“No al deposito nazionale scorie nucleari nella Tuscia”

NewTuscia – VITERBO – Le associazioni AICS AMBIENTE-AICS COMITATO PROVINCIALE VITERBO- COMITATO FERROVIA CIVITAVECCHIA ORTE-COORDINAMENTO NAZIONALE BONIFICA ARMI CHIMICHE, hanno inviato il 13 gennaio 2022 ulteriori osservazioni alla Sogin, per contrastare la possibile localizzazione, nel territorio della Tuscia, del  Deposito che è destinato ad ospitare le scorie radioattive e nucleari, fra queste le scorie delle centrali nucleari di Trino Vercellese, Caorso, Garigliano e Latina abbandonate dopo il referendum sul nucleare e non ancora smantellate.

Dalla lettura attenta degli atti conclusivi del seminario tenuto il 15 dicembre 2021, pubblicati dalla SOGIN, si evince che lasciano ancora aperta la possibilità che la scelta possa ricadere nel viterbese, cosa inammissibile se veramente la SOGIN avesse valutato attentamente le osservazioni presentate.

La domanda è quindi sempre la stessa:  la scelta del sito per la realizzazione del deposito è una scelta prestabilita politicamente?

Le osservazioni precedentemente presentate hanno contestato l’insediamento dal punto di vista tecnico, sociale e quindi politico di tutti i siti individuati nel viterbese, in particolare per le aree VT12 e VT16. Se la SOGIN le avesse lette e approfondite avrebbero dovuto far decidere nell’abbandono definitivo della ipotesi di collocare nella Tuscia il deposito di scorie nucleari e radioattive.

Le nostre precedenti osservazioni, infatti, condensate in 126 pagine, hanno toccato aspetti rilevanti quali :
la collocazione in una delle regioni più popolose d’Italia; la vicinanza alla capitale; la vicinanza alle grandi vie di comunicazione; in zone vulcaniche con centri eruttivi; la sismicità del territorio; la vicinanza al fiume Tevere; le sorgenti e le acque di falda; i fenomeni di fagliazione; le manifestazioni idrotermali con emissione di gas, tra cui il RADON; i fattori meteorologici; la biodiversità e la protezione degli habitat;  le produzioni agricole di qualità; il valore paesaggistico del territorio interessato; il valore architettonico storico; le importanti attrattive turistiche; le emissioni sonore; l’aircraft crash e i possibili attacchi terroristici; l’accessibilità; la localizzazione sulle ferrovie Civitavecchia Orte, inserita nella legge 128 per le ferrovie turistiche e Roma Viterbo ex Roma Nord; la geotermia; la vicinanza ad aziende classificate ad incidente rilevante, quali la SNAM; la dubbia costituzionalità dell’art 27 del D.Lgs 31/2010 sul procedimento amministrativo.
Abbiamo, poi, contestato alla SOGIN il non aver tenuto in debito conto della carta idrogeologica della Regione Lazio, del piano di gestione del rischio di alluvioni, degli aspetti urbanistici, del piano di assetto idrogeologico del bacino del Tevere, della valutazione di impatto ambientale sanitario e d’incidenza.
Abbiamo contestato, decisamente, la SOGIN perché non ha tenuto in nessun conto la vocazione del territorio e gli aspetti sanitari.

La matrice multicriteri, che dovrebbe essere obbligatoria per le grandi opere che interessano il futuro di un territorio, redatta e inserita nelle nostre osservazioni, forse non è stata nemmeno degnata di uno sguardo. Questa puntualmente pone in evidenza l’assoluta inadeguatezza della proposta SOGIN, in particolare delle aree VT12 e VT 16.

Le ulteriori osservazioni hanno ribadito e approfondito la contestazione :
1- rispetto il procedimento amministrativo messo in atto dalla SOGIN.
2- Rispetto la non rispondenza delle aree indicate ai requisiti della Guida Tecnica 29 dell’ISPRA revisionata dalla IAEA.
3- Rispetto la mancanza di valutazioni derivanti da possibili attacchi terroristici.
4- Rispetto il rilascio di radioattivi, in quanto contrariamente a quanto afferma la Sogin, il deposito è caratterizzato dalla presenza di un processo produttivo.
5- Rispetto l’assenza di un terzo Ente sulla valutazione dei siti e delle osservazioni.

Se anche tutto ciò, che si aggiunge alle precedenti osservazioni,  non verrà preso in considerazione, come non ritenere il Seminario nazionale UNA SCENEGGIATA o meglio una FINZIONE PUBBLICA ?

Ci auguriamo che l’azzeramento del gruppo dirigente della SOGIN, in fase di esecuzione, sia propedeutico a che le osservazioni, da  associazioni  ed enti precedentemente presentate e le ulteriori vengano valutate attentamente dal commissario che il Governo, seguendo di poco l’intervento della Guardia di Finanza, dovrebbe presto nominare a dirigere la SOGIN.

Se ciò avverrà,  siamo certi che nella Tuscia non si realizzerà nessun deposito di scorie nucleari e radioattive, per la confermata inadeguatezza del territorio, nel rispetto della autodeterminazione e volontà dei cittadini.

Raimondo Chiricozzi

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21