglioso e protetto (barrette delle lettere “t” poste prima dell’asta e ricombinate, lettere “m” e “n” ad arco) e la propensione a voler dire l’ultima parola e a mettere le distanze (tratti finali prolungati), ma oltre ciò andiamo a vedere le qualità umane di chi scrive: la maiuscola del nome è curva con occhielli in un contesto grafico estremamente personalizzato e stilizzato, si pone con eleganza e cordialità verso il prossimo che comunque vive come possibile nemico da fronteggiare, il dottor Palamara è molto più di ciò che mette in mostra.

Nella quotidianità che sta vivendo risulta sentirsi isolato e combattuto anche da chi dovrebbe, a prescindere, stargli accanto per legame affettivo (lettere “i” staccate a bastone, lettere “a” piccole e destrutturate) e da ciò scaturisce una sorta di sofferenza e di ansia (tratto con accumuli di inchiostro e caminetti), ma essendo estremamente originale veicola lo stress per “creare” qualcosa di diverso e di nuovo (ricombinazioni particolari), adattandosi al momento di vita e al periodo come l’acqua che scorre nel fiume per arrivare a mare (rigo di base sinuoso).

Ciò che da grafologa mi ha completamente colpito e conquistato sono le peculiarità di alcune lettere o gruppi di lettere donandomi informazioni importanti da trattare con rispetto, rispetto che esigo anche da chi legge e che può pensarla diversamente sulla “questione Palamara”: la lettera “z” completamente personalizzata e stravolta rispetto al modello calligrafico che rimarca tale voglia di aggrapparsi alla vita e di superare il momento con tenacia e coraggio, coraggio che ha avuto anche nel parlare infatti è un gancio aperto quello che vediamo come lettera “z” che simboleggia la relazione con la vita e il mondo esterno, e il trilittero “sti” della parola “stima” che contiene anche l’unico puntino delle lettere “i” di tutta la dedica, la lettera “s” è semplice e dritta, a mio parere non è stato mai un uomo conquistabile con il danaro, anzi ne ha un rapporto piuttosto sobrio, mentre le lettere “ti” creano un simbolo che lo rappresenta: tenacia e fiducia nelle capacità cerebrali e di dialettica. Dialettica che affida proprio al logos analitico più che all’intuizione e al rapporto con lo spirito (ovali quasi assenti).

Voglio ringraziare il dottor Palamara per essersi prestato a questo articolo con una preghiera di Sant’Agostino a Nostro Signore: “insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente”.