In Sinodo per una Chiesa più bella a immagine del suo Signore” l’esortazione della Lettera Pastorale   del vescovo di Civita Castellana mons. Romano Rossi

NewTuscia – CIVITA CASTELLANA – Riceviamo e pubblichiamo – «Cari amici, soprattutto coloro che vivono più da vicino la vita della comunità parrocchiale hanno sentito parlare, a più riprese, di questa iniziativa del Sinodo proposta dal Papa a tutta la Chiesa e probabilmente hanno già cominciato a muoversi con incontri e assemblee». Questa l’esortazione di esordio  della Lettera pastorale per la Quaresima che il Vescovo della Diocesi di Civita Castellana  Romano Rossi ha indirizzato alle comunità parrocchiali ed ai singoli fedeli.

La lettera che monsignor Rossi ha indirizzato alla sua Chiesa per la Quaresima, va riletta anche in prospettiva della Pasqua ormai vicina.

Il titolo è accattivante «in Sinodo per una Chiesa più bella a immagine del suo Signore». Sicuramente a voler indicare la sollecitudine del Pastore verso il suo gregge. Ed è questo l’atteggiamento che il Vescovo ha inteso avere nello scrivere questa lettera.

A premessa l’immagine di una Chiesa come «popolo di piccoli e di poveri» portatore di un tesoro preziosissimo, racchiuso, però, in vasi di creta, perché «la Chiesa è una comunità di peccatori che ha continuo bisogno di essere riformata» e «non c’è da meravigliarsi di tutto questo né da ritenere che comprometta l’identità e la natura della Chiesa: Gesù stesso ha detto di essere venuto per i peccatori e non per i giusti, per i malati e non per i sani».

La «conversione permanente» auspicata dal Concilio Vaticano II, oggi prende forma nel «cammino sinodale».

Una Chiesa in ascolto: di ciò che dice lo Spirito alla Chiesa, della Parola di Dio, dei compagni di viaggio e anche in ascolto del mondo «per individuare opportunità e agganci attraverso i quali riproporre lannuncio di sempre».

Lobiettivo è concretizzato in tre parole usate dal Papa: comunione, partecipazione, missione. Dalla comunione col Signore e con i fratelli scaturisce la partecipazione e la missione dove non è importante preoccuparsi di come presentare il Vangelo, ma cercare di avere il Signore dentro di noi, perché ad uscire ci penserà da solo.

Non è un cammino privo di ostacoli e di pericoli, perché «il Nemico tenta sempre di fare deviare la Chiesa dal suo cammino».

Innanzitutto la «mondanizzazione… un modo di vivere che ignora il Vangelo e si muove secondo altre priorità e sensibilità» con il rischio di «perdere di vista l’orizzonte dell’incontro personale con Dio come scopo ultimo della vita». E, poi, il clericalismo: «una serie di atteggiamenti che rappresentano… una forma pericolosa di chiusura… come detentori assoluti e indiscussi della verità del Vangelo» che solitamente viene attribuito ai «chierici», mentre «sono clericali i chierici quando risultano padri gelosi della crescita dei figli» e sono clericali «i figli quando non percepiscono la loro responsabilità di essere fratelli anche di quelli che stanno momentaneamente fuori di casa». «È clericale chi scambia la fedeltà alla legge…  Senza accettare la libertà dello Spirito». «È clericale il fratello maggiore del figlio prodigo». «È clericale chiunque… antepone il sabato all’uomo».

Il vescovo termina la sua Lettera con un incoraggiamento e un’augurio: «In questo spirito, auguro a tutti voi una ricca Quaresima, nel segno dellascolto, della conversione e della Riforma, a partire dalla vita nelle nostre comunità parrocchiali e nella nostra dimensione diocesana»

Ora le comunità cristiane si apprestano a vivere il Triduo Pasquale con lo spirito sinodale sollecitato dal pastore diocesano,  cammino sinodale che caratterizzerà anche il giorno luminoso e gioioso della Resurrezione.