Orte scalo e Vallecorsa ricorderanno il primo parroco Padre Geremia, a 50 anni dalla scomparsa

I valori della Ricostruzione materiale e morale post bellica.Il libro biografico  “Il Buon Pastore”.

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La trasmissione Fatti e Commenti, condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo, con la regia di Marco Nicoletti, già visibile sul sito www.teleorte.it e su www.newtuscia.it Italia filmati, in onda da   questa sera sugli schermi di Teleorte, sarà dedicata alla presentazione della giornata che la comunità religiosa e cittadina di Orte dedicherà nella chiesa di Sant’Antonio sabato 29 gennaio alla figura del primo parroco di Orte Scalo, Padre Geremia Subiaco, nel Cinquantesimo anniversario della scomparsa..

Per l’occasione abbiamo promosso  l’intervista con i parroci di Orte Scalo,  don Giovanni Bazenguissa e del paese natale di Padre Geremia, Vallecorsa (Frosinone), don Francesco Paglia, per rinnovare la vicinanza tra le due comunità che si incontreranno ad Orte scalo sabato 29 gennaio alle ore 17,30 nel ricordo di padre Geremia.

Per ricordare materialmente la figura di sacerdote e guida spirituale, abbiamo dato alle stampe, lo storico  di Vallecorsa prof. Vittorio Ricci e chi scrive il testo “Il Buon Pastore”, che riassume l’esperienza di vita  e la dedizione di padre Geremia nella costruzione spirituale e materiale della comunità sorta nei pressi della stazione ferroviaria, con la costruzione della Chiesa e le strutture parrocchiali a servizio della comunità cittadina  e dei giovani in particolare.

Ecco una sintesi del testo “Il  Buon Pastore” che sarà presentato e messo a disposizione dei lettori sabato 29 gennaio, dopo la celebrazione  delle 17,30, in ricordo del primo parroco nella  chiesa che realizzo’ con il concorso dei fedeli e dei cittadini .

A Padre Geremia Subiaco, dell’Ordine dei Frati Minori, fu intitolata    nel  2012, in occasione del quarantennale  della scomparsa la via limitrofa alla Chiesa parrocchiale, nella città natale Vallecorsa e ad  Orte Scalo nel 1990  fu intitolato al primo parroco della parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco,  un Largo nei pressi del palazzo della Biblioteca Comunale e del Centro di Aggregazione Sociale, oggi intitolato al medico dott. Sabatino Mele, sede della Protezione Civile,  alla presenza dell’on. Attilio Iozzelli, parlamentare e sottosegretario in vari governi, formatosi accanto alla figura del “parroco costruttore”.

Padre Geremia Subiaco, nel ritratto di  Ferrero Brizzi

Il ricordo della figura del parroco costruttore” di una chiesa di pietre vive”: costruì la chiesa, vegliò le vittime del bombardamento del 1943 e fu presidente del Comitato per la Ricostruzione.

Chi  lo ha conosciuto, rammenta la cura di Padre Geremia che, oltre all’ideale francescano concretizzato con la straordinaria capacità realizzativa della chiesa parrocchiale, ha avuto in Antonio di Padova e nella Madonna della Sanità i punti fermi della sua spiritualità e del suo apostolato di parroco della borgata della Stazione, come lui amava definirla,  sviluppatasi a partire dal 1931, anno della posa della prima pietra della chiesa di Sant’Antonio, sino al 1954 anno della consacrazione e della piena attività delle strutture parrocchiali.

Padre Geremia Subiaco punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani nel periodo della guerra nella fase della ricostruzione. Dalla nativa Vallecorsa, il sacerdozio e la prima guerra mondiale, la nomina a parroco di Orte Scalo.

La comunità cristiana e civile di Orte Scalo ricorda ancora oggi, a quasi cinquanta anni dalla scomparsa, la figura di Padre Geremia Subiaco come punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani.   Egli nasce il 22 maggio 1887 a Vallecorsa, che lascia giovanissimo per abbracciare la vocazione dell’ideale di vita di Francesco di Assisi, dopo il noviziato presso il convento di Fontecolombo viene ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano a Roma il 21 dicembre 1912, nel 1915 è cappellano militare nella I Guerra Mondiale e guadagna un encomio solenne dal XVIII Corpo d’Armata per un’azione eroica di soccorso dei commilitoni, in prima linea, sul complesso dolomitico delle Tofane.

Dismessa la divisa dal 1919 scende ogni giorno dal Convento francescano di San Bernardino di Orte per svolgere un’attività pastorale sempre più intensa presso un ex magazzino nella zona nord di Orte Scalo e in quel periodo concepisce l’idea della costruzione di una chiesa, in stile neo-gotico, con annesse strutture parrocchiali, l’oratorio e il campo di calcio per ospitare i giovani della borgata sempre più popolata, per cui fonda le associazioni di preghiera e di formazione cristiana.

La costruzione della chiesa di SantAntonio dal 1932 al 1954 con lassidua partecipazione della popolazione.

A seguito di un voto espresso dalla famiglia del capostazione titolare della stazione ferroviaria, Giovannini, per la guarigione del figlio aggredito a morte nella convulsa campagna elettorale del 1921, Padre Geremia può disporre della statua di Sant’Antonio di Padova, patrono di Orte Scalo, che ancora oggi viene recata in processione in occasione della festa patronale del 13 giugno.  Nel 1922 Padre Geremia costituisce un Comitato per l’erigenda chiesa, dopo aver avuto il 22 aprile 1921 la nomina a parroco.  Il 19 giugno 1932 viene posta la prima pietra del tempio e nel 1936 viene inaugurato il complesso parrocchiale.

