Grande adesione di enti pubblici e privati per i bandi dell’economia circolare

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Dal Ministero della Transizione Ecologica sono stati prorogati di 30 giorni i termini dei bandi sull’ economia circolare.

Sono stati prorogati di un mese, i termini per la presentazione delle domande per i fondi del PNRR per l’economia circolare. I termini, inizialmente fissati a metà febbraio, sono stati prorogati dal 16 al 23 marzo, a seconda della linea di intervento.

La proroga è stata decisa dal Ministero della Transizione Ecologica per favorire una maggiore partecipazione delle aziende e delle Pubbliche amministrazioni del Sud ai bandi, che riguardano impianti per il trattamento e il riciclo dei rifiuti.

I bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rivolti a beneficiari pubblici e privati stanno avendo un andamento soddisfacente: all11 febbraio sono 1.400 le domande presentate al Ministero della Transizione ecologica, per 1.600 milioni di euro sui 2.100 disponibili, 1.500 per comuni e imprese pubbliche e 600 per le imprese private.  

La maggior parte di queste domande è stata presentata da aziende del Centro-Nord. Sono ancora poche le richieste di finanziamenti dal Mezzogiorno, dove invece le strutture per il trattamento e il riciclo dei rifiuti sono particolarmente carenti. Di qui la decisione del MiTE di prorogare di un mese i termini per la presentazione delle domande, con l’obiettivo di garantire l’obiettivo di coesione territoriale stabilito dal PNRR (60% Centro-Sud).

Per la Conferenza delle regioni il pieno impiego delle risorse si conseguirà solo  con il coinvolgimento di Regioni ed autonomie locali.

E’ certamente apprezzabile lo sforzo compiuto da Governo e Parlamento nel costruire un sistema di governance del Piano Nazionale di ripresa e resilienza che tiene conto delle competenze e del ruolo che hanno le Regioni nella programmazione degli interventi per lo sviluppo territoriale e la coesione ed in quella europea. Ed è anche vero che molte proposte formulate dalla Conferenza delle regioni sono state accolte a partire dalla presenza delle singole Regioni nella Cabina di regia nazionale e nei Comitati interministeriali quando sono trattate questioni di loro competenza funzionale e territoriale”, a sottolinearlo, nel corso dell’audizione parlamentare alla Commissione Bilancio della Camera, è il Vicepresidente delle Regione Sicilia, Gaetano Armao, Coordinatore della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni.

“Siamo tuttavia preoccupati per la piena attuazione di queste disposizioni normative. La Cabina di regia, ad esempio, è stata convocata soltanto una volta ed è mancata – afferma Armao – un’adeguata informazione preventiva sugli interventi ministeriali. Non risultano essere state adottate le linee-guida che avrebbero dovuto orientare le attività dei singoli ministeri e delle amministrazioni coinvolte nell’attuazione del Piano. I Comitati per la transizione digitale e per la transizione ecologica similmente contemplano la presenza delle Regioni, ma senza un coinvolgimento nell’attività istruttoria.

Eppure, è essenziale, per l’attuazione del PNRR – ricorda il Vicepresidente della Regione Siciliana – la partnership multilivello che consente di superare le sperequazioni territoriali e di evitare l’accentramento decisionale, così come auspicato anche dalla stessa Commissione UE.

La sfida per il pieno impiego delle risorse del Next generation EU si vince solo col pieno coinvolgimento delle componenti della Repubblica, quindi anche delle Regioni e degli Enti locali e non solo dallo Stato.

Per questo occorre un monitoraggio costante a livello di sistema dei progetti, dei bandi e dei finanziamenti attuativi del PNRR.   Occorre un raccordo stabile tra Governo e Regioni che consenta di avere un quadro di riferimento complessivo dellattuazione del PNRR e non di rispondere di volta in volta a singole iniziative di spesa delle amministrazioni centrali quando i relativi avvisi giungono alla pubblicazione.

Del resto, quando le Regioni sono state coinvolte come nellattuazione del così detto Progetto mille esperti” – ricorda il coordinatore della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni – la risposta è stata positiva e il successo ottenuto, in fase di avvio del progetto, si deve anche allo sforzo del sistema delle Regioni e alla collaborazione con lamministrazione centrale di riferimento e con gli enti locali”

“Infine – conclude Armao – preoccupa l’assenza di un raccordo puntuale fra gli strumenti e gli interventi previsti dal PNRR e la programmazione dei fondi strutturali 2021-27, innanzitutto perché al stessa Commissione europea lo richiede e poi perché solo l’integrazione fra le diverse leve finanziarie può evitare duplicazioni e può garantire un efficace governo della spesa”.

Ricordiamo che Economia circolare in Italia si sta estendendo a nuovi settori – come l’idrico e le manutenzioni come dimostrano le indagini condotte sull’economia del riciclo. I risultati sono sorprendenti e smentiscono svariati luoghi comuni.

L’economia circolare ha un fatturato di 88 miliardi di euro e dà lavoro a 575.000 persone. Conta circa l’1,5% del valore aggiunto nazionale: quasi quanto il settore energetico o quello dell’industria tessile. Il riciclo di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio potenziale di 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e di 58 milioni di tonnellate di CO2.

Si tratta di valori equivalenti rispettivamente al 12,5% della domanda interna di energia e al 14,6% delle emissioni. Sono tutti numeri che dimostrano che l’Italia è uno dei pionieri dell’economia circolare. E che quella italiana – anche grazie all’eccezionale propensione al riciclo industriale – è l’economia più performante in materia di produttività d’uso delle risorse materiali e di riciclo di materia in Europa.