Convegno per Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali a cura dell’Università delle Tre Età di Orte

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Si svolge questo pomeriggio,  alle ore 16 presso il salone del palazzo vescovile di Orte un incontro promosso dall’Università delle Tre Età “Il dialetto ortano”, in occasione della  Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, che cade il 17 gennaio di ogni anno.

Vincenzo Cherubini e Abbondio Zuppante sono tra i relatori dell’incontro, che verterà sui testi

Il 17 gennaio di ogni anno le associazioni culturali  vengono invitate ad inserire nelle loro manifestazioni uno spazio anche piccolo che ricordi l’importanza delle lingue e dei dialetti locali. Durante il mese di gennaio, ma ormai anche durante tutto l’anno, si susseguono eventi in centinaia di località italiane che aderiscono all’iniziativa.

Moltissime realtà culturali  (biblioteche, centri di lettura, enti, scuole, università, ecc…) che si adoperano per la tutela e salvaguardia di questi patrimoni linguistici, aderiscono a questa iniziativa.

Presentazione di studi e ricerche sul territorio, come avviene ad Orte, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia o proverbi, giochi di strada, presentazione di manifestazioni in italiano e in dialetto. Queste sono solo alcuni spunti, occorre diffondere lo spirito della Giornata e  sensibilizzare le comunità sull’importanza di tutelare saperi che rischiano di sparire nel giro di pochi anni.

E devono essere attuati da singoli e dalle associazioni , come UNITRE di Orte  presieduta da Luisa Gentili, con la direzione dei corsi della prof. Doretta Vivona, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri. Gli organizzatori sono convinti : “Non possiamo delegare questo compito solo allo Stato, agli enti locali, che comunque dovranno essere stimolati e coinvolti, e che lo saranno a maggior ragione se noi saremo capaci di compiere piccoli gesti moltiplicati per milioni di persone.

Vincenzo Cherubini illustrerà le  sue  ultime ricerche sul dialetto locale ed in particolare sulle varie sfaccettature del folklore infantile di varie epoche. L’autore ha dedicato dieci pubblicazioni alla ricerca storica sulla lingua dialettale del Centro Italia ed in particolare del comprensorio ortano, Abbondio Zuppante illustrerà termini della lingua “dialettale trecentesca e quattrocentesca” di carattere contabile, contrattuale e notarile  tratti

dal  suo ultimo libro “Entrate, uscite e memorie. Il registro di Bartolomeo da Orte, 1369-1403”.

Non sorprende  il prof. Franco Cardini, nella sua introduzione al testo, il fatto che Abbondio Zuppante abbia “scovato” nelle “Varie” nell’Archivio Storico Comunale  il registro contabile manoscritto, inedito, di Bartolomeo “ magistri Petri Joannis Francisci” che visse  ed opero’ ad Orte tra il 1327 ed il 1405. Bartolomeo da Orte era un notaio, come il padre Pietro, il fratello Angelo, caratteristica ed inconfondibile la sua elegante grafia, attribuibile di certo ad un notaio.

Dal registro analizzato da Abbondio Zuppante si deduce che Bartolomeo,  oltre a possedere una quantità di beni immobili, esercitasse l’attività di imprenditore, di banchiere, o comunque di un “gestore di denaro”, molto abile nelle operazioni finanziarie, amministratore ed economo.

Dal 1370 al 1372 esercitò il ministero di economo della Confraternita dei Raccomandati di Santa Maria, incarico che lo caratterizzo’  anche nel suo ruolo sociale, nel suo impegno civico e nella vita religiosa comunitaria.

Ebbe un ruolo nelle magistrature cittadine nel 1367, anno  nel quale il papa Urbano V tento’ di rientrare da Avignone a Roma e, riporta il prof. Franco Cardini nella sua introduzione al Testo, il suo passaggio per Viterbo causo’ nel mese di settembre dei tumulti popolari, noti come “ la rivolta di Piano Scarano” .

Questi tumulti popolari coinvolsero anche circa cinquecento “armati ortani”,  nota Cardini, un numero molto consistente per la popolazione urbana di Orte in quel periodo.

Questi ed altri interessanti particolari emergono dalla ricerca e dalla analisi dell’autore del testo, interessante e coinvolgente anche per i “non addetti ai lavori”.

Ricordiamo che Abbondio Zuppante è uno dei fondatori dell’Ente Ottava Medievale e che dopo aver esercitato a lungo l’attività bancaria, si e’ dedicato alla promozione di diverse iniziative culturali. Ha  pubblicato articoli, monografie e curato pubblicazioni di ricerca storica.

Attualmente è incaricato per la sezione di Orte dell’Archivio Storico Diocesano di Civita Castellana, è direttore del Museo d’Arte Sacra di Orte e direttore della Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale di Orte.