Nostra intervista a Giancarlo Pastura sul libro “Carte, pietre e paesaggi di una comunità”

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nella  trasmissione Fatti e commenti di questa settimana , condotta da chi scrive e da Gaetano Alaimo sugli schermi di Teleorte, intervisteremo l’archeologo GIancarlo Pastura sul terzo volume della  Collana Quaderni del Museo Civico Archeologico di Orte: “Carte, pietre e paesaggi di una comunità. Scritti di archeologia e storia“ e sulle attività turistico culturali legate alla valorizzazione di Orte sotterranea.

GIancarlo Pastura è attualmente progettista archeologo presso le  Ferrovie dello stato, dove si occupa di procedure di archeologia preventiva.

Come riportato nel profilo curato dal Museo Civico archeologico di Orte, dirige  gli scavi archeologici in località San Valentino (Soriano nel Cimino) e Pietramara (Bassano in Teverina) ed è direttore scientifico del complesso Orte sotterranea, del museo civico archeologico dell’Agro cimino (Soriano nel Cimino) e delle catacombe di Sant’Eutizio, su incarico della Pontificia commissione di archeologia sacra. Ha partecipato ai progetti europei Research (remote sensing for archeology) e Stable, dove è stato responsabile delle indagini geofisiche e di telerilevamento terrestre.

Negli ultimi anni ha rivolto le sue attenzioni all’isola di Cipro, avviando un progetto per la realizzazione di un atlante delle murature medievali e studiando le trasformazioni cristiane delle principali città romane.

E’ stato responsabile scientifico del progetto internazionale italo-cinese “The Amelia project. Clay and bronze. Daily life and power in ancient Amelia between Umbrian ethnical identity and romanization” finanziato dall’autorità governativa cinese per il tramite della China Italy museum league (Beejiiin) culture, media co., Ltd.

Contribuisce a diverse collane editoriali, in qualità di direttore della rivista nei “Quaderni museo civico archeologico di Orte”, di segreteria di redazione nelle collane “Archeologia, città, territorio” e “Museo della città e del territorio” ed è membro del comitato scientifico della rivista scientifica Analysis archaeologica. An international journal of western Mediterranean archaeology.

Nell’Anno Accademico 2020\2021 è stato titolare dell’insegnamento di archeologia medievale per le classi di laurea Scienze dei beni culturali. e Laurea magistrale a ciclo unico in conservazione e restauro dei beni culturali e membro del comitato scientifico del sistema museale di ateneo dell’università degli studi della Tuscia, in qualità di responsabile scientifico delle collezioni del Museo della città e del territorio di Vetralla.

Ha al suo attivo oltre settanta pubblicazioni, divise tra monografie (4), curatele di volumi (5), curatele di atti di convegno (2) e articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali.

Orte  sotterranea un viaggio avvincente nella Città sotto la Citta’…un luogo che racconta la trasformazione della nostra città nel corso dei secoli! #Orte #Sotterranea, uno spettacolo nel cuore del centro storico, anzi nelle sue viscere, le cui le origini risalirebbero all’epoca #etrusca e romana.

Grazie al lavoro incessante della Associazione Culturale  che gestisce il sito archeologico, sono stati portati “alla luce” dedali di cunicoli che regalano un percorso meraviglioso ai visitatori, emozioni che le Guide turistiche raccontano agli ospiti.

Un ipogeo, attraverso un labirinto che conduce alla scoperta di questi luoghi magici e mistici.

Più recentemente nel corso della seconda guerra mondiale tale sito venne anche usato come rifugio antiaereo durante i bombardamenti.

Un museo sotto i nostri piedi che aspetta solo di essere visitato. Le visite vanno  prenotate sul sito ufficiale www.visitorte.com.  Orte Sotterranea #regionelazio #comuneorte #turismo.

Orte sotterranea scheda illustrativa .

Nel corso di lavori di consolidamento della rupe tufacea sulla quale sorge Orte realizzati nel corso del Novecento si è scoperta una fitta rete di cunicoli sotterranei, che attraversa grosso modo tutta la città. Si tratta per lo più di cunicoli scavati nella roccia e quindi a sezione ogivale o a tutto sesto, costituiti da un condotto principale dal quale si diramano molti condotti secondari.

Contestuali a questa rete e raggiungibili per mezzo di essa, sono tre cisterne ipogee, due di forma circolare e una di forma quadrata.

Il sistema, che fa tornare alla memoria la rete idrica dei ‘bottini’ senesi, ha il suo punto più interessante in una via sotterranea che si diparte dalla Fontana Grande e che, percorrendo il fronte meridionale della rupe e scendendo per una scala nascosta dalla vegetazione, conduce a uno splendido Ninfeo rinascimentale.