Ruolo delle Regioni e dei comuni: al lavoro per rispondere alle attese dei cittadini

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Nel messaggio che il presidente della Repubblica ha rivolto al Parlamento, riunito in seduta comune, e ai delegati regionali ha condotto un’analisi  puntuale dei problemi  più urgenti che il nostro Paese è chiamato ad affrontare nei prossimi mesi, ma soprattutto un appello a ritrovare insieme i valori  di un’appartenenza  e la dignità nei  suoi molteplici aspetti. Questo il senso del messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto al Parlamento, riunito in seduta comune, e ai delegati regionali.

Un passaggio chiave è stato riservato al ruolo delle Regioni e degli enti locali “Vanno tenute unite due esigenze irrinunciabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni. Per questo è cruciale il ruolo del Parlamento, come luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile. Così come è decisivo – ha aggiunto il Presidente della Repubblica – il ruolo e lo spazio delle autonomie. Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società. Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra democrazia”.

Uno dei primi pensieri il Presidente lo ha riservato “a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio. Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà”.

Poi uno sprone ulteriuore per la camoagna vaccinale “La lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni. È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri. Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro”.

Naturlamente diversi passaggi del discorso hanno riguardato l’agenda del Paese per l’attuazione del PNRR. “Viviamo una fase straordinaria in cui lagenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea. LItalia è al centro dellimpegno di ripresa dellEuropa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare leconomia allinsegna della sostenibilità e dellinnovazione, nellambito della transizione ecologica e digitale”.

Il bisogno di governabilità, non può, per Mattarella, tradursi in stasi: “La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune”. E “I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini”. Per questo “L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno. Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati”.

Palazzo del Quirinale: foto www.romasegreta.it

Un auspicio che è anche un programma per il settennato: “Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza”. e “Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della pandemia”.

“Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli” suggerisce il Presidente in un altro passaggipo del suo intervento. “Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia. Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte. Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza”.

Una valutazione del presidente Anci Antonio Decaro per i comuni italiani:Messaggio straordinario da Mattarella. Sindaci al lavoro per rispondere alle attese dei cittadini”

Abbiamo ascoltato dal presidente Mattarella un messaggio straordinario, denso di passione civile, di visione politica e di amore per l’Italia – ha dichiarato il presidente dell’Anci, Antonio Decaro – sono convinto che tutti, e noi sindaci per primi, dobbiamo assumerlo come ispirazione per il lavoro che ci svolgiamo ogni giorno al servizio delle nostre comunità.

La rielezione del presidente Mattarella – che noi sindaci abbiamo salutato subito come l’esito positivo di una situazione a tratti complicata – speriamo possa aprire una fase diversa nella vita politica e istituzionale del Paese. Credo che da parte dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie ci sia una forte domanda di stabilità, di concretezza, per uscire dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia e per dare attuazione ai progetti del PNRR.

Come il Capo dello Stato ci invita a fare, tutti i soggetti responsabili devono muoversi in sintonia con questa aspettativa diffusa: il parlamento, i partiti, le amministrazioni pubbliche a ogni livello. E naturalmente anche noi sindaci, forti anche dell’attenzione e del riconoscimento che il presidente Mattarella ha voluto rivolgerci anche nel discorso di oggi.  Ora il modo migliore per recepire il messaggio del presidente Mattarella è mettersi seriamente al lavoro, lasciare alle spalle le turbolenze della politica e rispondere alle domande forti che vengono dalle nostre comunità. »

Dalle regioni e dai comuni, dunque, un augurio unanime di buon lavoro  per il nuovo settennato del  presidente Mattarella.