Scatolini (Uniti per Cambiare): “Ogni medico di base può avere massimo 1500 assistiti e i cittadini sono circa 9000”

NewTuscia – MONTALTO DI CASTRO – Riceviamo e pubblichiamo.

Lo scorso anno uno dei medici di base del comune di Montalto andava in pensione, di fatto gli assistiti, circa 1500, si trovarono di colpo a dover fare il cambio del medico in piena emergenza sanitaria a causa del covid 19, recandosi numerosi presso il CUP.

Questa situazione causò assembramenti di cittadini e solo dietro mia segnalazione, l’assessore con delega alla Sanità Valentini integrò il personale all’ingresso dell’edificio per contingentare l’accesso.

Fino ad allora a Pescia Romana erano presenti due medici di base e a Montalto di Castro 4.

Con il pensionamento del primo medico di base in servizio non è stato assunto nessun nuovo medico, e gli assistiti sono stati riparti tra i medici presenti già oberati di lavoro. Tutto ciò ha creato ai cittadini molti disservizi per l’elevato numero di pazienti in carico e il periodo legato al covid. I medici si sono divisi tra visite domiciliari, visite ambulatoriali, prescrizioni, certificati vari, vaccinazioni ecc ecc.

La storia continua, infatti alcuni giorni fa il Dottor Michelangelo Di Stefano ha ufficialmente cessato il servizio come medico nel nostro comune a seguito del pensionamento. L’arrivo del nuovo medico di base è previsto purtroppo non prima del mese di marzo e questa situazione causerà ulteriori disagi per i cittadini in questo momento difficile dove l’assistenza sul territorio per quanto riguarda la medicina generale, dovrebbe essere una priorità. Il Comune di Montalto di Castro ha comunicato che i pazienti in carico al dott. Di Stefano potranno affidarsi (fino al 1° marzo), ad un altro medico che abbia disponibilità nell’ambito di tutti i paesi ricompresi nel distretto A (ex VT 2): Acquapendente, Canino, Tuscania ecc… Tra questi appunto anche i tre medici che sono presenti all’interno della struttura socio sanitaria sita a Villa Ilvana, che dovranno coprire il lavoro di cinque medici.

Beh complimenti per il risultato ottenuto con il dialogo costruttivo!!! Dunque questo servizio sarà sufficiente per tutte le necessità? ce lo auguriamo… in quanto l’essere curati e’ un diritto…Vigileremo affinché il diritto alle cure e all’assistenza sia garantito.

Certo è che si sarebbe potuto programmare il subentro per tempo, in pensione non ci si va oggi per domani, evitando di lasciare molti cittadini senza assistenza, proprio ora con il dilagare dell’epidemia di Covid e l’indice di contagio altissimo del nostro paese. Pur essendo competenza della ASL l’amministrazione comunale avrebbe potuto fare di più? Certo!! L’assessore alla sanità avrebbe potuto esercitare maggiori pressioni perché fosse risolto prima il disservizio.

Ogni medico di base può avere un max di 1500 assistiti e I cittadini sono circa 9000 compresi i minori!

Alla fine a pagare il prezzo più alto sono sempre gli stessi: le persone più fragili e i malati. Avere la delega alla sanità per un consigliere comunale non è solo una spilla da appendere ma un dovere da portare avanti. In questi ultimi due anni tante sarebbero state le iniziative da poter mettere in campo, alcune le abbiamo suggerite anche noi con il nostro gruppo civico. Purtroppo quando si è più preoccupati della carriera politica che del proprio paese questi sono i risultati. Per noi Montalto e Pescia sono più importanti! L’assistenza sanitaria è un diritto di tutti, la tutela della salute è un dovere di tutte le istituzioni e gli organismi competenti. Nessuno escluso.

 

Daniela Scatolini

Presidente di Uniti per Cambiare