NewTuscia – FIRENZE –  Nei giorni di guerra in Ucraina Firenze per cinque giorni sarà capitale d’Europa e del Mediterraneo ricordando il sindaco assertore della Pace durante la Guerra Fredda Giorgio La Pira.

Stefano Stefanini

Firenze capitale del Mediterraneo. Cinque giorni di incontri e confronti, quando spirano venti di guerra in Ucraina. Con le riunioni dei vescovi e dei sindaci delle città che si affacciano appunto sul Mediterraneo. Dal 23 al 27 febbraio è come se la città divenisse la capitale del Vecchio Continente, con rappresentanti e delegati da tutta Europa.

E con la visita, domenica 27 febbraio, di Papa Francesco, che sarà ricevuto in Palazzo Vecchio e celebrerà Messa nella basilica di Santa Croce e quindi l’Angelus nella piazza omonima su cui si affaccia l’importante chiesa fiorentina.

Al centro dei lavori il tema della città. «Unire le città per unire le nazioni, ripeteva La Pira. Dove le cancellerie della diplomazia ufficiale non arrivano, possono giungere le iniziative dal basso come questa – spiega il presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–.

A Firenze vescovi e sindaci non discuteranno della città in maniera teorica o accademica, ma porteranno la carne viva” delle loro polis, direbbe papa Francesco. Comunità provate dalla pandemia, dalle violenze e dai conflitti, dalle persecuzioni, dalle crisi economiche, dagli esodi di massa e in questi giorni dai venti di guerra in Ucraina.

Ci saranno le città con i loro poveri che le ingiustizie piegano, con le distruzioni dovute alle guerre, con le divisioni che talvolta una visione distorta della religione alimenta; ma ci saranno anche le città che, spesso attraverso gli ultimi, gridano il loro desiderio di bene, di armonia, di convivialità. Ciò che si animerà è l’impegno alla fraternità, come ci ha spronato papa Francesco nella Fratelli tutti».

Cinque giorni di dibattiti e di spunti che avranno un unico comune denominatore: la pace innanzitutto, tema quantomai attuale anche alla luce delle tensioni intorno all’Ucraina. E l’immigrazione, di cui il Mediterraneo è spesso tragicamente teatro. 

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                Giorgio La Pira

            Il prof. Giorgio La Pira, sindaco di Firenze per tre volte dal 1951 e il 1965 e attivo parlamentare nell’Assemblea per la redazione della Costituzione nel 1948 nelle materie dei diritti fondamentali, della solidarietà, della collaborazione internazionale e del lavoro . Promotore dell’iniziativa  “Colloqui Mediterranei” che portò a Firenze i sindaci delle capitali del mondo.

               In particolare La Pira nel 1952 organizza il Primo Convegno internazionale per la pace e la civiltà cristiana. Da esso ha inizio un’attività, unica in Occidente, tesa a promuovere contatti vivi, profondi, sistematici tra esponenti politici di tutti i Paesi. Nel 1955 i sindaci delle capitali del mondo siglano a Palazzo Vecchio un patto di amicizia. A partire dal 1958 organizza i Colloqui mediterranei cui partecipano, tra gli altri, rappresentanti arabi e israeliani.

              Nel processo di beatificazione  che  lo ha visto  riconosciuto gia’ Servo di Dio, è stato dichiarato venerabile il 5 luglio 2018 da papa Francesco e, per impulsò dello stesso Pontefice,  è in corso il processo di beatificazione. E’ già  definito il “sindaco santo”.

Il Papa. I cinque giorni culmineranno con l’incontro con Papa Francesco, in visita a Firenze dove prima incontrerà vescovi e sindaci a Palazzo Vecchio e quindi  celebrerà’  la Messa nella basilica di Santa Croce e l’Angelus nella piazza omonima, con ospiti i rappresentanti delle parrocchie fiorentine, 1400 persone. 

Ospiti illustri sono attesi nei cinque giorni del convegno. Tra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sarà a Firenze domenica 27 per la visita del Papa e che svolgerà la sua prima uscita pubblica dalla rielezione. Mercoledì 23 è atteso il presidente del Consiglio Mario Draghi, che interverrà all’incontro dei vescovi che si svolgerà nel convento di Santa Maria Novella. 

Il programma dei vescovi

I vescovi si riuniranno nel complesso di Santa Maria Novella nel pomeriggio di domani mercoledì 23 febbraio. Ad aprire i lavori il presidente della Conferenza episcopale Gualtiero Bassetti. Seguirà il saluto del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Quindi l’intervento del premier Mario Draghi, atteso appunto per il pomerggio. Quindi, nella giornata di giovedì 24 febbraio, il proseguimento dei lavori sempre in Santa Maria Novella con il tema “Quali diritti per le comunità religiose nelle città?”. Tema che sarà sviluppato anche venerdì 25 febbraio. 

Sabato 26 invece i vescovi si spostano in Palazzo Vecchio per l’incontro con i sindaci del Mediterraneo e la firma della Carta di Firenze, un documento per favorire il dialogo tra i popoli del Mediterraneo.

La Carta di Firenze che domenica 27 febbraio, alle 8.30, sarà consegnata a Papa Francesco che poi  raggiungerà la Basilica di Santa Croce per le celebrazioni religiose. 

