Irruzione a Belcolle con un coltello, fermato e ricoverato lo zio di Matias

Ospedale Belcolle

NewTuscia – VITERBO – Non sarebbe durata più di un quarto d’ora in tutto, l’agitazione scatenatasi tra personale ospedaliero e pazienti all’arrivo di Ubaldo Marcelli con un coltello.

In quello che sembrerebbe un forte stato di shock, lo zio del piccolo Matias, i cui funerali si erano svolti da appena un giorno, sarebbe entrato come una furia a Belcolle con l’intento di vedere Mirko Tomkow, padre del bambino e indagato per la sua morte, attualmente ricoverato nella struttura viterbese dove è piantonato dalle forze dell’ordine.

Intorno alle 11 di ieri mattina, l’uomo secondo le prime ricostruzioni, inchiodato la macchina e sfrecciato verso il pronto soccorso per cercare il cognato forse con l’intento di farsi giustizia da solo, con un comportamento la cui frettolosità era accompagnata alla mancanza di mascherina e presentazione, avrebbe messo sull’avviso l’operatore addetto all’accoglienza e la guardia giurata all’ingresso. Seguendolo, dopo aver cercato inutilmente di fermarlo, mentre si aggirava tra i corridoi pieni di medici e pazienti, lo avrebbero visto sfoderare dalla giacca un grosso coltello da cucina.

Tra il fuggi fuggi generale di chi si barricava nelle stanze, l’operatore e la guardia sarebbero riusciti ad avvertire il 112 e condurre l’uomo verso l’uscita sennonché, all’arrivo delle pattuglie dei carabinieri che lo hanno disarmato e bloccato, avrebbe avuto un malore e sarebbe stato riportato dentro, stavolta per essere ricoverato e dare modo di eseguire gli accertamenti medici.

Ubaldo Marcelli, che nel corso di quel quarto d’ora avrebbe gridato: “ditemi dov’è il maledetto, voglio ammazzare quel maledetto”, aveva dato il giorno prima l’addio al nipotino, baciando più volte la piccola bara. Attualmente è indagato a piede libero dai carabinieri.