Assistenza alle vittime ed ai sopravvissuti al bombardamento del 29 agosto 1943 e la nomina a presidente del Comitato per la Ricostruzione.

Il 29 agosto 1943, nell’assolata mattinata di una domenica di fine estate, Orte Scalo subisce un drammatico bombardamento che uccide 114 vittime innocenti.

Con uno stile essenziale ma profondo, lo scrittore Mario Pucci allora giovane studente narra nei suoi libri “Guerra a primavera” e Orte Scalo… ricordo”:

Ecco il rumore in avvicinamento dei bombardieri che tutti credono come al solito di passaggio. Invece, arrivati gli aerei, qualche cosa di nuovo e di orribile accadde.

Un urlo tragico immenso disumano squarcia l’aria, insieme a boati enormi e profondi in rapida successione. Polvere e fumo oscurano il sole, piovono massi, tronchi d’albero, rami e foglie lacerate. È il finimondo, il caos.

La sera un centinaio di corpi senza vita, dilaniati e sfigurati, di ogni età e condizione, fanno da tappeto al pavimento della chiesa rimasta miracolosamente quasi intatta, e con i soccorritori, si aggira un Padre Geremia stravolto dal dolore e stremato dalla fatica. Erano tutti suoi figli. Mai avrebbe immaginato che la “sua” chiesa sarebbe stata per tanti di loro l’ultimo rifugio.  Molti i feriti gravi che sarebbero morti la notte e nei giorni seguenti. I bombardieri avevano appena sfiorato gli obbiettivi militari: le bombe erano cadute, nei pressi della stazione ferroviaria, sulle case civili e soprattutto sulla collina e nella piana del fiume.

Il ritorno alla vita e la ricostruzione morale e materiale del paese: le associazioni e le strutture parrocchiali al centro dellapostolato del parroco.

Mario Pucci annota sul suo diario fatti drammatici e ordinari, personaggi, sensazioni, ricordi di un contatto diretto con la violenza, i momenti di solidarietà tra sfollati nelle campagne e nei centri abitati di Orte e Vasanello, la lenta ripresa della vita normale dopo la Liberazione e la voglia di ricostruire una vita sulle macerie della guerra, che vede il parroco Padre Geremia,  presidente del Comitato per la Ricostruzione, il motore e l’ispiratore della riedificazione morale e materiale dell’abitato e della comunità religiosa e civile.

Questo sacrificio immane è stato riconosciuto nel 2005 con il conferimento al Comune di Orte della Medaglia di bronzo al Valor Civile, in memoria delle vittime del bombardamento subito da Orte Scalo il 29 agosto 1943.

L’istanza all’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, era stata presentata dal Comitato, presieduto da Enrico Bernardini per il tramite del Comune di Orte.       Nella motivazione del Decreto di concessione si legge che “La medaglia di bronzo rappresenta un tangibile riconoscimento al sacrificio di numerose vittime civili dei bombardamenti dell’ultimo conflitto, dai quali è derivata la quasi totale distruzione dell’abitato e delle strutture industriali e commerciali di Orte Stazione”.

Nel 1954 la consacrazione della chiesa parrocchiale e nel 1955 la costruzione del santuario della Madonna della Sanità.

Finalmente il 12 giugno 1954 la chiesa restaurata dai danni subiti dal bombardamento viene consacrata e nel 1955, Padre Geremia corona un ulteriore sogno: quello di realizzare sempre con il concorso dei fedeli e di Fratel Simone Battisti il santuario della Madonna della Sanità, effigie venerata nella nativa Vallecorsa.  Ma la grande capacità realizzativa di Padre Geremia non si ferma qui, poiché negli anni sessanta porta a termine la costruzione del Cine-auditorium intitolato alla memoria di Dante Giulioli, generoso finanziatore delle realizzazioni parrocchiali. Nel 1969, ad 82 anni e dopo quasi cinquant’anni di assiduo apostolato da parroco, chiede di essere sostituito alla guida della parrocchia.

La testimonianza di Padre Geremia: la costruzione di una comunità fondata su solide basi morali e spirituali di onesta laboriosità e concreta solidarietà.

Ciò che rimane di Padre Geremia, a quarantacinque anni dalla scomparsa,  è la testimonianza di quanto materialmente ha saputo donare alla sua gente, in particolare il servizio e la dedizione assoluta all’ideale di Francesco di Assisi, fondando e irrobustendo con tenacia, giorno dopo giorno, una vera comunità religiosa e civile, pur molto diversificata per le diverse origini della popolazione costituita prevalentemente da ferrovieri, ma fondata su  condivise basi  morali e spirituali di onesta laboriosità e concreta solidarietà.  L’amore di Padre Geremia Subiaco per la sua comunità di Pietre Vive – cosi ben decritta dal vescovo mons. Romano Rossi, del parroco costruttore che riposa nella “sua chiesa” accanto a Fratel Simone Battisti – è magistralmente raffigurato dallo scultore Padre Andrea Martini nella figura del Buon Pastore, posta sulla sua sepoltura, nella cappella dedicata ai Caduti delle guerre ed alle Vittime del bombardamento del 29 agosto 1943.

Il ricordo di Padre Geremia Subiaco sarà associato a quello di mons. Elvidio Nardoni, per decenni parroco di Vallecorsa, paese natale di padre Geremia.

La  scomparsa di mons.  Elvidio, ha avvalorato l’apostolato e il servizio delle due figure di sacerdoti, che hanno intrattenuto solidi contatti tra le comunità parrocchiali curate, sotto la protezione della Madonna della Sanità.