Il festival della performance

Matteo Menicacci

NewTuscia – SANREMO – È giunta a conclusione anche questa edizione del Festival della canzone italiana, la 72esima, nonché la terza condotta da Amadeus. Probabilmente non un’edizione come tutte le altre, ma una vera innovazione. Quest’anno sul palco dell’Ariston si è vista, prima di ogni cosa, la voglia degli artisti di tornare ad esibirsi e la gioia che hanno provato nel poterlo fare. La narrazione classica vorrebbe che gli artisti, eleganti e impostati, si esibissero, uno dopo l’altro, sul palco. Il conduttore non dovrebbe mai, per come eravamo abituati, sviare dalla narrazione principale, se non per brevi momenti, comunque sempre contenuti. Talmente contenuti che nella storia del festival sono emblematici quei rari casi in cui c’è stata trasgressione. A prescindere dai vincitori di questa edizione, è importante parlare di quella che è stata la vera protagonista di Sanremo 2022.

E no, non si parla della musica.

La Performance – con la lettera maiuscola, per esaltarne l’importanza – è stata per tutto il tempo, dal primo giorno alla premiazione, il cardine di un festival dell’innovazione, che ha lasciato libera espressione a chiunque è salito su quel palco. I meriti vanno senza dubbio al coraggio del direttore artistico, ma non solo, perché questo è stato anche il festival della convergenza, un esperimento sociale in diretta che ha visto una costante evoluzione delle sue modalità, grazie alla rete. La rete è stata, di nuovo, fulcro e leva di cambiamenti, di rivoluzioni. Gli hashtag hanno raccolto commenti fatti in diretta su ogni piattaforma, anche oggi.

Nel gioco della partecipazione, dalle intenzioni di alcuni ragazzi al bar (il Bar Papalina), è stato partorito il FantaSanremo. Un passatempo, sbarcato sui social network, che ha distrutto la dicotomia goffmaniana tra audience e performance e ha permesso una partecipazione totale, a chiunque, ovunque si trovasse. Questo contest, parallelo al festival, ha delle caratteristiche tutte peculiari: per guadagnare punti gli artisti dovevano eseguire azioni (qui il regolamento), le quali potevano variare dal dire delle frasi sul palco, al salutare persone non presenti.

Tutto è stato mantenuto attivo e aggiornato sui vari canali social della competizione, sui quali venivano pubblicati i punti guadagnati (o persi) dai concorrenti, con tanto di VAR.

La gara principale è stata quasi messa in secondo piano da chi, artisti e non, ha deciso di accettare le sfide del FantaSanremo, urlando “papalina” o “fantasanremo” o salutando La Zia Mara sul palco dell’Ariston. Alcune sfide erano impossibili, altre erano assurde, ma questo non ha scoraggiato gli artisti a partecipare. Emma si è fatta inseguire dalle forze dell’ordine, Rkomi ha eseguito flessioni sul palco con Amadeus, solo per citarne due.
L’emozione nel veder partecipare anche personaggi del calibro di Gianni Morandi a questo scontro è stata tanta ed è riuscita anche ad aumentare lo share del programma.
Chi non ha capito, almeno inizialmente, di cosa si trattasse è andato a cercare incuriosito; gli altri hanno creato una continua interazione con l’anima del festival, a suon di post sui social, di like e di improbabili scommesse, permettendo al festival della canzone italiana di non andare mai in pausa.
La grande vincitrice di questo festival è, senza dubbi, la performance, lunga, continua, innovativa, online, artistica.