Le carte da gioco nel centro Italia: una storia di divertimento

Il centro Italia è riconosciuto da molti come uno dei poli cardine della cultura Italiana: vuoi per essere stati la sede di popoli come Romani o Etruschi, vuoi per l’importanza capitale avuta dallo stato pontificio per quasi due millenni, vuoi per il suo venir ripreso a più mandate nella cultura popolare italiana durante il corso del cinema e delle letterature.

In queste terre, dal basso Lazio all’alta Toscana, passando per Umbria, Marche e per la nostra Tuscia si sono avvicendati nel corso degli anni un grande numero di giochi di carte. I romani, tra le altre cose, avevano canonizzato durante il corso del cinquecento/seicento un loro particolare tipo di mazzo di carte detto il romano. Questo mazzo al giorno d’oggi è stato soppiantato dalle napoletane, dalle piacentine o dalle siciliane ma i giochi con lui realizzati ancora sopravvivono ai giorni nostri.

Di quaranta carte in quaranta carte, insomma, i mazzi si sono sparsi per una certa parte d’Italia ed hanno portato con loro una cultura del gioco, letteralmente popolarizzando concetti come il game design durante il corso di molti anni di storia.

Quali sono alcuni giochi di carte del centro Italia arrivati ai giorni nostri?
Scopriamolo insieme.

Tipicamente romani…

Un gioco della Roma tipica di quegli anni è arrivato ai giorni nostri con il nome di zecchinetta ed era noto per essere un gioco particolarmente sociale, fonte di risate e discussioni. Sono in molti ad associare tale gioco al mondo del poker, complice il fatto che entrambi condividono una meccanica per cui le carte si devono mettere scoperte sul tavolo

Le differenze però sono molte più delle somiglianze perché nel poker i giocatori possiedono anche delle carte coperte in mano, cosa che invece non accade nella zecchinetta che invece si gioca soltanto a carte scoperte. Per giocare a tale gioco anticamente si utilizzavano ben tre mazzi francesi dai quali si toglievano jolly e carte con valore dal 2 al 6; al giorno d’oggi invece per poterci giocare basta usare un mazzo da 40 carte tradizionali.

Giocare a zecchinetta era un rituale per moltissimi membri delle parti basse della società come gli scaricatori del porto di Ripetta, i facchini ed i garzoni delle locande tra Piazza di Spagna e Via Sistina, senza dimenticare nemmeno i facoltosi ambasciatori che pasteggiavano in Via condotti.

Il gioco, praticato all’aria aperta a Ripa Grande o Ripetta, era uno dei più popolari tanto da essere stato più volte immortalato da Bartolomeo Pinelli all’interno di un’incisione a Trinità de’ Monti, nella zona sottostante l’obelisco che è stato fatto erigere e restaurare da Pio VI durante il corso del 1789.

…ma anche più universali!

Di popolarità simile alla Zecchinetta c’è l’ancora più famoso Sette e mezzo, gioco di carte molto rapido e sbarazzino in cui si ha l’obbiettivo di ottenere sette punti e mezzo contro il banco. Per farlo è necessario ricordare che le figure (donna, cavallo e re) valgono mezzo punto mentre le figure di seme denari hanno valore deciso dal giocatore.

Il mazziere da una carta a testa ai concorrenti e questi devono decidere se richiedere un’altra carta o rimanere con il punteggio che hanno. Se si riesce a raggiungere il sette e mezzo sfruttando soltanto due carte si può parlare di sette e mezzo reale,una condizione per cui il giocatore può prendere le carte e diventare il mazziere stesso.

Questo gioco è spesso giocato scommettendo dei soldi ed alcuni tra i bookmakers non aams per i giocatori italiani sono i luoghi migliori dove divertirsi e (se fortuna vuole) guadagnare di mezzo punto in mezzo punto.

All’elenco mancano, chiaramente, un grande numero di nomi: faraone, caffo, trenta quaranta, bassetta, cispa, bestia, trucco e molti altri; spiegarli tutti in un unico articolo lo renderebbe illeggibile!

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21