NN di SS. Lebensborn di Maria Delfina Tommasini

di Federica Marchetti

NewTuscia – VITERBO – La storia degli uomini è scevra di buon senso e di umanità e sembra non aver imparato niente dai suoi errori. NN di SS. Lebensborn il romanzo di Maria Delfina Tommasini ne è la riprova con una vicenda, sconosciuta ai più, legata ai progetti nazisti che si intreccia con le vicende perosnali di Inga e Britt, due donne legate dal passato.

Ambientato in Norvegia nel 1940, il romanzo si apre sulla famiglia di Britt che finge di collaborare con i nazisti norvegesi della National Samling e che invece nasconde persino la radio sotto lo sterco della stalla. Il fratello Erik, fidanzato con la sua amica Astrid, fa parte della resistenza. Tutto procede sul filo dei desideri giovanili di Britt e Astrid, che pur subendo il periodo storico di paura e restrizioni, sognano l’amore. Così Britt si innamora di Mark, un giovane capitano tedesco delle SS che ricambia i suoi sentimenti. Ma quando scopre di aspettare un bambino per Britt si apre uno scenario sconosciuto e inaspettato. La ragazza viene subito inserita nel progetto “Lebensborn” (ideato da Heinrich Himmler nel 1935) che sembra avere a cuore il futuro delle giovani madri. Invece l’aberrante piano nazista intende far accoppiare i tedeschi con le donne nordiche (nella scala delle quali le norvegesi sono al primo posto) selezionate solo per le loro caratteristiche vichinghe e atte a procreare i perfetti eredi di una “super razza” ariana. Durante la gravidanza alle donne vengono assicurate le migliori cure ma alla nascita i bambini vengono tolti dalle cure materne e inseriti in un progetto di germanizzazione dei più sani e intelligenti mentre i diversi sono uccisi o usati come cavie umane per spietati esperimenti. Molti altri, invece, vengono rapiti nei paesi occupati durante l’invasione nazista.

La vicenda di Britt e Marc e di Astrid ed Erik si intreccia con la fine della guerra e dal passato la trama si sposta ai giorni nostri dove la giovane Inga scopre di essere una dei frutti del progetto “Lebensborn” (che significa “fonte della vita”) con migliaia di ignari eredi della follia nazista. Così insieme ad altre vittime, una delle quali tra le più famose donne norvegesi degli ultimi cinquant’anni (al lettore il compito di scoprire la sua identità), va alla ricerca del suo passato. La società tedesca ha dimenticato le donne-madri del “Lebensborn” mentre quella norvegese le ha umiliate, discriminate e perseguitate. Solo nel 2018 lo stato ha chiesto ufficialmente scusa a quelle donne riabilitandole. Ma fino ad allora tutti sapevano e nessuno ha fatto niente.

Maria Delfina Tommasini è nata a Roma dove attualmente vive. Ha partecipato a laboratori di scrittura creativa e pubblicato racconti in numerose antologie. Dopo due gialli,  NN di SS è il suo terzo romanzo storico.