Domenica 20 marzo Terzo appuntamento del ciclo “Un paesaggio può” a cura delle Comunità narranti

Domenica 20 marzo di nuovo in scena

“Comunità narranti” e Narratori di comunità

Terzo appuntamento del ciclo “Un paesaggio può”

15 passeggiate per 15 centri della Comunità montana dei Cimini

Sarà la volta di

NEPI: UOMINI E MURA
Come l’uomo imparò ad amare la roccia

Appuntamento alle 10.30 al piazzale della Bottata (con parcheggio)

L’iniziativa si svolge nell’ambito del “Festival culturale dell’area etrusco-cimina”

NEPI: UOMINI E MURA
Come l’uomo imparò ad amare la roccia

Come l’uomo imparò ad amare la roccia

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. Perché “un paesaggio può, con una linea, un gesto di colline, salvare addirittura una persona, comunicargli un messaggio prezioso.” Assolutamente vero. E così, noi dell’associazione culturale delle “Comunità narranti” abbiamo voluto prendere alla lettera questa dichiarazione d’amore alla Tuscia del gran mago dei sogni Federico Fellini.

Ancora in scena i “Narratori di comunità”. Con la partecipazione e il coordinamento di Antonello Ricci. Progetto ambizioso: tra marzo e giugno, ben 15 passeggiate-racconto nuove di zecca per altrettanti centri della “Comunità montana dei Cimini”.

Tocca a Nepi. Domenica 20 marzo. Appuntamento alle 10.30 al piazzale della Bottata (con parcheggio). Durata dell’evento 1h e 45′. Condurranno le narratrici Liliana Scaffa (regia e scelta testi) e Maria Letizia Cecconi (letture). Intermezzi e “pettegolezzi” narrativi di Ricci.

NEPI: UOMINI E MURA
Come l’uomo imparò ad amare la roccia

Un viaggio attraverso Nepi alla ricerca di segni, strade, suoni e pensieri degli uomini che l’hanno abitata. La bizzarra compagnia dell’Armata Brancaleone ci scorterà fino alla porta d’accesso per lasciarci entrare dentro le mura, tra i dolori di Lucrezia e la conversione alla cristianità del popolo nepesino grazie ai santissimi Tolomeo e Romano. Il popolo nepesino ci svelerà le sue origini contadine e – scivolando lungo le strade del borgo – arriveremo fin là dove si svela il convento di S. Tolomeo stagliato sullo sfondo del monte Soratte. Ancora due passi per lo sperone dove la città ha fine, nel suo più profondo simbolo di austerità e beatitudine. E da lì l’ultimo volo, per la libertà.

“Un paesaggio può” si svolge nell’ambito del “Festival culturale dell’area etrusco cimina”, progetto organizzato dal SISC (Sistema integrato dei servizi culturali dell’area etrusco cimina) per la “Comunità montana dei Cimini” e realizzato con il sostegno della Regione Lazio per biblioteche, musei e archivi, piano annuale 2021, L.R. 24/2019.

La partecipazione agli eventi è libera. Gradita la prenotazione whatsapp al numero 3939373586. Le passeggiate, organizzate in osservanza della normativa di contenimento del Covid, saranno trasmesse in diretta Facebook.

Comuni partecipanti: Barbarano Romano, Blera, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Gallese, Nepi, Oriolo Romano, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Vetralla, Vignanello, Vitorchiano e Viterbo (Fondazione Carivit).

Questa la nutrita pattuglia dei narratori che scenderanno in campo – qua e là, secondo l’occasione – per “Un paesaggio può”: Fabrizio Allegrini, Sofia Barbanti, Tiziana Ceccarelli, Maria Letizia Cecconi, Franco Cherubini, Laura De Felicis, Sara Forliti, Maria Morena Lepri, Alessio Mascagna, Amerildo Menditto, Andrea Natali, Marco Rossi, Giovanna Rossiello, Barbara Sarti, Liliana Scaffa, Silvia Scialanca, Biagio Stefani, Sonia Stefanucci e Alessandro Vagnoni. Con la partecipazione straordinaria dell’attrice Laura Antonini. Riprese video a cura di Marco D’Aureli. Comunicazione a cura di Simona Soprano.

(Domenica 27 marzo sarà la volta di Canepina. Protagonisti la guerra, il dialetto, il leggendario fantino del Palio di Siena Picino. Condurranno le narratrici Sara Forliti e Sonia Stefanucci. Sofia Barbanti: itinerario e scelta testi. Intermezzi e “pettegolezzi” critico-narrativi di Ricci. Incursione narrativa di Felice Arletti.)