Disturbi psicosomatici, quando un disagio psicologico può diventare un problema fisico

NewTuscia – Le esperienze che viviamo ogni giorno sono in grado di definire il nostro essere, nel bene e nel male. Ci sono infatti degli eventi traumatici, che fanno parte della vita, che possono impattare in modo specifico sulla nostra psiche. Purtroppo un disagio psicologico può anche trasformarsi in un disagio fisico, favorendo ad esempio condizioni come la caduta dei capelli o infiammazioni croniche come la psoriasi. La gamma di disturbi a cui si può andare incontro è molto vasta ed eterogenea, e può coinvolgere tantissime aree.  

Le macroaree dei disturbi somatici più diffusi

L’apparato gastrointestinale diventa spesso uno dei bersagli preferiti di disturbi psicosomatici come lo stress e l’ansia. Lo stomaco può risentire fortemente delle tensioni nervose, causa talvolta di problemi come la gastrite, la colite spastica, la rettocolite, la stipsi, la nausea e il vomito, la diarrea e in certi casi anche le ulcere.

Anche l’apparato respiratorio non è immune ai riflessi delle problematiche psicosomatiche. In tal caso si possono avvertire sintomi come le difficoltà nel respirare, l’asma bronchiale, il singhiozzo e la dispnea. Anche la sindrome iper-ventilatoria è piuttosto diffusa, in special modo se si parla delle conseguenze di un attacco d’ansia o di panico. Questi fenomeni sono in crescita soprattutto tra gli adolescenti, che subiscono in maggior misura gli effetti negativi dell’isolamento dato dalla pandemia.

Al terzo posto troviamo l’apparato cutaneo, anch’esso coinvolto nel processo di trasferimento di sintomi da una condizione psicologica a una fisica. La pelle reagisce ad esempio manifestando la comparsa di alcuni inestetismi come l’acne, la dermatite e la già citata psoriasi. Purtroppo non è sempre semplice distinguerli e la prima cosa che si può fare, se si viene colti da un’eruzione cutanea, è informarsi tramite guide specializzate, come quella di Eucerin, per comprendere le cause del problema. Capire tempestivamente se si tratta di un disturbo psicosomatico o meno è fondamentale, e il consulto di un dottore è d’obbligo in questi casi.

Naturalmente anche l’apparato cardiocircolatorio può risentire delle conseguenze di una qualsiasi condizione psicosomatica come ansia, stress e paura. Uno dei sintomi più diffusi è il senso di costrizione al petto, insieme a fenomeni come l’aritmia, la tachicardia e l’ipertensione arteriosa. Uno stato emozionale alterato può anche avere un impatto negativo su patologie preesistenti, come le cardiopatie, la nevrosi cardiaca e l’algia precordiale.

La lista prosegue chiamando in causa altri apparati come quello urinario, dove possono insorgere problematiche minzionali come enuresi o eccessiva frequenza di menzione. Quest’ultima può essere determinata dall’azione dei peptidi natriuretici, la maggior parte dei quali prodotti a livello miocardico, che agiscono a livello del rene regolando l’eliminazione dell’acqua.

Anche l’apparato muscolo-scheletrico soffre dei risvolti di patologie come l’ansia e lo stress cronico, creando diverse difficoltà, come la spossatezza cronica, le cefalee, il torcicollo, i crampi ai muscoli, l’artrite e le infiammazioni alle articolazioni dovute alla psoriasi. Anche la fibromialgia risente molto spesso dell’ansia e può esserne sia causa che conseguenza.

Si chiude infine con l’alimentazione. Si fa riferimento nello specifico all’anoressia e alla bulimia, insieme al binge eating, ovvero alla fame compulsiva, nota anche come disturbo da alimentazione incontrollata. Rientra in questo campo anche la disfagia, cioè la difficoltà nella deglutizione.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21