Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Nell’ambito delle attività culturali dell’UNI3, e dopo l’interesse e il successo dell’incontro” I ragazzi di via Panisperna”, che raccontava la scuola di Fisica Italiana dei primi del ‘900, con i Premi Nobel Fermi, Amaldi, Segrè e i fisici Maiorana, Pontecorvo e Rasetti, quest’anno si è proposto un ciclo di incontri intitolato “La Donna e la Scienza”. Lo scopo di queste “chiacchierate” – termine usato dalla prof.ssa Doretta Vivona, relatrice – e non conferenze, è quello di presentare figure femminili antiche e del secolo scorso, cioè poco conosciute, dedite alla scienza, mettendo in evidenza le loro difficoltà, ma anche e soprattutto i loro contributi.

Le donne considerate sono le seguenti: Ipazia, scienziata alessandrina, (circa 370 d.C.-415 d.C.); Marya Sklodvoska, meglio conosciuta come M.me Curie, fisico, (1867 Polonia-1934 Francia); Mileva Maric, fisico (1875 Serbia-1948 Svizzera), prima moglie di Albert Einstein.

Questi incontri sono iniziati nel mese di dicembre e proseguiranno, con cadenza mensile, nell’anno nuovo.

La prima figura femminile, come già detto, è stata Ipazia, per la quale, data la complessità delle vicende legate alla sua vita, e soprattutto, cercando le “vere” motivazioni che hanno condotto alla sua morte, sono stati necessari due incontri: 9 dicembre Ipazia. La prima scienziata: vita privata;

Lunedi 13 dicembre Ipazia. La prima scienziata: vita pubblica. Nella prima parte c’è stato un richiamo al contesto storico, politico e religioso del periodo in cui Ipazia è vissuta e che avrà grande influenza nella sua vita e nella sua morte. Inoltre si è parlato della sua grande cultura: Ipazia era matematica, filosofa, astronoma, musicologa, cioè conosceva la matematica (Euclide, Pitagora,…), la filosofia (Platone, Aristotele, Democrito…), l’astronomia e la musica, quindi tutte le discipline che si erano sviluppate e che si stavano sviluppando nei tempi in cui lei viveva (per esempio il neo-platonismo con Plotino).

Fin dall’infanzia aveva compiuto studi con il padre Teone, matematico del tempo e sovrintendente della “famosissima” Biblioteca Alessandrina, poi aveva continuato la sua formazione con la copiatura, arricchita dei suoi commenti, dei rotoli di papiri che contenevano le teorie da lei studiate; inoltre aveva completato i suoi studi  nella Scuola di Atene dove si era recata (cosa non facile a quei tempi data la distanza tra le due città, e la condizione di essere donna). E’ stato messo in risalto il suo interesse per l’astronomia: la teoria geocentrica era molto conosciuta, (sappiamo durerà circa fino al 1500), ma la scienziata aveva commentato la teoria eliocentrica di Apollonio di Perga (262 a.C-190 a.C.). Nelle due teorie i pianeti descrivono orbite circolari; Ipazia comprese, invece, che tali orbite sono ellissi, anticipando, così, la I legge di Keplero (1561-1630). In questo contesto si giustifica il titolo dell’incontro, “scienziata”,  e “prima” intesa in ordine cronologico.

Nella seconda parte, si inizia con la vita pubblica. Durante il racconto della sua vita, non mancano spunti di riflessione: l’importanza della libertà di pensiero e della diffusione della cultura; il sapere cioè non deve essere patrimonio solo di un’élite culturale, ma deve essere a disposizione di tutti. Altri spunti di riflessione a cui ci conduce questa figura sono il rapporto Stato-Chiesa, l’intransigenza religiosa, il ripudio della cultura e della scienza, per citare solo i più importanti. Saranno queste le cause della sua morte oppure saranno l’invidia e la gelosia di un uomo? Verranno proposti varie giustificazioni della sua morte atroce, lasciando agli uditori la libertà di scelta!

Poi seguirà, in gennaio, la proiezione del film: “Agorà” del regista Alejandro Amenàbar (2009), che racconta la vita della scienziata, in modo scientificamente attendibile, pur con qualche “abbellimento” necessario per lo sviluppo della storia.

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Il secondo incontro è incentrato sulle figure femminili della famiglia Curie, ed è diviso in due parti. La prima parte, intitolata: “Sei Nobel in famiglia: Marie Sklodvoska-Curie”, presenta la figura di Marie, considerando le difficoltà incontrate durante il trasferimento dalla Polonia in Francia, i suoi studi, l’importanza dell’incontro con il fisico Pierre Curie. Tale sodalizio d’amore e di studio, porterà alla scoperta della Radioattività Naturale, e di due elementi il radio e il polonio e quindi ai Premi Nobel. La seconda parte: “Sei Nobel in famiglia: Irene Curie-Juniot e Eve Curie-Labouisse tratta le figure delle figlie, Irene con il marito Fedric Juniot e di Eve con il marito Henry Richarson Labouisse. I primi  personaggi hanno scoperto la Radioattività  Artificiale e hanno ottenuto il Premio Nobel, i secondi si sono impegnati nel sociale e nell’UNICEF, ottenendo anch’essi l’ambito riconoscimento.

Il terzo incontro è intitolato: “Mileva Maric e Albert Einstein: una grande storia di studio e di amore”.  Dato che la figura di Mileva è quasi sconosciuta, si è voluto presentare la sua vita e i suoi studi: prima ragazza ad essere ammessa al Politecnico di Zurigo a studiare fisica, lì avverrà l’incontro con il giovane Albert: le loro discussioni su argomenti prettamente scientifici li hanno uniti e hanno maturato le idee che poi porteranno alla Teoria della Relatività Ristretta e al Premio Nobel conferito solamente ad Einstein. Il rapporto di studio è maturato ed ha portato poi al loro matrimonio. Qual è stato il contributo di Mileva a questa Teoria? Si cercherà di rispondere a questa domanda attraverso le fonti conosciute.