NewTuscia – CIVITAVECCHIA – Ormai da qualche mese, si rincorrono le voci circa l’interessamento di una prestigiosa impresa italiana a rilevare il cantiere ex Privilege Yard di Civitavecchia. Si tratta della genovese Tankoa Yachts, una fra le principali società mondiali nel settore della costruzione di yachts e mega yachts dai 40 agli oltre 90 metri.

L’intenzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale sembra, tuttavia, ancora quella di proseguire nell’iter scattato ad ottobre 2021, quando i vertici di Molo Vespucci hanno deciso di avviare il procedimento di decadenza della concessione demaniale alla società Konig srl, proprio in riferimento all’area di 11 ettari in cui insiste il cantiere ex Privilege Yard. Secondo quanto riportato da alcune testate online, il Presidente Pino Musolino ha parlato di “interlocuzioni tra alcuni soggetti, ma sul tavolo dell’Authority non vi sono fatti concreti, non c’è nulla di formalizzato”.

Appare evidente quanto l’eventuale arrivo della Tankoa Yachts potrebbe risultare determinante per lo sviluppo del territorio di Civitavecchia e l’occupazione della numerosa manodopera specializzata lì operante. L’avvio di un cantiere di così elevato livello impiegherebbe in forma stabile diverse centinaia di lavoratori in gran parte già presenti nel territorio, del quale costituiscono un inestimabile patrimonio e che rischiano di migrare verso altre realtà nazionali o addirittura di svanire nella palude di una prolungata disoccupazione, a seguito della chiusura ormai certa della centrale Enel nel 2025.

Si tratta di personale ad elevata specializzazione: carpentieri navali, saldatori, tubisti, montatori, meccanici-motoristi, elettricisti ed elettronici, sabbiatori, verniciatori, arredatori, etc. Un potenziale che dà lustro alla capacità produttiva del territorio e che il territorio non si può permettere di lasciar andare.

Alla luce di questo, è necessario mettere in campo un particolare impegno per superare l’attuale fase di stallo nelle trattative con la Tankoa Yachts e per rimuovere o smussare tempestivamente tutti i possibili ostacoli, al fine di provare ad agevolare l’attivazione di una così rilevante, duratura e almeno ventennale attività imprenditoriale e lavorativa. Senza contare l’attrattiva che un tale cantiere navale potrebbe costituire per l’attracco e la manutenzione di yacht e velieri nel Porto Storico della RMY.

Come più volte ribadito da Legacoop Lazio, al doveroso avvio della procedura di “decarbonizzazione” dell’area di Civitavecchia devono seguire importanti progetti per la riqualificazione e rilancio del territorio, partendo proprio da quella manodopera altamente specializzata che, per anni, ha costituito un valore aggiunto per tutta la collettività. Ha senso parlare di “sostenibilità” solo se la si guarda in termini globali e sistemici, tenendo insieme tutti quegli aspetti che rendono effettivamente sostenibile la vita dei cittadini e dell’ambiente circostante. 

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