Inaugurazione della galleria “Alice Schanzer” di Sutri

NewTuscia- SUTRI- Opere che cercano verità, che sanno restituire il valore della parte più arcaica del suo sacro percorso, come se le figure che rappresenta, scaturissero direttamente dagli elementi della natura.                                         

Cogliere con lo sguardo femminile questo delicato sentimento di purezza è sintomatico nel respiro della vita. Forse essenziale per poter notare l’identificazione con le cose, preambolo essenziale di un sentiero inedito, di una magia dovuta al domani.  

Così è per i ritratti maschili o di bambini, per i paesaggi, o la raffigurazione di animali, sempre risorgenti da una ricerca espressiva dell’universale, nutrito dalla coscienza della Verità e dal suo slancio evolutivo. Sono dipinti su tela o su pannello, principalmente ad acrilico ed olio, ma anche con l’aggiunta di pastelli, strato su strato, e con inserimento di materiali, utilizzando spesso tonalità di grigio riccamente variate, che risuonano di armonia e grazia straordinarie.

Isao Tomoda, scomparso recentemente (primi mesi del 2020), è quanto mai compianto, da chi ne abbia conosciuto la limpidezza, lo sguardo sul mondo, l’incanto autentico verso lo spettacolo della natura, come fosse il primo giorno della creazione e della sua intatta bellezza.

 Ma la sua prematura scomparsa, oltre al rimpianto, ci lascia anche una sensazione di salvezza verso quel suo sguardo, come preservato al recente e rapido precipitare dell’umanità tutta, verso l’oblio, verso una disumanizzazione che è blasfema nei confronti  della coscienza umana.

Resta il dono per tutti dell’eredità di un messaggio potente, preservato nella struggente bellezza delle opere di Isao, insieme alla certezza di aver infine incontrato un baluardo di speranza, un riparo ove si possa ancora scrivere BELLO sull’umano e in cui la semplicità possa avere qualità monumentali.