Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ROMA – Su Agricoltura, Ucraina e “costi energia” è  stato avviato in questi giorni il confronto degli Assessori con i ministri Cingolani e Patuanelli e nei prossimi giorni sarà elaborato un documento della Conferenza delle Regioni per avere dal Governo risposte urgenti.

La Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni ha incontrato recentemente il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la Sottosegretaria Vannia Gava, ed il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

“Abbiamo illustrato ai Ministri – ha spiegato Federico Caner, Assessore del Veneto e coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni – il quadro drammatico che sta vivendo il settore agricoltura. Alla situazione drammatica derivata dall’aumento dei costi energetici, si sono infatti aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina in termini di approvvigionamento e di mercato”.

La Commissione ha avanzato alcune proposte su diversi temi, dalla contribuzione straordinaria per il settore al rinvio della nuova PAC, dalla diminuzione delle accise allo sblocco di tutti i pagamenti sospesi, la moratoria e la ristrutturazione del debito, dalle criticità croniche legate ai grandi carnivori e agli ungulati alle difficoltà registrate nel settore della pesca, dagli incentivi alle aziende alla semplificazione per l’implementazione dell’uso delle fonti energetiche alternative, dalla crisi dei settori lattiero-caseario e dei seminativi alle esigenze di una nuova taratura del PNRR, al temporary framework.

Gli assessori all’agricoltura sono al lavoro per consegnare alla Conferenza delle Regioni un documento con le priorità da porre al Governo e a cui chiederemo risposte in tempi strettissimi.

“Peraltro sotto questo profilo – ha concluso Caner – abbiamo riscontrato da parte del Ministro Cingolani e del Ministro Patuanelli la massima disponibili ad affrontare con la massima urgenza molti dei temi posti”.

   

Agricoltura e caro energia: fonte www.corriereortofrutticolo.it

Secondo l’organizzazione dì categoria Confagricoltura, una conseguenza che si sta già manifestando è il rallentamento, quando non il blocco completo, dei cicli produttivi in alcune filiere di trasformazione.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha sottolineato il duplice effetto negativo del caro energia sull’agricoltura, affermando che “i costi di produzione sono saliti con percentuali senza precedenti, dai fertilizzanti ai mangimi. Per effetto del prezzo del gas, cresciuto di oltre il 700%, potrebbe risultare insufficiente l’offerta di alcuni beni intermedi fondamentali per le prossime semine. Inoltre, aumenta ogni giorno il numero delle imprese di trasformazione che riducono o bloccano il normale ciclo di lavorazione, con il risultato di limitare le possibilità di collocamento dei nostri prodotti”.

A rischio lapprovvigionamento del mercato. Tra i vari comparti del settore primario, a essere maggiormente colpiti sono quelli che sfruttano le coltivazioni in serra, dal florovivaismo allorticoltura, e che prevedono il controllo delle temperature negli ambienti di produzione. Le imprese stanno abbandonando le colture in serra di fiori, ortaggi e primizie, per i quali si torna alla coltivazione a freddo. Altri settori che stanno risentendo molto del caro bollette sono l’allevamento, le essicazioni di cereali e le filiere di trasformazione, ma sono colpiti tutti i beni intermedi utilizzati nei processi produttivi in agricoltura.
Oltre il 70% della produzione agricola e degli allevamenti è destinato alle industrie di trasformazione alimentare, e quindi l’impatto sulla crescita dei prezzi per il consumatore finale è evidente. Potrebbero risentirne anche le esportazioni agroalimentari, dopo che il 2021 ha registrato il massimo storico delle vendite all’estero per un valore di oltre 51 miliardi di euro.

Soluzioni: rinnovabili e interventi del governo
In questo contesto anche Confagricoltura si schiera tra coloro che chiedono al Governo interventi incisivi e prolungati, così da dare seguito alla crescita già avviata dopo la pandemia. Tra le misure straordinarie richieste per contrastare gli effetti del caro bollette l’associazione enumera anche la continuità degli strumenti creditizi già messi in campo. Con una logica di prospettiva, il settore potrebbe trarre vantaggio dall’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili – dal solare alle biomasse – finalizzate all’autoconsumo. Molte imprese hanno già avviato questa svolta, ma è necessario poter contare su sistemi di incentivazione al fine di potenziare e accelerare la transizione energetica del comparto.