NewTuscia – ROMA – Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è svolta oggi l’Assemblea Generale di Unindustria al Teatro dell’Opera di Roma, con la partecipazione di oltre 1000 imprenditori, in rappresentanza dell’economia nazionale e regionale, i vertici delle principali multinazionali presenti sul territorio e dei più grandi gruppi industriali italiani. Le Istituzioni locali saranno ampiamente rappresentate dagli Assessori regionali, provinciali e comunali. L’Assemblea degli imprenditori di Roma e del Lazio presieduta da Angelo Camilli, Presidente di Unindustria, ha visto la partecipazione anche del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e si è conclusa con l’intervento del Presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Sono intervenuti, inoltre, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

La competitività del territorio, la burocrazia anti-impresa, le conseguenze della guerra, l’impegno per i giovani, le ambizioni per la crescita del Lazio, il rilancio della Capitale, sono alcuni dei temi che sono stati affrontati nella relazione del Presidente di Unindustria Angelo Camilli, davanti ad una platea composta da imprenditori, ministri, parlamentari di maggioranza e opposizione, sindacati, autorità locali e nazionali.

DICHIARAZIONI SAGGINI

Dall’intervento del presidente Angelo Camilli all’assemblea generale di Unindustria, che dopo tanto tempo è stato possibile svolgere in presenza mettendo insieme il mondo imprenditoriale del Lazio di fronte alle più alte cariche dello Stato, emerge forte e chiaro un dato di fatto: le nostre imprese necessitano di fiducia e spinta, non di essere ulteriormente messe in difficoltà da una burocrazia che rappresenta un freno per la ripresa e lo sviluppo. Purtroppo l’Italia sotto questo aspetto si presenta ingessata e il problema si riflette anche a livello territoriale. Gli imprenditori non riescono a investire quanto vorrebbero, con il rischio di ridurre i posti di lavoro. Chiediamo quindi procedure amministrative più snelle ed efficienti, così come adeguati sostegni per far fronte all’assurda inflazione di energia e materiali: il distretto ceramico di Civita Castellana e il settore edilizio, motori dell’economia del Viterbese, stanno soffrendo particolarmente la situazione. Superfluo inoltre aggiungere che vogliamo risposte concrete sulle infrastrutture, in primis sul completamento della Orte-Civitavecchia, ma anche sul potenziamento di quelle digitali.