All’UNITRE di Orte, domani 4 febbraio, la proiezione del film

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Si svolgerà domani venerdì 4 febbraio alle ore 15,30 presso la sede dell’Unitre nel Centro Storico di Orte, la proiezione del film: “Agorà” del regista Alejandro Amenàbar (2009), che racconta la vita della scienziata Ipazia di Alessandria, vissuta a cavallo tra il quarto ed il  quinto secolo dopo Cristo. La proiezione sarà preceduta da una breve introduzione della prof.ssa Doretta Vivona, curatrice della rassegna.

Nell’ambito delle attività culturali dell’UNI3, e dopo l’interesse e il successo dell’incontro” I ragazzi di via Panisperna”, che ha descritto la scuola di Fisica Italiana dei primi del ‘900, con i Premi Nobel Fermi, Amaldi, Segrè e i fisici Maiorana, Pontecorvo e Rasetti, quest’anno si è proposto un ciclo di incontri intitolato “La Donna e la Scienza”. Lo scopo di queste “chiacchierate” – termine usato dalla prof.ssa Doretta Vivona, relatrice – e non conferenze, è quello di presentare alcune eminenti figure femminili poco conosciute, antiche e del secolo scorso, dedite alla scienza, mettendo in evidenza le loro difficoltà, ma anche e soprattutto i loro contributi.

Le donne considerate sono: Ipazia, scienziata alessandrina, (circa 370 d.C.-415 d.C.); Marya Sklodvoska, meglio conosciuta come M.me Curie, fisico, (1867 Polonia-1934 Francia); Mileva Maric, fisico (1875 Serbia-1948 Svizzera), prima moglie

La prima figura femminile è stata Ipazia, per la quale, data la complessità delle vicende legate alla sua vita, e soprattutto, cercando le “vere” motivazioni che hanno condotto alla sua morte, sono stati necessari due incontri.

Si svolgerà domani venerdì 4 febbraio presso la sede dell’Unitre di Orte la proiezione del film: “Agorà” del regista Alejandro Amenàbar (2009), che racconta la vita della scienziata Ipazia di Alessandria del quarto quinto secolo dopo Cristo, in modo scientificamente attendibile, pur con qualche “abbellimento” necessario per lo sviluppo della storia.

Lunedi 13 dicembre la prof.ssa Doretta Vivona aveva tenuto la prima conversazione “Ipazia. La prima scienziata: vita pubblica, con un richiamo al contesto storico, politico e religioso del periodo in cui Ipazia è vissuta e che avrà grande influenza nella sua vita e nella sua morte. Inoltre si è parlato della sua grande cultura: Ipazia era matematica, filosofa, astronoma, musicologa, cioè conosceva la matematica (Euclide, Pitagora,…), la filosofia (Platone, Aristotele, Democrito…), l’astronomia e la musica, quindi tutte le discipline che si erano sviluppate e che si stavano sviluppando nei tempi in cui lei viveva (per esempio il neo-platonismo con Plotino).

Fin dall’infanzia aveva compiuto studi con il padre Teone, matematico del tempo e sovrintendente della “famosissima” Biblioteca Alessandrina, poi aveva continuato la sua formazione con la copiatura, arricchita dei suoi commenti, dei rotoli di papiri che contenevano le teorie da lei studiate; inoltre aveva completato i suoi studi  nella Scuola di Atene dove si era recata (cosa non facile a quei tempi data la distanza tra le due città, e la condizione di essere donna). E’ stato messo in risalto il suo interesse per l’astronomia: la teoria geocentrica era molto conosciuta, (sappiamo durerà circa fino al 1500), ma la scienziata aveva commentato la teoria eliocentrica di Apollonio di Perga (262 a.C-190 a.C.). Nelle due teorie i pianeti descrivono orbite circolari; Ipazia comprese, invece, che tali orbite sono ellissi, anticipando, così, la I legge di Keplero (1561-1630). In questo contesto si giustifica il titolo dell’incontro, “scienziata”,  e “prima” intesa in ordine cronologico.

Nella seconda parte, si inizia con la vita pubblica. Durante il racconto della sua vita, non mancano spunti di riflessione: l’importanza della libertà di pensiero e della diffusione della cultura; il sapere cioè non deve essere patrimonio solo di un’élite culturale, ma deve essere a disposizione di tutti. Altri spunti di riflessione a cui ci conduce questa figura sono il rapporto Stato-Chiesa, l’intransigenza religiosa, il ripudio della cultura e della scienza, per citare solo i più importanti. Saranno queste le cause della sua morte oppure saranno l’invidia e la gelosia di un uomo? Sono state proposte varie giustificazioni della sua morte atroce, lasciando agli uditori la libertà di scelta!

Gli altri incontri programmati  sono incentrati sulle figure femminili della famiglia Curie, ed è diviso in due parti. La prima parte, intitolata: “Sei Nobel in famiglia: Marie Sklodvoska-Curie”, presenta la figura di Marie, considerando le difficoltà incontrate durante il trasferimento dalla Polonia in Francia, i suoi studi, l’importanza dell’incontro con il fisico Pierre Curie. Tale sodalizio d’amore e di studio, porterà alla scoperta della Radioattività Naturale, e di due elementi il radio e il polonio e quindi ai Premi Nobel. La seconda parte: “Sei Nobel in famiglia: Irene Curie-Juniot e Eve Curie-Labouisse tratta le figure delle figlie, Irene con il marito Fedric Juniot e di Eve con il marito Henry Richarson Labouisse. I primi  personaggi hanno scoperto la Radioattività  Artificiale e hanno ottenuto il Premio Nobel, i secondi si sono impegnati nel sociale e nell’UNICEF, ottenendo anch’essi l’ambito riconoscimento.

Il terzo incontro sarà dedicato alla “Mileva Maric e Albert Einstein: una grande storia di studio e di amore”.  Dato che la figura di Mileva è quasi sconosciuta, si è voluto presentare la sua vita e i suoi studi: prima ragazza ad essere ammessa al Politecnico di Zurigo a studiare fisica, lì avverrà l’incontro con il giovane Albert: le loro discussioni su argomenti prettamente scientifici li hanno uniti e hanno maturato le idee che poi porteranno alla Teoria della Relatività Ristretta e al Premio Nobel conferito solamente ad Einstein. Il rapporto di studio è maturato ed ha portato poi al loro matrimonio. Qual è stato il contributo di Mileva a questa Teoria? Si cercherà di rispondere a questa domanda attraverso le fonti conosciute.