I comuni italiani per la Carta dì Firenze con i sindaci del Mediterraneo

La persona umana al centro dell’agenda internazionale, perseguendo la pace, proteggendo il pianeta, garantendo prosperità e dignità dei diritti fondamentali, con la promozione di obiettivi di sviluppo sostenibile sul clima

Stefano Stefanini

NewTuscia – FIRENZE – Una risposta concreta alla guerra in Ucraina con la diplomazia delle città.  Il sindaco di Firenze Dario Nardella per l’Associazione dei Comuni:  “La Russia ponga fine alla guerra e apra al negoziato. Diplomazia delle città come il sindaco della Pace,  Giorgio La Pira.

“E’ un’occasione straordinaria avere i sindaci delle più importanti città del Mediterraneo in un’unica città. Le immagini che arrivano dall’Ucraina ci rattristano e ci preoccupano, ma non vogliamo perdere la speranza che gli sforzi diplomatici possano ancora avere spazio. Rivolgo un saluto alla città di Kiev, unita a Firenze da un antico gemellaggio e chiedo un minuto di silenzio per le vittime e per chiedere alla Russia di mettere subito fine alla guerra lasciando spazio alla diplomazia per un negoziato che porti alla pace.  Ho inviato ai sindaci di Mosca e Kiev una lettera perché raccolgano il nostro appello mettendo fine alla guerra”.

Queste le,dichiarazioni di  Dario Nardella, sindaco di Firenze, che ha sabato scorso ha aperto in Palazzo Vecchio i lavori del forum dei sindaci del Mediterraneo, che si e’ tenuto in contemporanea con l’analogo incontro dei vescovi, sempre nel capoluogo toscano dove sono presenti una delegazione di  60 vescovi e 60 sindaci di quasi tutti i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum.

Domenica 27 febbraio il doppio appuntamento e’ stato  concluso dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana card. Gualtiero Bussetti, in rappresentanza dì   Papa Francesco, costretto a rinunciare per indisposizione alla presenza a Firenze. Il presidente dei vescovi  italiani nella Basilica di Santa Croce ha ringraziato per la significativa presenza  il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

La dì chiarazione della “Carta dì Firenze” sulla Pace e lo sviluppo delle città del Mediterraneo… in invito a deporre le armi e promuovere il dialogo e lo sviluppo dell’umanità,nelle città e tra i popoli .

Il sindaco di Firenze nel suo intervento ha ribadito la sua piena fiducia nella diplomazia delle città. “Nel 1955 –  ha ricordato – in piena guerra fredda, invitato da Giorgio La Pira, il sindaco di Mosca venne a Firenze a incontrare i sindaci occidentali e ad abbracciare il cardinale Elia Della Costa. Non vedo perché non si possa ritentare. La forza e la vocazione umanistica e pacifica di Firenze possono essere un viatico potente”.
Secondo Nardella, “l’epoca che stiamo vivendo ci impone di essere coraggiosi, di assumerci la responsabilità di intervenire nel dibattito internazionale e nei processi decisionali, diventando protagonisti veri ed attivi del dialogo mediterraneo”. Mentre “purtroppo, sempre di più, abbiamo la sensazione che l’Europa, il più grande progetto politico di pace e di unità scaturito dai drammi e dalle nefandezze della seconda guerra mondiale, abbia smarrito la consapevolezza della storia. L’assenza politica e perfino fisica dei vertici dell’Unione Europea è un fatto preoccupante”.


Senza una politica illuminata e un impegno concreto delle Istituzioni europee a favore dello sviluppo e della coesione delle Nazioni e dei popoli del Mediterraneo -ha continuato il sindaco fiorentino- lEuropa sarà più debole e più divisa. Di fronte ai problemi come le catastrofi ambientali, le migrazioni, le crisi politiche, le emergenze sanitarie, le diseguaglianze sociali crescenti chiedo con forza, anche in qualità di presidente di Eurocities associazione che racchiude più di 250 città europee con più di 250.000 abitanti, che lEuropa non rimanga ferma o indifferente. Ma si impegni insieme ai Sindaci a definire unagenda per il Mediterraneo fatta di scadenze e impegni certi e verificabili con la previsione di adeguati investimenti economici”.

Il presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani Antonio Decaro: esprime la solidarieta’ dellAnci ai sindaci ucraini e alle loro comunità: condanniamo lattacco russo.   

