Gaetano Alaimo
NewTuscia – VITERBO – Tra smentite via comunicato ufficiale (Fusco) sui potenziali candidati sindaco espressi dalla stampa, rinunce con tanto di ringraziamenti (Andrea Genovese), uscite e riprese di nominativi papabili (Troncarelli) e proposte di singoli partiti (Allegrini), quello che si sa con certezza è che i due unici candidati ufficiali a diventare primo cittadino sono ancora Giovanni Scuderi e Chiara Frontini. Certo, c’è anche Laura Allegrini, candidata da FdI poco dopo che l’ipotesi Rotelli per tutto il centrodestra è venuta meno, ma, a quanto sempre, Lega e Forza Italia non ne vogliono sapere.
Chi azzeccherà ìl prossimo sindaco di Viterbo, quindi, se ci fosse un toto-scommesse dovrebbe vincere molto non riuscendo, a pochi mesi dal voto (per una data che ancora non c’è), ad oggi ad avere nemmeno i candidati dei vari schieramenti. Da alcuni è stato fatto anche il nome di Gianmaria Santucci di Fondazione (che domenica ritrova i propri simpatizzanti alle Terme dei Papi) per porre all’attenzione un candidato potenzialmente gradito a tutto il centrodestra. Ma, mentre si scrive, sono solo ipotesi.
Quella più attiva è senz’altro Chiara Frontini che, record dei record, la prima conferenza stampa l’ha indetta nientemeno che il 1° gennaio e, nelle ultime settimane, ha fatto intere giornate di ascolto dei cittadini a Viterbo e nelle frazioni. Dalla parte sua, sembra, un certo Vittorio Sgarbi e la parte più attiva del civismo, salvo qualcuno che guarda a Scuderi. Il tutto in attesa che i grandi partiti trovino la quadra. Come in altri casi, il rischio è che un’impossibilità di trovare un accordo a livello locale possa portare il discorso di nuovo (non sarebbe la prima volta) su tavoli regionali. Il che, in altre parole, significherebbe sacrificare le reali dinamiche politiche locali agli equilibri politici romani.
Ed è proprio da queste considerazioni che potrebbero nascere nuovi scenari sul modello “Draghi” o ultime elezioni in Provincia (anche se di secondo livello). Forza Italia esprime l’attuale presidente di Palazzo Gentili, Alessandro Romoli, più o meno dallo stesso periodo da quando Giovanni Arena è stato dimissionato (pardon, prima si era dimesso lui) a poche ore dal Natale. Il motivo è noto: la maggioranza trasversale di due liste ispirate da Pd e Forza Italia che hanno permesso l’elezione di Romoli. Se l’attuale maggioranza Draghi facesse da ispirazione si potrebbero rompere tutti gli attuali schieramenti di coalizione (Fusco della Lega, a “Luce Nuova sui fatti”, ci disse esplicitamente che “il centrodestra a Viterbo non esiste più”): se è successo per la Provincia potrebbe succedere anche per il Comune di Viterbo.
Chiara Frontini ha fatto sapere che non dovrebbe allearsi al primo turno né con il centrodestra (ma quale centrodestra?) né con il centrosinistra (Pd dilaniato al suo interno, per ora nessuna idea di alleanza). E Laura Allegrini non molla come candidata di Rotelli & co., soprattutto vedendo il deserto per candidati unici del centrodestra. Alessandra Troncarelli resta la potenziale maggiorente candidata almeno del Pd, ma di conferme non ce ne sono più state. Con l’incognita Luisa Ciambella che, da poco, sta scaldando i motori per una sua possibile ufficiale discesa in campo e candidatura a sindaco con una propria lista.
Insomma, nel bene e nel male il filo conduttore di quanto scritto è che potrebbe farsi strada una futuro sindaco donna. Nei nomi fatti potrebbero inserirsi anche Antonella Sberna, giovane ed esperta amministratrice e, chissà, qualche colpo di scena dell’ultimo minuto.
Si vedrà…















