Federica Marchetti

NewTuscia – Se Shakespeare è considerato il genio del teatro, Charles Dickens lo è dell’arte narrativa. Giornalista, reporter di viaggio, saggista e drammaturgo, autore di quindici romanzi e di circa duemila personaggi, Dickens è considerato il fondatore del romanzo sociale ma anche l’inventore dei racconti di Natale e dell’edizione economica dei (suoi) libri. Nella sua vita fu molto amato e amò molto: la moglie, le cognate, i figli, l’amante ma soprattutto amò la scrittura e i suoi lettori.

La sua morte, avvenuta nel 1870, a 58 anni, fu quasi un colpo di teatro, ricco, famoso e celebrato: fu sepolto a Westminster, primo romanziere tra tanti poeti. Ma era nato il 7 febbraio del 1812 in una famiglia povera, secondo di otto figli, da una madre poco incline all’affetto e da un padre sempre indebitato che graverà per tutta la vita sul figlio. Spedito a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe, appena dodicenne Charles deve aiutare la famiglia quando il padre viene arrestato. Interrompe gli studi e riesce a riprenderli con fatica decidendo di diventare cronista parlamentare. Affamato di vita e di esperienze, Dickens ha il pallino della scrittura e nel 1830 riesce a pubblicare il suo primo racconto: quando lo vede pubblicato è offuscato dalla gioia e quasi sviene in strada. Entra come cronista in una redazione giornalistica e pubblica dei bozzetti di vita urbana poi raccolti in quello che sarà il suo primo libro, Sketches by Boz (dallo pseudonimo con cui li firma).

Inizia a concepire l’idea di scrivere un romanzo e concentra il proprio interesse per la middle-class e per una nuova visione della città. Nasce il “grande romanzo di Londra”, una atlante di varia umanità e un affresco di centinaia di personaggi su uno sfondo che sarà il protagonista di tutta a sua opera.  Si fidanza e si sposa con Catherine Hogarth ma sarà legato anche alle cognate, Mary che diciassettenne muore per un collasso cardiaco tra le sue braccia, e Georgina che trasferitasi in casa Dickens, ci rimarrà per tutto il resto della vita. Dickens ha grande successo di pubblico e viaggia per il mondo promuovendo le sue opere con teatralità e passione. Ma in famiglia ben presto l’armonia scompare e Dickens si lamenta della moglie che è apatica e non alla sua altezza intellettuale.

Da sempre amante del teatro nel 1857 si dedica come attore e produttore a una commedia di Wilkie Collins dove conosce l’attrice Ellen Ternan di cui si innamora: la vita con la moglie gli appare ancora più insopportabile. Nella primavera del 1858 ordina un braccialetto da regalare alla ragazza ma per sbaglio viene recapitato alla moglie che scopre la relazione. Dickens nega giustificando il regalo all’attrice della compagnia ma a giugno i due si separano. Alcuni giorni dopo pubblica due articoli per spiegare i fatti ai lettori ed evitare il diffondersi di pettegolezzi che lo volevano amante della cognata Georgina. I Dickens non ebbero più rapporti cordiali e anche i (dieci) figli ebbero collocazioni separate. La relazione con Ellen pericolosa e inconfessabile fino al 1934. Lui ha 45 anni, lei 18 e fa parte di una famiglia di attrici.

Il 9 giugno 1865 Dickens viene coinvolto nell’incidente ferroviario di Staplehurst: sei carrozze del treno su cui viaggia cadono da un ponte in riparazione. L’unica carrozza di prima classe che rimane sul ponte è proprio quella dello scrittore che fa di tutto per salvare i manoscritti del suo ultimo romanzo ma cerca di evitare l’inchiesta per non far scoprire che era andato in Francia da Ellen.

Inizia a scrivere il suo ultimo romanzo interrotto da un’emorragia cerebrale che lo colpisce l’8 giugno del 1870. Muore il giorno dopo (a 5 anni esatti dal disastro ferroviario).

Ellen ha 31 anni e ambisce a una vita rispettabile. Sposa George Wharton Robinson, un insegnante di 12 anni più giovane di lei: non dirà mai la sue vera età, nemmeno ai figli e nemmeno sul letto di morte. Parlerà raramente di Dickens come di un amico di famiglia ma quando il figlio scoprirà la verità eliminerà dalla casa i suoi romanzi.

I celebri romanzi che hanno consacrato Dickens come il più grande romanziere autori di tutti i tempi escono, uno dopo l’altro, prima a puntate sui giornali poi vengono raccolti in volume. Dal Circolo Pickwick (1836-1837), capolavoro di umorismo, a Oliver Twist (1837-1839), capostipite dei romanzi sociali; da Nicholas Nickleby (1838-1839) a La bottega dell’antiquario (1840-1841); da Barnaby Rudge (1841), la sua opera più procrastinata, a Martin Chuzzlewit (1843-1844) e al Canto di Natale (1843) con cui inaugura la consuetudine degli scritti dedicati alla magia delle festività; da Dombey and Son (1846-1848) a David Copperfield (1849-1850), il più autobiografico dei suoi romanzi; da Casa desolata (1852-1853) a Tempi difficili (1854), il romanzo della maturità: da La piccola Dorrit (1857) ambientato durante un disastroso Grand Tour al Racconto delle due città (1859), uno dei libri più venduti di tutti i tempi; da Grandi speranze (1860-1861), romanzo sperimentale ma anche un capolavoro assoluto al Nostro comune amico (1864-1865) dedicato alla città di Londra in tutta la sua decadenza fino al Mistero di Edwin Drood (1870) un mistery vittoriano rimasto incompiuto.