Il programma dei sindaci

L’incontro dei sindaci si svolgerà in Palazzo Vecchio. E vedrà venerdì l’apertura con il sindaco Nardella alle 9 insieme, tra gli altri, a Romano Prodi, al sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro e ad Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco che interverrà in streaming.

Sabato 26 febbraio l’incontro congiunto tra sindaci e vescovi in Palazzo Vecchio per la firma della Carta di Firenze. Nel pomeriggio ci sarà anche il saluto, in video, di Sting e Andrea Bocelli. Domenica 27 febbraio i sindaci parteciperanno all’incontro con il Papa e poi alla Messa in piazza Santa Croce. 

I dati

Sono 300 i giornalisti accreditati per i due incontri dei vescovi e dei sindaci e per l’arrivo del Papa domenica. E sono 150 i volontari che sempre domenica, durante la visita del Papa, forniranno assistenza in città. 

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Francesco tornerà domenica 27 febbraio nel capoluogo toscano per una intera mattinata, dalle 8 alle 12.30. Saluterà i primi cittadini delle capitali affacciate sul Mare Nostrum e incontrerà famiglie di profughi e migranti. Il presidente dei vescovi italiani Gualtiero Bassetti: “Ripartiamo con il Papa da Firenze per far tornare a essere le sponde del Mediterraneo simbolo d’unità e non di confine”

Come riportato su vaticannews Salvatore Cernuzio, a più di mezzo secolo dall’incontro delle capitali e dai dialoghi del Mediterraneo promosso dal “sindaco santo” Giorgio La Pira a Palazzo Vecchio, a distanza di sei anni dalla visita per il V Convegno nazionale della Cei, durante il quale pronunciò un discorso programmatico per lintera Chiesa italiana, Papa Francesco torna il 27 febbraio 2022 a Firenze.

Questa volta l’occasione sarà l’Incontro, organizzato dalla Conferenza episcopale italiana, dei vescovi e di cento sindaci provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dal Nord Africa al Medio Oriente, dalla Grecia e i Balcani a Francia e Spagna, con la minaccia della guerra in Ucraina.

Un evento che prosegue la missione lanciata dall’episcopato italiano a Bari nel febbraio 2020 – quando il mondo era sull’orlo dello scoppio della pandemia – con l’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” che, per la prima volta nella storia, ha radunato i vescovi del Mare Nostrum, uniti dalla volontà di abbattere i muri che separano le nazioni. 

Bassetti: con il Papa, un nuovo impegno

Con il Vescovo di Roma, istituzioni ecclesiali e civili del bacino mediterraneo potranno rinnovare limpegno congiunto per affrontare le sfide della contemporaneità. Sfide che Francesco aveva indicato un anno fa: Ricostruire i legami che sono stati interrotti, rialzare le città distrutte dalla violenza, far fiorire un giardino laddove oggi ci sono terreni riarsi, infondere speranza a chi lha perduta ed esortare chi è chiuso in sé stesso a non temere il fratello. E guardare questo, che è già diventato cimitero, come un luogo di futura risurrezione di tutta larea”.

Stimolo a superare le barriere

“Le sfide che siamo chiamati ad affrontare costituiscono uno stimolo a superare le barriere che segnano il Mediterraneo e a intensificare l’incontro e la comunione fra le Chiese sorelle”, prosegue il,cardinale Bassetti a nome dei vescovi italiani e del Mediterraneo.Solo tessendo relazioni fraterne è possibile promuovere il processo dintegrazione. Ripartiamo, allora, da Firenze per far sì che le sponde del Mediterraneo tornino a essere simbolo di unità e non di confine”.

Portatori di speranza come La Pira, esprime  “grande gioia” l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, appena appresa la notizia della visita di Francesco nel capoluogo toscano nel 2022. “Il Papa sarà fra noi, eredi e diretti testimoni dell’opera e dell’impegno per la fraternità fra i popoli del Venerabile Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo'” dice.

“Come lui vogliamo essere portatori di speranza perché le rive del Mediterraneo tornino ad unire e non separare. Nella preghiera ci prepariamo ad accogliere Papa Francesco e i vescovi del Mare Nostrum, il Signore illumini questi giorni e il nostro dialogo perché possiamo contribuire all’edificazione della pace in un’area ancora oggi segnata da guerre, emigrazioni e disuguaglianza”.

L’annuncio della presenza di Papa “prelude a un evento storico nel segno del sindaco ‘santo’ La Pira”, ha commentato da parte sua il sindaco Dario Nardella, parlando di “un impegno collettivo a favore della pace, dell’ambiente, della cooperazione allo sviluppo, dell’inclusione sociale“. “Mai come in questo periodo il Mediterraneo ha conosciuto conflitti bellici, persecuzioni, guerre civili, disastri ambientali, migrazioni di massa”, aggiunge il primo cittadino.

“In questi giorni si eleverà da Firenze una voce forte e chiara di cento città, da Istanbul a Roma a Tunisi, per aprire una nuova era nel mare dove sono nate le civiltà più antiche e le tre comunità religiose abramitiche.

Con la diplomazia delle città e la forza del Papa completeremo il disegno di Giorgio La Pira di restituire al Mediterraneo pace e prosperità”.