“A tutti i sindaci ucraini, alle loro comunità, ai cittadini, vittime innocenti di uno degli eventi più drammatici della storia recente dell’Europa va la solidarietà dell’Associazione nazionale dei Comuni e di tutti i sindaci italiani”, dichiara il presidente dell’Anci, Antonio Decaro.
“Quanto sta accadendo in queste ore – continua Decaro – oltre che destare grande apprensione e angoscia nella comunità internazionale, ci colpisce profondamente come donne e uomini, figli orgogliosi di una Costituzione che tra i suoi valori fondamentali ha il ripudio netto di ogni guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Per questo l’Anci condanna in maniera ferma e decisa l’attacco russo. Non ci possono essere giustificazioni davanti ad azioni di questo tipo. Il nostro auspicio è che la diplomazia possa tornare presto a far prevalere lo strumento del dialogo per fermare il conflitto e ripristinare la sovranità nazionale”.
“Dal canto nostro – conclude il presidente dell’Anci –  condividiamo le finalità dell’incontro  dei  vescovi e dei sindaci del Mediterraneo a Firenze per condividere la preghiera e il messaggio di pace di Papa Francesco, nell’ambito dell’evento “ Mediterraneo Frontiera di Pace”.

Ecco i caratteri salienti del testo  della Carta dì Firenze, con un  un appello di pace per l’Ucraina.

I Vescovi del Mediterraneo si sono riuniti per la seconda volta, dopo Bari, a Firenze raccogliendo laspirazione e il coraggio di La Pira nelloperare per la pace e lunità dei popoli.

I Sindaci del Mediterraneo, invitati dal Sindaco di Firenze dott. Nardella, hanno voluto radunarsi contemporaneamente a Firenze, anchessi aspirandosi alle iniziative del Sindaco La Pira, per studiare e lavorare per la pace, la giustizia e la convivenza fraterna nelle loro città. 

Incontrandosi insieme alla fine dei rispettivi lavori, i vescovi e i sindaci hanno constatato i benefici che provengono dall’intensificare le collaborazioni nelle proprie città al fine di preservare la giustizia, rafforzare la fraternità e il rispetto di tutti i cittadini e le comunità culturali e religiose ivi presenti. Da questo proficuo e cordiale incontro, mai prima realizzato, essi hanno insieme convenuto su alcuni ideali e valori ai quali ispirare il futuro cammino, diminuire discriminazioni e violenze e aprire orizzonti di speranza delle giovani generazioni. In questi giorni azioni di guerra si sono verificate contro l’Ucraina. Sentimenti di dolore hanno colto vescovi e sindaci, i quali congiuntamente auspicano che la violenza e le armi siano bloccate e siano evitate grandi sofferenze al popolo ucraino e si passi ad un negoziato che ricostruisca la pace. 

Auspicando che ulteriori incontri possano aver luogo, i Vescovi cattolici e i Sindaci delle città mediterranee, riuniti a Firenze, 

-ispirandosi all’eredità di Giorgio La Pira, l’ex Sindaco di Firenze, che già negli anni Cinquanta promuoveva il dialogo interculturale e interreligioso tra le Città, e in particolare tra le Città del Mediterraneo;

-consapevole che il Mediterraneo è stato storicamente il crocevia delle culture europee e dell’Asia occidentale, dell’emisfero settentrionale e meridionale e che può ricoprire un ruolo cruciale per la pace e lo sviluppo delle nazioni attraverso la cooperazione tra le sue città e le sue comunità religiose; 

-uniti nella convinzione che il Mediterraneo non può e non vuole essere luogo di conflitto tra forze esterne; 

-guidati da un’aspirazione condivisa a porre la persona umana al centro dell’agenda internazionale perseguendo la pace, proteggendo il pianeta, garantendo prosperità, promuovendo il rispetto e la dignità dei diritti fondamentali di ogni individuo, anche attraverso la promozione di obiettivi di sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi sul clima; 

-consapevole delle numerose sfide che l’area mediterranea deve affrontare, come il cambiamento climatico, i flussi migratori, i conflitti e la povertà; 

-convinti pertanto che valorizzare e promuovere il ruolo delle città e il dialogo tra le sue comunità civiche e religiose offra un contributo essenziale a queste sfide; riconoscono 

-la diversità del patrimonio e delle tradizioni dell’area mediterranea come patrimonio condiviso per tutta l’umanità. Tutti i valori naturali, ambientali, culturali, linguistici e religiosi del Mediterraneo, materiali e immateriali, sono visti come fonti di dialogo e unità tra i nostri popoli e dovrebbero essere protetti e trasmessi alle generazioni presenti e future; -l’importanza di un impegno educativo che parta dai bisogni primari, comuni a tutti gli esseri umani, e che possa guidare i giovani nel cammino che conduce al desiderio del bene, dell’amore, della giustizia e della libertà; 

