Rielezione Presidente Mattarella

CRONACA POLITICA: La rielezione a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella: spirito di servizio e di responsabilità per dare continuità al governo dello sviluppo, della salute dei cittadini e dell’ambiente, del lavoro specie giovanile

Stefano Stefanini

Dunque dopo i giorni travagliati delle trattative, si e’ giunti alla soluzione al momento migliore: la continuità di governo e di rappresentanza per il Paese, la larga rielezione del presidente Sergio Mattarella, con la permanenza del prof. Mario Draghi alla guida del Governo.

Nello stesso giorno del 29 gennaio  e’ stato eletto a presidente della Corte Costituzionale il prof. Giuliano Amato, la cui esperienza istituzionale saprà affrontare  adeguatamente i pronunciamenti che Corte dovrà esprimere in materia  di diritti fondamentali, dell’ordinamento costituzionale, su referendum  e, se necessario, per eventuali conflitti di attribuzione tra Poteri dello Stato.

Dalle prime sintetiche parole pronunciate dal presidente Mattarella al momento della comunicazione dell’elezione da parte dei presidenti delle Camere, e’ emerso il profondo senso di responsabilità del Presidente, sollecitato a larga maggioranza  dai  grandi elettori, per contribuire autevolmente a portare a termine questo delicato periodo socio economico di uscita dalla pandemia e avvio di una ripresa duratura in particolare per il futuro dei giovani.

In attesa di ascoltare il discorso di insediamento del rieletto presidente, probabilmente il 2 febbraio. Riassumiamo con i lettori i punti salienti dell’azione e del servizio di Sergio Mattarella nel primo settennato e negli ultimi mesi:

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella  visita  all’Universita’ della Tuscia di Viterbo il 26 febbraio 2019.

Lo stile ed i Valori affermati con sobrietà istituzionale e  rigore costituzionale  dal presidente Sergio  Mattarella si sono caratterizzate in questi ultimi tempi  per una decisa assunzione di responsabilità nelle dimensioni delle motivazioni alla lotta al coronavirus della coesione  tra cittadini ed istituzioni e della speranza racchiusa nelle attese e nelle aspirazioni dei cittadini, nei momenti difficili del periodo storico che stiamo vivendo ,  per risollevare le prospettive socio-economiche e valoriali-culturali del popolo, nell’ispirazione ai fondamenti  della Costituzione repubblicana.

Dalle anticipazioni trapelate,  due saranno i temi sviluppati dal Capo dello Stato:

  1. Impegno per superare la crisi della pandemia, con una particolare attenzione per la tutela dell’Ambiente e della qualità della vita, per  affermare e consolidare l’identità nazionale;
  2. Ispirare coesione tra istituzioni e cittadini, valorizzando i corpi intermedi della società civile, in particolare famiglie, scuola, associazionismo, sindacati, partecipazione politica e volontariato per alimentare una ripresa duratura fondata su solide radici.

Già in occasione degli auguri alle Istituzioni il presidente aveva rilevato come nel momento storico che viviamo occorre responsabilità’ e coesione per vincere il virus

e concretizzare il rilancio dell’economia, con la creazione di opportunità di lavoro.

In questo periodo emergenziale, di ripresa  e nella prospettiva dell’elezione del nuovo Capo dello Stato, le istituzioni devono collaborare al servizio dei cittadini.

A tale riguardo il presidente ha più. Oltr fatto riferimento alle parole di Aldo Moro: “Anche se talvolta profondamente divisi… sappiamo di avere in comune, ciascuno per la propria strada, la possibilità e il dovere di andare più lontano e più in alto”. “Non è importante che pensiamo le stesse cose” invece è di straordinaria importanza – scriveva – la “comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo”.

Se ne possono trarre due preziose indicazioni.

La prima: chi riveste ruoli istituzionali deve avvertire la responsabilità di farlo in nome e per conto di tutti i cittadini. Aveva ben presente, Moro, il grave pericolo – purtroppo confermato dagli eventi successivi – che corre una società attraversata da lacerazioni profonde.

In particolare in questa pandemia che stiamo attraversando il bene comune:  la salute, il benessere, le prospettive di un futuro migliore  sono, appunto, bene di tutti, nessuno escluso. E chi amministra la cosa pubblica, chi è chiamato al compito di governare esprime, certo, gli orientamenti della maggioranza ma con il dovere di rispettare e garantire la libertà e i diritti degli altri, delle minoranze. Questa è l’essenza della democrazia, che richiede rispetto reciproco.

Il rispetto rappresenta il più efficace antidoto all’intolleranza, foriera di conseguenze negative.

La seconda indicazione è quella di confrontarsi, con lungimiranza e concretezza  sulle prospettive, sull’ampio orizzonte del futuro del dopo pandemia dell’attuazione degli investimenti del Piano di Ripresa e Resilienza.

A volte parliamo del futuro come di un domani lontano, cui non dedicare grande attenzione, oppure un domani che giungerà all’improvviso.

Invece il futuro è già cominciato: scrive sulle pagine del nostro presente. Il futuro ci riguarda già oggi perché sta cambiando le nostre vite.

Siamo pienamente dentro un cambiamento vorticoso e inedito. Il mondo in cui ci troviamo è diverso da quello che abbiamo conosciuto. Il modo in cui viviamo è differente.

Durante e dopo la pandemia cambiano le tecnologie, gli strumenti della nostra quotidianità, le nostre abitudini. I linguaggi, gli stili di vita, i lavori, i tempi con cui organizziamo le nostre giornate. Cambia l’ambiente in cui viviamo, il clima e, in conseguenza di questo, si aggravano gli effetti dei fenomeni naturali sui nostri territori.