Le Confraternite ricordano Sant’Egidio nella ricorrenza dei 1300 anni della morte

di Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – Si svolge domani domenica 14 novembre la Giornata del Confratello per ribadire l’ impegno di nove secoli per l’assistenza, l’arte e la cultura religiosa della Città.

La storia secolare di Orte, come di tante comunità locali, è stata caratterizzata dalla presenza sul territorio di numerose confraternite esistenti sin dai tempi del medioevo. A partire dal 2009 si è instaurata la tradizione di dedicare la terza domenica di novembre ad una significativa Giornata di fraternità per ricordare gli 850 anni della Confraternita di Santa Croce, accertata come la più antica d’Italia.  Il primo documento che attesta l’esistenza  della Confraternita di Santa Croce è una bolla di papa Adriano IV risalente al 17 febbraio 1159, che conferma la pertinenza dell’ospedale di San Leonardo alla cattedrale di Orte.  La stessa struttura ospedaliera fu fondata dalla confraternita ortana.

Il rettore delle Confraternite Riunite, Roberto Rondelli ed il parroco e assistente spirituale don Maurizio  Medici, i priori ed i confratelli tutti  invitano  le comunità religiosa e civile  alla “ XII Giornata del Confratello” che si terrà  domenica 14 novembre,  con in programma: la visita alla Chiesa del Cimitero alle ore 9,30 per ricordare e pregare per i confratelli scomparsi, poi  l’assemblea dei Confratelli alle ore 10,30 presso la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta a cui seguirà alle 11,30 la Celebrazione Eucaristica, con la benedizione della tunica confraternale.  Celebrazione a cui  i Confratelli parteciperanno indossando la tunica di appartenenza alle rispettive Confraternite.    Seguirà un  momento di convivialità con il Pranzo della Fratellanza.

Le iniziative “Sant’Egidio tra fede, storia e folklore” in occasione  dei 1300 anni dalla morte del Santo, che si stanno svolgendo dall’11 al 14 novembre , costituiscono degli appuntamenti spirituali e  culturali privilegiati  voluti dal rettore Roberto Rondelli e dall’assistente spirituale, don Maurizio Medici, in collaborazione con il Comune di Orte e la Regione Lazio, offerti a tutta la  comunità cristiana e civile di Orte, ed in particolare  ai confratelli ed alle consorelle delle Confraternite.

Il  culto di Sant’Egidio risale al 1324 con i  primi documenti e nel 1501 fu invocato patrono della riconciliazione tra le fazioni cittadine.

Il polittico, ovvero le tavole che rappresentano alcuni episodi della vita di S. Egidio, conservato attualmente nel Museo Diocesano, rappresenta la più antica testimonianza del culto che la comunità ortana ha riservato al monaco ateniese.

Questa esclusiva opera d’arte apparteneva all’altare precedentemente dedicato nella chiesa di Santa Croce e serviva come sportello della cripta che custodiva la statua.

Il culto di S. Egidio risale almeno al 1324, anno in cui il principe Giovanni d’Angiò, fratello di Roberto Re di Napoli, si rifugiò ad Orte per sfuggire ai ghibellini “Colonnesi”. Allo stesso principe Giovanni si fa risalire la dedicazione dell’altare a S. Egidio. Altre fonti storiche attribuiscono la devozione al Santo al transito per Orte delle truppe francesi di Carlo d’Angiò.

Gli statuti comunali citano S. Egidio a partire dal XVI secolo. Documenti ufficiali attestano che la festa fu solennizzata da papa Bonifacio IX nel 1396, che concesse per la festività ortana le stesse indulgenze della Porziuncola di Assisi.

Dal Libro delle Riformanze del 1449-1457, atti ufficiali del comune medievale studiati da mons. Delfo Gioacchini, si deduce  che dal 1501 Sant’Egidio fu invocato quale patrono  della Città di Orte, a conclusione di un periodo oscuro di violenze e devastazioni con i comuni vicini rivali, Amelia, Viterbo, Vitorchiano e Vignanello, anche in coincidenza con l’Anno Santo del 1500, occasione di purificazione e pacificazione, fortemente voluta dalla comunità cittadina ortana .

Fino al 1952 la statua lignea del Santo, opera dello scultore Veramici, fu custodita nella chiesa di Santa Croce. In quell’anno il Vescovo Roberto Massimiliani dispose il suo trasferimento nell’attuale collocazione nella Basilica Cattedrale.

Le Confraternite rappresentano nella storia della Chiesa e delle comunità locali   l’aggregazione multiforme di uomini e donne che, a partire dall’epoca medievale  e attraverso i secoli, “ ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, a coloro che avessero necessità di vicinanza materiale e morale, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”, tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

Oggi le confraternite hanno orientato la loro attività in altri campi inerenti sempre il loro fine socio-religioso che è rivolto ad opere di solidarietà e di carità per le persone più bisognose materialmente e moralmente ed alla cura del restauro di chiese e edifici legati nei secoli alla vita delle Confraternite stesse Le Confraternite di Orte – a cui aderiscono oltre 500 iscritti, tra cui tantissimi giovani – curano l’organizzano della Processione del Cristo Morto a Orte, anch’essa considerata come la più antica nel suo genere,  che si svolge immutata ogni Venerdì Santo dagli inizi del 1200. Recentemente la Processione del Cristo Morto e’ stata inserita nell’Albo Regionale del Lazio delle Rievocazioni Storiche.   Altro recente impegno dei Confratelli è stato quello del restauro della chiesa di Santa Maria di Loreto presso l’Ospedale.

Esclusivo e  è il Museo delle Confraternite in Santa Croce per il patrimonio artistico e votivo custodito nella struttura attigua alla Chiesa di Sant’Agostino, che costituisce il Museo Diffuso delle Confraternite nella con la chiesa di San Francesco e prossimamente quella di san Biagio,  un segmento prestigioso del Circuito museale di Orte, insieme al Museo Civico ed al Museo di Arte Sacra.