NewTuscia – VITERBO – “Quello che ci ha sempre contraddistinto, fin dal primo momento, è la concretezza. Fin da sempre. E nel nostro voler essere concreti continuiamo a parlare di temi.”
Comincia così l’ennesima apparizione pubblica di Chiara Frontini, accompagnata dalla sua squadra, questa volta di fronte ai manifesti affissi su Viale Raniero Capocci; in essi sono presenti i “5 punti” che caratterizzano l’idea di città di Viterbo2020.
“Il primo è il lavoro. Non come promessa di posti di lavoro, ma come volontà di far ripartire un sistema economico che crea lavoro perché l’economia funziona. Perché usciamo da un circolo vizioso di degrado e sottosviluppo che ci permette di moltiplicare economia. Il lavoro è il filo conduttore di tutti i nostri impegni.”
Dopo l’introduzione al primo punto, volto “a creare nuovi posti di lavoro con i progetti dell’Amministrazione”, la leader del movimento abbozza idee di aree d’intervento ben definite, come quella del progetto APEA per il Poggino, o l’area industriale dell’Acquarossa. “Bisogna dare risposte alla ‘crisi nella crisi’ viterbese con una linea di indirizzo chiara: quella di voler interrompere un modello di ricerca di lavoro che vede le persone andare da suddite col cappello in mano a chiederlo come favore, perché i diritti sono tali sono se sono esigibili, altrimenti sono gentili cortesie”.
Ma come si può fare? Secondo Chiara Frontini: “A ogni obiettivo strategico corrispondono dei progetti ben definiti. […]
Turismo: bisogna aumentare la qualità e la permanenza media. Ci concentreremo per far sì che il turismo continui a potenziarsi, prescindendo dall’organizzazione dell’evento fine a se stesso. Le persone devono voler venire a Viterbo, perché Viterbo diventi una destinazione turistica, in quanto città. […] Aumentando la permanenza media e il numero di presenze, si aumenta il PIL viterbese. […] E così si creano posti di lavoro.
Sicurezza: vediamo un continuo di episodi all’interno del centro storico. Contrastare criminalità e degrado è uno dei punti fondamentali del programma. Come? Con una strategia su 2 livelli: un aumento dei controlli con un ruolo più incisivo del Sindaco nel comitato di ordine pubblico e sicurezza, e un aumento della vita nelle zone pericolose. […] Poi la costituzione di una task force, che anni fa funzionò benissimo, tra Polizia e Guardia di Finanza… ma soprattutto, la prevenzione.
Pulita è bella: la nostra città è bella ma pulita è ancora più bella. Non è soltanto uno slogan, ma è un impegno. E’ ciò che in primis chiedono i cittadini viterbesi.
Sport: abbiamo voluto mettere lo sport al centro di una serie di progettazioni, sempre collegate allo sviluppo economico e al lavoro, perché lo sport è turismo sportivo e professionalità. E perché lo sport si trova in una situazione di grave carenza di impiantistica, in tutte le discipline. […] A cominciare dai parchi, che in 10, tra cui Prato Giardino, verranno attrezzati per l’attività sportiva all’aria aperta. Ci concentreremo inoltre sul progetto ‘Santa Barbara Cittadella dello Sport’.”
Infine, sulla scia dello sport, conclude: “Sarà il nostro impegno quello di dotare finalmente la città di Viterbo di uno skate-park, che possa diventare un luogo di aggregazione positiva per i giovani della nostra città. Anche questa è una richiesta disattesa da troppi anni, che i ragazzi disattesi aspettano.
Perché lo sport, una sana aggregazione, uno stile di vita sano, migliorano la qualità della vita dei cittadini. E noi che puntiamo a una città in cui gli indicatori della qualità della vita non continuino a scendere di anno in anno, ma che anzi migliorino, parliamo oggi di sport, pulizia, sicurezza, turismo, lavoro.
Perché crediamo che sia ora che si passi ai fatti”.















