Corchiano, Piergentili e i progetti su forre, depuratore e centrale idroelettrica

NewTuscia – CORCHIANO – Il sindaco di Corchiano, Gianfranco Piergentili, si è espresso sullo spettacolare Monumento Naturale delle Forre e, in generale, sul futuro turistico del piccolo paese della Tuscia.

Ho dedicato anima e corpo alle Forre, l’obiettivo ora, da sindaco, è di metterle a regime – esordisce, raccontando un progetto in ballo per la sicurezza – La rupe tufacea è a rischio crollo, dobbiamo sistemarla. Una è stata messa in sicurezza, l’altra è ancora da fare. Abbiamo presentato un progetto per il PNRR.”

Sulle forre: “Noi purtroppo, non avendo possibilità economiche come Amministrazione, dobbiamo basare tutto sul volontariato“. E non c’è modo di presentare progetti? “In tutte le finestre che si aprono, come il PNRR o altro, noi li stiamo presentando.”

“Bisogna comunque dire che da un paio di anni le nostre Forre sono conosciute senza che noi facessimo nulla.” Il ‘miracolo dei Social Network’, si è convenuto di chiamarlo.

Il problema delle acque reflue, invece, presenti in zona e criticate da molti, potrebbe essere risolto con un depuratore di comprensorio, di cui il progetto pare essere però bloccato da diverso tempo: “C’è un progetto pronto, ma noi non siamo riusciti a venirne a capo. Non riusciamo proprio a capire in che fase sia, è difficile rintracciarlo. Io ho promesso che ce la metterò tutta per risolvere il problema, ma è una situazione complessa, nella quale non è neanche possibile presentare nuovi progetti, proprio perché era già stato avviato uno; tra l’altro vecchissimo, che se anche partisse, andrebbe senz’altro rivisto”.

Poi la rivelazione sul piano di richiedere donazioni volontarie, alle entrate delle Forre, per avere finalmente un’entrata adeguata alla loro manutenzione: “Far pagare qualcosa a chi viene a visitare sarebbe la cosa più naturale del mondo. E’ ovvio che non possiamo obbligare nessuno, non può essere una cosa troppo rigida”. Ma perché questo bisogno costante di soldi? Non potrebbero essere messe a posto una volta per tutte, con un piccolo investimento definitivo? “Il problema è la manutenzione. Adesso, in primavera, dovremo passare ogni 15 giorni per fare in modo che la natura non si mangi tutte le attrazioni. I rovi, in pochissimo tempo, si ri-impossessano di tutto. Fino ad ora ce la siamo cavata con il volontariato e grazie all’aiuto degli asini che si trovano lì in zona, ma non può essere così tutto l’anno. Il volontariato non basta, in alcuni periodi”.

L’attrattività turistica e un’adeguata manutenzione, servirebbero peraltro come volano per accrescere l’economia dei prodotti locali: “Corchiano è un paese agricolo: nocciole, uva, olive, sono prodotti di eccellenza, come le nostre creme, che sono davvero da sballo”.

“Corchiano – ammette insomma il sindaco – ha bisogno di superare la fase dilettantistica e fare un salto di qualità. Deve far conoscere territorio, prodotti e borgo antico”.

Per abbandonarsi, alla fine, a un’idea di progetto che potrebbe cambiare di molto la vita dei corchianesi: “Speriamo di rimettere in funzione la centrale idroelettrica, con nuovi progetti. Parliamo di quasi 100mila euro l’anno di produzione di energia elettrica. A quel punto, se troviamo il finanziamento, bisognerà rinunciare alla cascata: l’acqua servirà alla fornitura della centrale. Noi ci puntiamo tanto. Perderebbe sì di bellezza la cascata, ma in realtà abbiamo idea di creare un meccanismo che, all’arrivo dei turisti, riporti l’acqua a cadere. Come avviene, per esempio, alle Marmore. Però per il comune sarebbe un’entrata fissa che cambierebbe per sempre la vivibilità di Corchiano, anche e soprattutto a livello di tassazione.”