NewTuscia – VITERBO – Serata conviviale destinata al recente ricordo delle notti magiche vissute durante le ultime olimpiadi di Tokio, ma non solo.

         Ospiti dello storico Panathlon Club di Viterbo fondato 55 anni fa da un gruppo di sportivi viterbesi, oggi presieduto dal dr. Angelo Landi sono stati il dr.Roberto Fabbricini già segretario generale del CONI, il campione olimpionico di scherma  Michele Maffei, questi presentati dal v.presidente del Club Alessandro Pica e l’altrettanto campione paralimpico Andrea Pellegrini, invitato dal responsabile per le disabilità il socio Carlo Aronne.

Michele Maffei ha raccontato la sua avventura olimpica nelle tre edizioni cui partecipò: Città del Messico, Monaco e Los Angeles in particolare soffermandosi sul clima che si respirava nei villaggi olimpici in quei tempi, anche durante i tragici eventi di Monaco 1972. Maffei, rappresentante massimo della scuola di scherma italiana, ha sottolineato che l’importanza mediatica dei risultati da podio, non celebra quelli delle cd. ”Medaglie di legno” (il quarto arrivato) che comunque spetta ad un atleta altrettanto valido, ma solo sfortunato. Il Dr. Fabbricini, ha sottolineato che dietro le medaglie vinte ci sono coloro che le medaglie le fanno vincere, cioè i dirigenti delle società sportive che oggi sono in difficoltà perché non in grado di assicurare ai loro atleti le facilitazioni che possono avere quelli che fanno parte dei gruppi sportivi militari. Ha concluso dicendo che una regola vada introdotta proprio per evitare concorrenza tra chi può svolgere allenamenti in ambito militare e chi ne sia fuori.

         La presenza di Andrea Pellegrini, atleta paralimpico nella scherma (in tutte le specialità) vincitore di medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Atene 2004. Ma non solo.     E’ anche pallacestista paralimpico superpremiato. Ha dimostrato con i fatti che nella vita non ci si deve arrendere mai. Egli, rimasto vittima di un incidente che gli ha fatto perdere una gamba, avrebbe potuto arrendersi, ma la voglia di continuare la pratica di sport agonistico ai massimi livelli non l’ha mai abbandonata e che tutt’ora prosegue anche dopo i suoi 50 anni di età.

         Per aver partecipato a cinque paralimpiadi ed aver vinto 9 medaglie, non è un caso che sia stato insignito dal C.O.N.I.  Collare d’oro al merito sportivo e di lingotto d’oro al valore paralimpico nonchè nominato Commendatore della Repubblica Italiana.