Strade colabrodo a Viterbo: i cittadini scrivono al Commissario Scolamiero

Dal gruppo Viterbo Civica

NewTuscia – VITERBO – Commissario Scolamiero, Con la presente intendiamo segnalarLe la necessità, divenuta ormai improcrastinabile, di provvedere alla sistemazione di alcuni tratti di strada le cui condizioni stanno costituendo sempre di più fonte di grave pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica.

Sappiamo bene che l’attuale (e purtroppo generale) stato di dissesto stradale viene da decenni di cattiva amministrazione, sia sotto il profilo del disinteresse nei confronti delle istanze della collettività sia sotto l’aspetto del mancato od improduttivo impiego delle risorse economiche a disposizione, e quindi non intendiamo di certo scaricare su di Lei responsabilità che vanno ascritte esclu

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sivamente alla politica, presente e passata. Tuttavia, il Suo ruolo di Commissario ci legittima, per le ragioni di seguito indicate, a richiederLe urgentemente un intervento finalizzato a garantire, quanto meno in determinati tratti stradali, il ripristino di condizioni di sicurezza e di normale percorribilità.

Ci si riferisce per esempio, in particolare, all’incrocio di Via Sabotino e Via della Grotticella, nonché all’intero tratto di Via Rossini, e ciò in quanto si tratta delle vie che conducono all’Ospedale di Belcolle: Lei stessa si renderà conto di quanto problematico possa essere, non soltanto per i cittadini ma per le stesse Ambulanze, raggiungere il nosocomio in modo rapido e soprattutto sicuro.

Ai sensi dell’art. 54 comma 11 T.U.E.L., “nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, anche nel caso di inerzia del sindaco o del suo delegato nell’esercizio delle funzioni previste dal comma 10, il prefetto può intervenire con proprio provvedimento”. Le fattispecie sopra citate, e che qui interessano, sono quelle previste dal comma 4, ossia l’adozione di “provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

Lei è stata nominata a seguito delle dimissioni del Sindaco Arena e dei consiglieri, ossia della presa di coscienza dell’impossibilità della Giunta di proseguire la propria attività, e non è questa la sede (né, tantomeno, il nostro interesse) indagare sulle dinamiche che hanno condotto alla decisione.Ci basta sottolineare che le suddette dimissioni nulla tolgono all’inerzia della (ex) Giunta Comunale nel provvedere all’eliminazione delle condizioni di pericolo causate dall’impraticabilità di alcuni tratti di strada, e ciò impone, in modo indifferibile, un Suo deciso e tempestivo intervento, da attuare mediante il prelievo di alcuni fondi dal bilancio comunale, i quali dovrebbero essere destinati all’esecuzione di lavori di efficace sistemazione (se non, addirittura, di manutenzione straordinaria) di tali tratti.

Un’altra considerazione è la seguente.L’art. 14 del D.lgs. 285 del 30.04.1992 (“Codice della Strada”) stabilisce che “gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono alla manutenzione … delle strade”. Tale obbligo di manutenzione costituisce un “atto obbligatorio per legge”.

Significativa, in tal senso, la sentenza della Cassazione n. 4643 del 22.02.2017, la quale non solo ha ribadito il sussistere della responsabilità del Comune circa manutenzione del manto stradale, ma ha affermato tale principio persino nei casi in cui si tratti di area privata preposta al pubblico transito.

L’art. 136 T.U.E.L. prevede che “qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo. Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell’incarico”.

Vero è che Lei è stata nominata dal Prefetto (e quindi non dal difensore civico regionale e neanche dal comitato regionale di controllo), ma la mancata manutenzione (quanto meno “ordinaria”) delle strade configura a tutti gli effetti il mancato compimento di “atti obbligatori per legge”, e pertanto il fatto che la Sua nomina sia avvenuta al di fuori delle ipotesi previste dalla norma sopra citata nulla toglie all’oggettiva inerzia delle Amministrazioni Comunali nel provvedere al riguardo, e quindi non elimina, a nostro giudizio, l’obbligo di un Suo intervento.

Pertanto, confidiamo in un Suo tempestivo interessamento in merito alla problematica evidenziata, auspicando che il ruolo da Lei attualmente ricoperto possa rappresentare, non soltanto per i sottoscritti ma per la cittadinanza tutta, lo strumento attraverso cui rimediare (anche solo in parte) alle tante pregresse inefficienze di chi avrebbe dovuto provvedere alla cura dell’interesse pubblico e non lo ha mai fatto”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21