“Sarà quasi impossibile spiegare ai ragazzi il motivo per cui non potranno usufruire del diritto allo studio come gli altri”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. “Distinguere tra studenti vaccinati e non vaccinati è una discriminazione inaccettabile”. A dichiararlo è Silvia Somigli, segretaria generale della Uil scuola di Viterbo in merito alla misura introdotta dal governo nel decreto legge del 2 febbraio che prevede la didattica a distanza per chi non è vaccinato.

“Al danno provocato dalla pandemia – prosegue Somigli – adesso se ne aggiunge uno psicofisico sugli alunni non vaccinati a cui sarà quasi impossibile spiegare il motivo per cui non possono andare a scuola come gli altri per usufruire di un loro diritto. Il diritto allo studio”.

“Le conseguenze della Dad – prosegue Somigli – sono chiare a tutti ma si continua a indicare la Did (didattica integrata a distanza) come strumento. In questo modo si penalizzano tutti, sia chi è in presenza che chi è a casa. Non si può imporre una scelta professionale mirata ad attuare una didattica che produce un impoverimento dell’apprendimento per tutti”.

“La cosa che serve alla scuola – conclude Somigli – è più ascolto e più fiducia nell’istituzione. Più ascolto e più fiducia in una fondamentale infrastruttura democratica che rischia di essere spazzata via o di cambiare i connotati al termine di questo lungo e doloroso periodo”.