-la necessità di sviluppare maggiori opportunità di dialogo e di incontro costruttivo tra le diverse tradizioni culturali e religiose presenti nelle nostre comunità, al fine di rafforzare i legami di fraternità che esistono nella nostra regione; 

invocano e auspicano:

– che i governi di tutti i paesi mediterranei stabiliscano una consultazione regolare con i Sindaci, con tutti i competenti rappresentanti delle comunità religiose, degli enti locali, delle istituzioni culturali, delle università e della società civile sulle questioni discusse in questa Conferenza. Le città rivendicano il loro diritto a partecipare alle decisioni che influiscono sul loro futuro; 

-Governi, Sindaci e Rappresentanti delle comunità religiose a promuovere programmi educativi a tutti i livelli – un cammino che integra gli approcci antropologici, comunicativi, culturali, economici, politici, generazionali, interreligiosi, pedagogici e sociali per realizzare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente;

– Governi, Sindaci e Rappresentanti delle comunità religiose a promuovere iniziative condivise per il rafforzamento della fraternità e della libertà religiosa nelle città, per la difesa della dignità umana dei migranti e per il progresso della pace in tutti i paesi del Mediterraneo; 

– Sindaci e Rappresentanti delle comunità religiose, a dialogare e mobilitare risorse per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile a favore della cooperazione internazionale, del dialogo interculturale e interreligioso, del rispetto di ogni individuo attraverso una più equa condivisione delle risorse economiche e naturali; 

  • Sindaci a discutere ed esplorare ciò che idealmente tiene insieme oggi una società civile e come i contesti contemporanei integrano tradizioni religiose ed espressioni culturali;
  • – Rappresentanti delle comunità religiose, a esplorare come possano interagire tra loro e con i rappresentanti dei governi municipali e dei leader civici al fine di comprendere le cause e le ragioni della violenza e, quindi, lavorare insieme per eliminarla;
  •  – che i governi adottino regole certe e condivise per proteggere l’ecosistema mediterraneo al fine di promuovere una cultura circolare del mediterraneo in armonia con la natura e con la nostra storia.

Questo sosteneva il prof. Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, deputato all’Assemblea Costituente  e promotore, nel pieno della guerra fredda, degli incontri sulla Pace e la collaborazione tra i popoli dei sindaci di oriente e occidente a Firenze:

“Quando dico che tutte le città del mondo, di fronte al pericolo reale di una condone a morte, proclamano unanimemente il loro inviolabile diritto all’esistenza, non faccio della retorica e nemmeno del nominalismo: cioè, io non mi servo di parole e di immagini a cui non corrisponde una solida realtà. No, io mi servo di parole e di immagini per esprimere una realtà solida, anche se non chiaramente percettibile.

Le città hanno una loro vita e un loro essere autonomi, misteriosi e profondi: esse hanno un loro volto caratteristico e, per così dire, una loro anima e un loro destino: esse non sono occasionali mucchi di pietre, ma sono le misteriose abitazioni di uomini e, vorrei dire di più, in un certo modo le misteriose abitazioni di Dio: gloria Domini in te videbitur.

Non per nulla il porto finale della navigazione storica degli uomini mostra, sulle rive dell’eternità, le strutture quadrate e le mura preziose di una città beata: la città di Dio! Ierusalem quae aedificatur ut civitas cuius partecipatio eius in idipsum, dice il Salmista.

La rivelazione dell’Antico e del Nuovo Testamento – e in generale tutte le più grandi tradizioni religiose dell’umanità – ci assicura che la protezione angelica si esercita come sugli uomini singoli, così sulle singole città.

La nostra insensibilità per questi valori fondamentali che danno, in maniera invisibile ma non meno reale, peso e sorte alle cose degli uomini, ci ha fatto smarrire la percezione del mistero delle città: e tuttavia questo mistero esiste e proprio oggi – in questo periodo così decisivo della storia umana – si manifesta attraverso segni che si rivelano sempre più rimarchevoli e che richiamano alla responsabilità di ciascuno e di tutti.

Cio’ che io chiedo in veste quasi di procuratore di tutte le città su cui pende la minaccia spaventosa di una simile condanna: io domando che il diritto delle città allesistenza sia formalmente e solidalmente riconosciuto dagli Stati che hanno il potere di violarlo; io domando, anche a nome delle generazioni future, che i beni di cui sono destinatarie non siano distrutti: ne civitas destruetur.

E perché si possa raggiungere questo scopo, io domando che intanto gli Stati si riconoscano responsabili dei luoghi e dei posti essenziali per l’esistenza stessa della civiltà umana e che, di conseguenza, siano, a priori, sottratti a qualsiasi minaccia mortale di azioni di guerra.

Giorgio La Pira alla Conferenza di Ginevra 12 aprile 1954