Donna… quest’anno la tua festa è per TE

NewTuscia – Aut Aut di Emanuela Ferruzzi – Donne… Donne… E’ l’otto marzo, si parlerà di donne in tutte le salse. Si parlerà di donne-eroine, di donne maltrattate, di donne forti, di donne assolutamente indipendenti, di altre che invece hanno bisogno di essere aiutate, protette, sostenute.

Vedremo mimosa, rose, fiori, frasi celebri prese qua e la sul web, tra le righe di sommi poeti, tra le pagine della nostra immensa letteratura.

Ed è proprio da lì che vorrei partire per parlarvi di ‘donna’.

Dante Alighieri spoglia e riveste la figura donna con mille caratteristiche, con parole delicate, con sensazioni celestiali.

E, sono sincera, da lettrice passionale dei versi del nostro fiorentino d’eccellenza, non posso far altro che pensare a lui quando si parla di donne, di rispetto, di estrema devozione.

Dante, pietra miliare, mi stupisce sempre per la sua sfacciata attualità.

Oggi, marzo 2022, quando penso alla donna, a quella che più meriterebbe rispetto e sostegno, a quella che più di altre meriterebbe le dolci e soave parole di un mondo simile alla mente di Dante Alighieri, penso a Karina.

Karina ha 27 anni, è ucraina. Sono anni che vive in un confine scomodo, quello che fa gola a molti, che è al centro di questioni economiche che non conosciamo fino in fondo. Ha già sentito gli spari dei cannoni, ha già disegnato il suo futuro più e più volte contornato da punti interrogativi, ma nonostante tutto, non si aspettava tutto quello che vediamo ogni giorno scorrere sui social e sugli schermi delle tv.

Karina ha due figli, un marito e una famiglia. Hanno deciso di non partire, di non lasciare la loro casa, costruita con sacrificio, di non lasciare Odessa. 

Karina ha la sua famiglia vicina, la madre si è trasferita da lei, la aiuta con i ragazzi, che sono piccoli, e intanto, tra spari non troppo lontani e flotte di auto e autobus che abbandonano tutto per cercare luoghi più sicuri, pensa ancora al futuro, cancella e disegna.

Non sa cosa farà, ha risorse da parte, ancora un luogo in cui vivere. Ha paura di andarsene, ha paura di restare. Ha paura di fare la scelta sbagliata, per sé stessa, ma più che altro per i suoi figli.

Ecco perché voglio dedicare la festa della donna a lei, a Karina e alle tante altre donne che sorridono ai propri figli cercando di nascondere la paura del domani. Alle loro labbra che trattengono parole e pianti, ma che cercano di rassicurare con parole leggere le menti dei più piccoli, dei più ignari, dei più puri, di coloro che non hanno colpa alcuna. A quelle donne lì che pregano e sperano, ma intanto vanno avanti, si aiutano e creano per sé opportunità di salvezza.

Forza donne, capiamo il vostro dolore, empaticamente parlando, siamo con voi. So che sembrano parole di circostanza, e molto probabilmente, senza farne tesoro alcuno, per certi versi lo sono. Ma che oggi, la giornata internazionale della donna, sia tutta per voi, per te Karina, per te Daryna, per te Cristina, per te Mariya, per te Vira, per te Veronica, per te Oksana, per te… donna, leonessa.

“Donne,  che avete l’intelletto d’amore”. 

D. Alighieri

Aut Aut – Emanuela Ferruzzi