“Doppio Stigma”: alla ASL di Viterbo l’evento su Malattia e donna, “quando il genere è complicanza”

La ASL di Viterbo, nella giornata di oggi, ha impiegato le proprie energie per costruire un evento di rilevanza sociale notevole, dedicato alle donne e agli svantaggi di genere; l’evento prende il titolo di “Doppio Stigma – Malattia e donna, quando il genere è complicanza”, e si è svolto alle 12 alla presenza di esperti, quali la direttrice generale della ASL Daniela Donetti, il direttore dell’SPDC della Asl 4 della Regione Liguria, Maria Laura Manzone, la psicologa Rosaria Ricci, l’ostetrica del Consultorio familiare di Viterbo, Eleonora Faccenda, e l’infettivologa Elena Rastrelli, moderati da Giulio Starnini, direttore dell’unità della Medicina protetta – Malattie infettive, e da Angela Lagrutta, direttore dell’unità operativa Ser. D della Asl di Viterbo.
L’occasione è stata promossa da SIMSPe (Società italiana di medicina e sanità penitenziaria), da anni impegnata nella promozione della salute delle persone detenute.

Al centro del discorso è stata la lotta allo stigma vissuto dalle donne con un passato di detenzione, affette da patologie psichiatriche o disagio psicologico, tossicodipendenti. “Lo stigma – scriveva la Asl per presentare l’evento – porta alla discriminazione e alla nascita di stereotipi che si ripercuotono nella società. La ‘diversità’ porta a far emergere caratteristiche particolari e quindi all’emarginazione, solo per il fatto che queste caratteristiche sono diverse. Nella storia le malattie mentali, il disagio psicologico, la tossicodipendenza, le malattie infettive hanno rappresentato condizioni stigmatizzanti, accentuando la solitudine e l’isolamento delle persone che ne soffrono.”

E’ velocemente intervenuta anche la direttrice della Azienda Sanitaria Locale, Daniela Donetti, sottolineando l’importanza di “lavorare sulla cultura della non-violenza” e ringraziando gli organizzatori dell’evento.

Poi Angela Lagrutta, che ha ancora sottolineato l’urgenza di certe riflessioni in un momento di violenza-sopraffazione come quello di crisi internazionale che stiamo vivendo, Maria Laura Manzone, la quale ha apportato degli esempi concreti di situazioni complesse, e la dottoressa Rosaria Ricci, che ha addotto altri esempi concreti e riflessioni sulle esperienze vissute in comunità.

Tra i temi affrontati, comunque, sono ritornati a più riprese i temi del disagio psichico e delle dipendenze. Per gli interventi completi si rimanda al video di Youtube della Asl Viterbo.

La dottoressa Rastrelli è intervenuta, più nello specifico, sulle esperienze ‘di carcere’: si tratta di “donne che sono considerate le ultime delle ultime”, perché hanno notoriamente contratto malattie infettive gravi (soprattutto l’HIV) e perché hanno avuto anche un passato come detenute.

In conclusione di un evento che ha certamente arricchito i partecipanti, il motto, con riferimento alla Asl, è stato: “Parlare tra noi è fondamentale. Ma non solo parlare, organizzarci per un intervento, sempre più utile e specialistico, insieme al paziente, per non lasciare da soli. Perché da soli non si va da nessuna parte.”