La nostra trasmissione su Tele Lazio Nord al Festival Internazionale del Cinema di Roma

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Nella puntata di domani giovedì 18 novembre della trasmissione “Luce nuova sui fatti”  tratteremo, tra gli altri argomenti, del Festival del Cinema di Roma.

Con i  qualificati interventi dei colleghi e degli ospiti,  personalmente mi occuperò, dialogando con con Gaetano Alaimo e Arianna Cigni  di Gigi Proietti, di Ettore Scola, di Giorgio Capitàni, con la sua regia del Maresciallo Rocca e del pioniere del cinema Filoteo Alberini,  quattro protagonisti dell’Arte Cinematografica che hanno caratterizzato la storia del cinema, in stretta correlazione alla Tuscia.

Ettore Scola con Stefania Sandrelli  (Foto huffingtonpost)

Un maestro del cinema a cui ho fatto riferimento e’  Ettore Scola, da me intervistato in una delle prime edizioni del Concorso Internazionale del Cortometraggio si Orte, intitolato a Filoteo Alberini.

In particolare va ricordato uno straordinario documento come le interviste del celeberrimo film diretto nel 1980 da Ettore Scola   “La Terrazza”: nelle pause della conferenza stampa di presentazione Ernesto Zuppante, del Gruppo di  Cineamatori, ha  registrato  con raro ed inaspettato  acume giornalistico alcune interviste, dei veri e propri “cammei”, dei  ritratti inediti  dei grandi interpreti degli anni  d’oro del cinema italiano come  Vittorio Gasmann, una giovanissima  Stefania Sandrelli,  Ugo Tognazzi e Marcello Matroianni.

Marcello Mastroianni nella sua intervista ha ricordato con grande sensibilità  un suo amico di scuola  vicino di banco,  un certo Lorenzetti che ogni mattina si recava in treno da Orte a Roma per frequentare le scuole superiori.

I cineamatori ortani hanno mantenuto un proficuo contatto culturale ed umano con  il grande regista  Ettore Scola, con la loro produzione filmica che ha partecipato a oltre quaranta rassegne cinematografiche in tutta Italia.  Il messaggio che il regista e scrittore Pierpaolo Pasolini lasciò nella trasmissione di RAI 2  “ Io e”  “La Forma della Città” nel 1974 è di una straordinaria attualità  per l’autorevolezza e la lucida lungimiranza delle argomentazioni che l’intellettuale lanciò attraverso la macchina da presa puntata su Orte, la sua rupe deturpata dalle nuove costruzioni e dalla  “lirica” difesa della stradina “senza nome” di Porta San Cesareo, espressione della “cultura popolare” che nei secoli ha contribuito a dar vita all’immenso patrimonio del nostro Bel Paese.

Ricordero’ Gigi Proietti, poliedrico “mattatore” che per Viterbo e la Tuscia sarà sempre il maresciallo  Rocca

Stefano Stefanini

Non poteva mancare nella nostra trasmissione Luce nuova sui fatti dedicata al Cinema un riferimento a Gigi Proietti.

Per Viterbo e la Tuscia Gigi Proietti sarà per sempre il maresciallo Rocca, affiancato da Stefania Sandrelli e Veronica Pivetti, nella fortunata serie televisiva che raccolse sino a 16 milioni di telespettatori, diretta dal regista Giorgio Capitàni, che ha particolarmente amato la città di Viterbo e la Tuscia con la moglie Simona Tartaglia.

Filoteo Alberini, ortano, pioniere della cinematografia, inventore del kinetografo e fondatore dell’industria cinematografica italiana, la Cines nel 1905, con la regia del primo film storico “La presa di Roma” e la promotore delle sale cinematografiche romane,  in particolare con  il “ Moderno” in Piazza dell’ Esedra, oggi della Repubblica a Roma.

Non poteva mancare un doveroso omaggio a Pier Paolo Pasolini, per il suo a impegno a favore della tutela dell’ambiente urbano, del paesaggio e della cultura popolare.

L’itinerario percorso nel 1974 dal regista con la telecamera  per la  registrazione del cortometraggio “La forma della Città” contro,la speculazione edilizia, in  difesa del paesaggio e della cultura popolare racchiusa nella stradina di ciottoli di fiume che collega Porta San Cesareo, suggestivo ingresso del Centro Storico di Orte, con la valle del Tevere.

I cittadini,  e gli  amministratori della cosa pubblica  dovrebbero sempre aver presente nelle loro scelte la testimonianza, le parole pronunciate  e le immagini lasciate da Pier Paolo Pasolini, come testimonianza di denuncia, di impegno e di salvaguardia del Patrimonio Culturale dell’Italia .

Nell’ambito della produzione teatrale del regista,  “I fanciulli e gli elfi”, pioneristico esercizio di teatro sperimentale che Pier Paolo Pasolini compose nel 1944, per i suoi giovani allievi di Versuta, è diventato uno spettacolo teatrale grazie a una produzione della Compagnia Roccaltia Musica Teatro di Chia, l’abitato nel comune di Soriano nel Cimino ove Pasolini si era costruito un ritiro presso il castello medievale e la Torre di avvistamento  immersa  nella rigogliosa natura e nel paesaggio “forte e soave”, ove il regista aveva ambientato il battesimo di Gesù del suo film “Vangelo secondo Matteo”.

Siamo convinti che la riapertura delle sale cinematografiche e dei teatri,  con le precauzioni opportune anti Covid,  saprà conferire alle nostre vite nuovo entusiasmo e vitalità culturale, per cui hanno lavorato e lavorano con impegno e qualità tutti gli operatori dello spettacolo.