Commercio, centri commerciali possibili focolai senza misure di sicurezza

Usb Viterbo scrive al Sindaco e alla Asl per discutere in un tavolo condiviso le condizioni minime perché gli acquisti di Natale siano sicuri e non si trasformino in un focolaio

Il Sindacato si è rivolto direttamente alle Istituzioni che sul territorio sono preposte a garantire la salute e sicurezza, scrivendo a Sindaco e Asl.

“Abbiamo inviato un urgente richiesta di incontro per esaminare le attuali mancanze in negozi e centri commerciali per ridurre il rischio di contagio da Covid 19. Sindaco e Asl, come responsabili della Salute Pubblica sono i primi a dover legiferare in proposito se le aziende non mettono in atto tutte le misure previste per la tutela di lavoratori e clienti” dichiara Luca Paolocci, responsabile Usb.

In questo momento di forte rialzo dei contagi, nessun controllo viene effettuato nel mondo del Commercio, uno dei pochi settori in cui è possibile accedere, come consumatori, senza Green Pass né normale né super.

“Il traffico che, ogni giorno, dalla tarda mattinata fino a sera, blocca tutta la città poi si riversa per tre quarti nei centri commerciali e negozi ammassati nella zona della Cassia nord -continua Paolocci- Complice il freddo e l’avvicinarsi del Natale, riceviamo denunce e segnalazioni di locali strapieni, senza alcun controllo né sul corretto uso della mascherine né sul numero massimo di persone che possono entrare. Il flusso dei clienti deve essere limitato in modo da evitare assembramenti all’interno nei vari reparti e nella barriere casse.”

Usb, nell’ambito della campagna nazionale portata avanti su salute e sicurezza, chiede l’introduzione dell’obbligo per le aziende di fornitura delle mascherine Ffp2 a tutti i lavoratori

“Le aziende devono fornire mascherine Ffp2 a tutti i dipendenti che vivono il centro commerciale, al di là del contratto di assunzione, che sia tramite cooperativa o direttamente dal Marchio e al di là della mansione svolta, i promoter si ammalano come un capo negozio dichiara Usb- Ricordiamo che, con Legge 133 del 24 settembre 2021, lo Stato ha imposto le mascherine Ffp2 per tutti i lavoratori a contatto con il pubblico, proprio perché non vi è nessuna garanzia né sicurezza che i consumatori le indossino in modo corretto.”

Usb aggiunge come non debbano essere i lavoratori a dover controllare i clienti, né tantomeno sanificare le superfici, mansioni aggiuntive rispetto a quelle contrattuali, per cui non vengono retribuiti né formati. Anzi, il sindacato pretende pause aggiuntive retribuite vista la difficoltà di operare con la mascherina per tutto il turno e i carichi aggiuntivi a cui sono sottoposti.

“Senza una risposta in breve tempo – conclude Paolocci- il mondo del Commercio passerà dallo stato di agitazione alla proclamazione di sciopero, bloccando completamente gli acquisti natalizi. Se i profitti accumulati non vengono redistribuiti ai lavoratori che li hanno permessi, in termini di riduzione di orario a parità di salario e rispetto della sicurezza fermeremo le vendite.

Usb Commercio

Elisa Bianchini