Stefano Stefanini
NewTuscia – VITERBO – In ambito Anci Associazione dei Comuni Italiani, nel corso del lancio dell’Anno europeo dei giovani, che si e’ tenuto il 24 marzo scorso all’Ara Pacis di Roma, alla presenza della Ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, e della Commissaria europea per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù, Mariya Gabriel, è stata annunciata la pubblicazione della manifestazione d’interesse direttamente rivolta ai Comuni, per rafforzare iniziative che siano in grado di far emergere, ingaggiare e attivare i giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione.
La ministra Fabiana Dadone: “Stiamo chiedendo ai Comuni di seguire la metodologia che abbiamo messo a punto nel recente Piano NEET per avvicinare il più possibile le politiche attive ai territori. Per farlo, collaboreremo in modo costruttivo con ANCI e con i Comuni stessi, affinché sia mantenuto per un verso il quadro unitario dell’intervento e per l’altro sia garantita quella flessibilità necessaria perché i singoli progetti si adattino alle diverse realtà locali.
Il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha commentato: “Certamente il blocco generale determinato dalle restrizioni legate all’emergenza pandemica non ha aiutato quei percorsi di inserimento socio-lavorativo che si stavano avviando coinvolgendo quella fascia di popolazione identificata con l’acronimo NEET. Purtroppo, in questi due anni non solo sono aumentati i giovani che non lavorano, ma le condizioni di isolamento psico-sociale hanno determinato una condizione ancora più scoraggiante per chi è fuori da qualsiasi contesto socio-lavorativo”.
Purtroppo, dopo la Turchia (33,6%), il Montenegro (28,6%) e la Macedonia (27,6%), nel 2020 l’Italia è il Paese con il maggior tasso di NEET in Europa: il 25,1% dei giovani italiani tra i 15 e i 34 anni (1 su 4) non lavora, né studia, né è coinvolto in un percorso formativo.
Per questo motivo lo scorso 19 gennaio è stato adottato dal governo un PIANO NEET, con decreto del Ministro per le Politiche Giovanili di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.
In questo ambitoAnci, d’intesa con la Ministra Fabiana Dadone, hanno lanciato manifestazione di interesse per intercettare tutti quei Comuni che hanno già, in precedenza, lavorato sui giovani in condizione di NEET o comunque attivato percorsi di accompagnamento, rilevando l’urgenza del fenomeno su proprio territorio, per creare un elenco di enti che parteciperanno ad un percorso formativo e di accompagnamento che punta ad innalzare la capacità progettuale dell’ente e a definire i modelli di intervento per coinvolgere maggiormente i giovani NEET.
Questo percorso permetterà di “mappare e attivare” i giovani in condizione di NEET, per poi aver la possibilità di partecipare ad un successivo avviso pubblico per progetti d’intervento mirati a questo target.
Quando parliamo di rigenerazione urbana o rivitalizzazione dei borghi dovremmo sempre pensare all’impatto sui luoghi di azione in grado di includere anche i giovani con minori opportunità. Solo in questo modo avremo la certezza di realizzare appieno gli obiettivi del Next Generation.
Nel corso del 2022 la Commissione coordinerà una serie di attività a stretto contatto con il Parlamento europeo, gli Stati membri, le autorità regionali e locali, le organizzazioni giovanili e i giovani stessi. Le iniziative in corso di elaborazione nell’ambito dell’Anno europeo dei giovani beneficeranno di un sostegno pari a 8 milioni di € provenienti da Erasmus+ e dal Corpo europeo di solidarietà, un’integrazione speciale per l’Anno europeo dei giovani decisa dall’autorità di bilancio per il 2022.
Anche altri programmi e strumenti dell’Unione contribuiranno in modo significativo agli obiettivi e alle attività dell’Anno. I giovani europei beneficeranno di molte opportunità per acquisire conoscenze, abilità e competenze per il loro sviluppo professionale e per rafforzare il loro impegno civico a plasmare il futuro dell’Europa.
Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Questo accordo è un elemento fondamentale della nostra politica a favore dei giovani. Il bilancio destinato a questo Anno europeo sosterrà le nostre azioni faro. Proclamando il 2022 Anno europeo dei giovani sosteniamo i giovani europei nella difesa e nella promozione della libertà, dei valori, delle opportunità e della solidarietà. Lo dobbiamo alle generazioni che hanno sofferto di più nel corso della pandemia e che ora devono riprendere in mano la loro vita.”
Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Ringrazio i colegislatori per aver trovato un accordo sull’Anno europeo dei giovani in tempi record. Comprendiamo tutti l’importanza di mettere i giovani in primo piano e di celebrare la loro resilienza dopo due anni molto impegnativi. Invito tutti i giovani europei a partecipare ai numerosi eventi, alle iniziative e alle azioni in programma a partire da gennaio 2022. Desideriamo che facciano sentire la loro voce e orientino le decisioni che adotteremo per il loro futuro. Auspichiamo che questo Anno sfoci in azioni concrete che permarranno ben oltre il 2022. Insieme, faremo di questo Anno un successo.”
Per onorare, sostenere e coinvolgere i giovani a tutti i livelli, l’Anno europeo dei giovani perseguirà quattro obiettivi:
- rinnovare le prospettive positive per i giovani, con particolare attenzione agli effetti negativi che la pandemia di COVID-19 ha esercitato su di loro, evidenziando al contempo in che modo le transizioni verde e digitale e altre politiche dell’Unione offrono opportunità ai giovani e alla società in generale;
- sostenere i giovani, anche attraverso l’animazione socioeducativa, in particolare i giovani con minori opportunità, provenienti da contesti svantaggiati ed eterogenei o appartenenti a gruppi vulnerabili ed emarginati, affinché acquisiscano conoscenze e competenze pertinenti e diventino quindi cittadini attivi e impegnati, ispirati da un senso di appartenenza all’Europa;
- aiutare i giovani ad acquisire una migliore comprensione delle varie opportunità a loro disposizione e a promuoverle attivamente, a livello europeo, nazionale, regionale o locale, per sostenere il loro sviluppo personale, sociale, economico e professionale;
- integrare le politiche a favore dei giovani in tutti i pertinenti settori strategici dell’Unione, in linea con la strategia dell’UE per la gioventù 2019 – 2027, al fine di incentivare l’integrazione della prospettiva dei giovani a tutti i livelli del processo decisionale.
L’impatto e il retaggio di tutte le attività e le opportunità di partecipazione attiva dovrebbero essere duraturi e andare oltre il 2022. I programmi dell’UE esistenti dedicati ai giovani, come Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà, svolgeranno ovviamente un ruolo centrale nell’attuazione e nel finanziamento delle attività, ma l’Anno europeo dei giovani mira a essere intersettoriale e a basarsi su tutte le politiche dell’UE.
Nel corso dell’Anno europeo si prevede l’avvio di diverse iniziative faro riguardanti vari settori strategici. Ad esempio ALMA, una nuova iniziativa volta ad offrire ai giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo, la possibilità di fare il loro ingresso nel mercato del lavoro abbinando un sostegno all’istruzione, alla formazione professionale o all’occupazione nel paese di origine con un tirocinio in un altro paese dell’UE. L’Anno europeo dei giovani andrà inoltre di pari passo con NextGenerationEU, che ridà prospettive ai giovani, compresi posti di lavoro di qualità e opportunità di istruzione e formazione per l’Europa del futuro, e sostiene la partecipazione dei giovani alla società.















