Tutela minori, De Vito: “Troppe donne che denunciano violenza subiscono la sottrazione del figlio “

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo. “Esiste un sottile filo che lega la denuncia di una donna per maltrattamenti da parte del partner e la conseguente sottrazione del proprio figlio operata dalle Istituzioni. Questo filo va spezzato, affrontando con urgenza il tema della vittimizzazione secondaria delle donne nei procedimenti che disciplinano l’affidamento e la responsabilità genitoriale, cominciando ad individuare i reali colpevoli di questo percorso perverso. E’ di questo che parlerò domani 22 aprile partecipando al Primo Congresso ‘Madri Strappate’ che si terrà nell’aula consiliare ‘Giorgio Fregosi’ a Palazzo Valentini”.

“Troppo spesso ascoltiamo madri che rimpiangono di aver denunciato le violenze subite se avessero saputo di andare incontro alla privazione dell’affidamento dei figli. Ciò accade perchè, chi ha il potere di decidere, non approfondisce le situazioni o si basa su parametri soggettivi che tendono a minimizzare o mettere in discussione ciò che le donne riferiscono”.

“Mi chiedo da quando il diritto di un minore alla sua genitorialità si è trasformato nei diritti di un genitore violento a tutto svantaggio di chi denuncia, da quando è lecito mettere sullo stesso piano chi ha subito violenza e chi l’ha esercitata, da quando i figli smettono di essere parte di una famiglia e diventano un bene patrimoniale per le strutture di accoglienza.
Molti operatori istituzionali pongono in discussione entrambi i genitori, arrivando alla conclusione che siano parimenti problematici, optando per la soluzione di affido presso terzi o addirittura a tutto vantaggio del solo genitore accusato di violenza”

“Se questa non è perversione mi domando cosa sia. Il tutto ignorando completamente l’art.155 del codice civile che garantisce il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ‘entrambi’ i genitori e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, anche quando ci si trovi in presenza di una separazione. Disattendendo, inoltre, quanto imposto dall’art.1 della legge 184/1983 che garantisce al minore il diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia”.

“Oggi assistiamo a provvedimenti punitivi nei confronti delle madri che hanno denunciato violenza chiedendo aiuto alle Istituzioni, trasformati in veri e propri calvari che si protraggono per anni e che spesso hanno origine da decisioni assunte dagli assistenti sociali, senza l’avallo del Tribunale dei Minori. A tutto questo è più che mai necessario dire basta, non si può più derogare. Io continuerò a portare avanti questa battaglia in tutte le sedi possibili, per non aggiungere ulteriori drammi a quelli già subiti”.

Lo dichiara Francesca De Vito, consigliera di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio