NewTuscia – VITORCHIANO – Il festival culturale dell’area Etrusco Cimina va avanti a vele spiegate e dopo il successo di Gallese, Soriano nel Cimino, Nepi e Canepina si trasferisce a Vitorchiano. Promosso dalla Comunità montana dei Cimini, con la direzione artistica ed esecutiva dell’associazione Arca, il festival sta riscuotendo molto consenso e da oggi a domenica mette in scena la sua quinta tappa con i soliti quattro appuntamenti, per l’occasione in larga parte dedicati alla cultura ebraica.

Inaugura il fine settimana di Vitorchiano, oggi alle 18 nella sala Consigliare, la presentazione del libro “Sotto stretta sorveglianza. Tracce degli itineranti ebrei nell’alto viterbese durante il fascismo” di Antonio Quattranni. Domani, sabato 2 aprile alle 18, è la volta di Nicola Brunialti che nella sala Consigliare presenta il libro “Un nome che non è il mio. Storia di un bambino in fuga dal ghetto di Varsavia”. Pubblicato da Sperling&Kupfer per il giorno della Memoria, il volume ha la prefazione scritta da Amedeo Spagnoletto, direttore del museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah-Meis. Siamo a Vienna nel 2020, Marcus ha quattordici anni quando viene sospeso per cinque giorni per aver imbrattato, insieme a tre suoi amici, i muri della scuola con frasi oltraggiose verso una compagna di classe di religione ebraica: “Hilde Biermann jüdische Schlampe. Hilde Biermann puttana ebrea”.

Nel libro di Brunialti, pronipote di Alessandro Manzoni, Marcus rischia una pesante denuncia e così sua madre Johanna, disperata, chiede al nonno Rudolf Steiner, ex insegnante, di intervenire, mettendo una buona parola con l’attuale preside. Rudy, ormai ottantaseienne, rimasto profondamente scosso dall’azione del nipote, decide di intraprendere con lui un viaggio in Polonia. Sarà l’occasione per raccontargli il suo passato incredibile e doloroso, che nemmeno le sue figlie conoscono, e rivivere la sua storia, quella di uno degli ultimi bambini ebrei salvati da Irena Sendler, l’eroina del Ghetto che affidò i nomi veri di migliaia di loro a un barattolo di marmellata nascosto sotto un albero di mele. Brunialti, che ha lavorato per diversi anni come pubblicitario, realizzando alcune tra le più importanti campagne nazionali, dal 2009 è autore di molti programmi televisivi e radiofonici, ha scritto libri per ragazzi, un film, uno spettacolo teatrale con Simone Cristicchi e, sempre con il cantautore romano, la canzone Abbi cura di me, grande successo al Festival di Sanremo 2019. Con Sperling & Kupfer ha già pubblicato “Il paradiso alla fine del mondo”.

Sempre domani, ma alle 21, è in programma il concerto dei TeaCup8 che si esibiscono nella chiesa di Sant’Amanzio. I TeaCup8 sono una compagine musicale romana nata tra le mura del conservatorio di Santa Cecilia. Attivi inizialmente sotto la guida del maestro Domenico Ascione, di cui i componenti sono tutti allievi, prendono forma definitiva nel settembre del 2017 costituendosi ufficialmente come un nonetto chitarristico. Fin dai primi concerti si esibiscono in tutta Roma riscontrando sempre grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico. Animati dal desiderio di indagare le potenzialità orchestrali della chitarra ed insieme di misurarsi senza pregiudizi stilistici con i lasciti dei più grandi compositori, offrono la possibilità di godere dell’ascolto di un repertorio mutevole per carattere e derivazione storica. I loro concerti vivono così di incursioni negli ambiti formali più disparati: dal barocco al latino americano e allo swing, dall’operistico allo sperimentalismo contemporaneo.

La chiusura della domenica è affidata come di consueto alla passeggiata racconto “Un paesaggio può!”, a cura delle Comunità narranti e dei narratori di comunità capitanati da Antonello Ricci. L’appuntamento è per le 10,30 in piazza Umberto I (ai piedi delle mura). Si parla di “Vitorchiano, il borgo sospeso”. Tra peperino e medioevo, tra Escher e Brancaleone: cronache e storie, anatomie di leggende e poetiche visioni. “Pillole” a cura del narratore Alessandro Vagnoni. Interverrà il genius loci Plinio Vagnozzi. Intermezzi  e “pettegolezzi” critico-narrativi di Ricci. Durata dell’evento un’ora e 45 minuti. Il festival culturale dell’area Etrusco Cimina è realizzato dal Sisc (Sistema integrato dei servizi culturali dell’area Etrusco Cimina) con il sostegno della regione Lazio per biblioteche, musei e archivi e in collaborazione con i comuni di Bassano Romano, Blera, Canepina, Capranica, Caprarola, Gallese, Nepi, Oriolo Romano, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Carbognano, Vetralla, Vignanello, Vitorchiano e la fondazione Carivit con il museo della ceramica della Tuscia. La direzione artistica ed esecutiva è dell’associazione Arca.Maggiori informazioni sulla pagina facebook Festival culturale dell’area Etrusco Cimina