Al Castello Ruspoli di Vignanello il concerto di Domus Artium

NewTuscia – VIGNANELLO – Non poteva essere più emozionante la prima serata aperta al pubblico (sold out già da giorni) di DOMUS ARTIUM.

In un clima “severo” eppure gioiosissimo, tutti rigorosamente con mascherina, con grande attenzione da parte di tutti, il pubblico è cominciato ad arrivare al castello nel primo pomeriggio.

A rotazione le visite guidate di uno dei bei giardini all’italiana d’Europa: il pubblico si perdeva e ritrovava tra quelle siepi di bosso incastrate a formare un ricamo di verde davanti all’imponente facciata.

Man mano che le visite terminavano, guadagnata l’entrata, una volta oltrepassato il piccolo ponte sospeso e varcato il portone ad accogliere tutti la padrona di casa, la Principessa Claudia Ruspoli e l’ideatore di Domus Artium Barrett Wissman. Per tutti calici di bollicine serviti a braccio da camerieri in livrea bordeaux prima di salire al piano superiore e prendere posto nella sala del concerto.

Una sala splendida, magniloquente, intima, soffitto ligneo dipinto, fregi appena sotto e grandi tele alle pareti. A scaldare gli ambienti un immenso camino.  Un’esibizione da brividi durata oltre un’ora e trenta minuti in un’atmosfera incantata. In programma due delle sonate di Beethoveen più famose, la celebre Sonata op. 47 detta “a Kreutzer” e la Sonata op. 96.

Una data unica oltre che per la location, per l’occasione di vivere un’esperienza “ravvicinata” e di profonda intimità con la grande musica.

Ascoltare due interpreti come Hilary Hahn, la superstar del violino, un’icona della classica in tutto il mondo e Andreas Haefliger, tra i più fini interpreti beethoveniani, in un salone con un gruppo ristretto di persone, restare a parlare con gli artisti, cenare insieme non è esperienza da tutti i giorni.  Anche considerato che il concerto al Castello Ruspoli è stata un’anteprima dello stesso concerto che i due artisti terranno domani, 17 gennaio a La Fenice a Venezia.

Al termine del concerto si è aperta la serata conviviale con il pubblico che si è spostato nelle sale attigue del castello-casa, i salotti ricchi d’atmosfera, le sale da pranzo con i camini accesi e la vista sul giardino illuminato da fiaccole. La cena firmata da Silvia Regi Baracchi, nota chef stellata de Il Falconiere, wine resort di Cortona, in abbinamento ai vini prodotti dalla stessa azienda Baracchi è stata ricca di sapori e piatti toscani rielaborati con la classe e il gusto profondi che contraddistinguono la Chef.

 

***

 

GLI ARTISTI

Tre Grammy e più di 20 album, geniale e dissacrante nel suo approccio alla musica, la violinista americana Hilary Hahn, 42 anni, è una delle più apprezzate violiniste della scena contemporanea. Un’icona che affascina anche il mondo dei più giovani con una forte carica umana e una straordinaria energia.

Fonde musicalità espressiva, grande capacità tecnica e un variegato repertorio dettato dalla sua curiosità artistica. Oltre che come solista, si è esibita con le più famose orchestre, come la London Symphony Orchestra, la New York Philharmonic, la Stuttgart Radio Symphony Orchestra e la Singapore Symphony Orchestra. Sin dall’inizio della carriera, Hilary Hahn ha sempre avuto un rapporto stretto con i suoi sostenitori, sempre pronta a concedersi per autografi e dediche alla fine di ogni concerto. Super attiva sui social, contravviene alla immagine stereotipata del musicista classico, spesso distaccato e arroccato sul podio di una supposta cultura elitaria. E anche proprio per questo suo essere così anticonvenzionale il concerto di metà gennaio in un format così originale si annuncia come data unica di straordinario appeal.

 

Andreas Haefliger, discendente da una famiglia di musicisti, è noto per la sua sensibilità, le intuizioni musicali sempre molto acute e il suo eccezionale pianismo. Rispetto alle sue esibizioni in concerto si parla per lui di una passione e un’umanità totalizzanti.

Immerso sin dalla tenera età in un ambiente caratterizzato da un’arte spiccata e una straordinaria abilità vocale, ha acquisito così i princìpi di quello che sarebbe diventato uno specifico carattere vocale nel suo modo di suonare il pianoforte e un senso di lirismo naturale nella sua musica.

Terminati gli studi si è da subito esibito con le maggiori orchestre americane ed europee tra cui la New York Philharmonic, la Chicago Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la London Symphony Orchestra, e riconosciuto sempre come un solista eccellente. Collabora regolarmente con i Festival di Lucerna e di Edimburgo, la Konzerthaus di Vienna e la Wigmore Hall, dove nel ’22 terrà tre concerti, tra i quali proprio le sonate di Beethoven, con Hilary Hahn, con cui sarà anche in tournée in Giappone, Europa e Stati Uniti.

Tra le novità che lo riguardano, l’uscita nelle sale cinematografiche e on line delle registrazioni e riprese fatte durante il suo lockdown sulle Alpi svizzere quando ha eseguito la monumentale sonata Hammerklavier op.106 di Beethoven abbinandola a interviste con l’alpinista Dani Arnold nello splendido scenario di montagna.

La fama di Haefliger come interprete estremamente acuto di Beethoven si è consolidata nel corso di vent’anni di esecuzioni e grazie soprattutto alla registrazione della sua serie “Perspectives”, nella quale ha eseguito l’integrale delle opere solistiche di Beethoven accanto a opere di altri compositori.

Alla luce anche di questo il concerto del 15 gennaio con un programma tutto dedicato a Beethoven acquista un appeal ancora maggiore.

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21