Nostro Speciale sull’Anniversario della Vittoria del 4 novembre

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La trasmissione Fatti e Commenti visibile su www.teleorte.it e www.newtuscia.it è dedicata da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo all’approfondimento dei significati storici e umani della ricorrenza del  4 novembre, Festa dell’Unita d’Italia e delle Forze Armate, quest’anno centenaria della traslazione del Milite Ignoto, scelto da una madre di un soldato disperso nel corso della guerra tra tanti “soldati caduti ignoti” da Aquileia al Sacello

dell’Altare della Patria il 4  novembre  1921, dopo un viaggio ferroviario che tocco’ tante  città e paesi , tra cui anche la stazione ferroviaria di Orte.

Avremo  ospite in studio il prof. Enrico Fuselli, con il quale approfondiremo i contenuti dei suoi due testi sul ruolo del Corpo della Guardia di Finanza nella Prima Guerra Mondiale.

 “Al soldo del nemico. L’enigma delle spie durante la Grande Guerra nei documenti inediti della Guardia di Finanza”.

Uno degli aspetti che caratterizzarono il periodo d’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, fu l’atmosfera di allarmismo e sospetto nei confronti di tante figure enigmatiche che venivano considerate spie potenziali. La fama di efficienza dell’apparto di “intelligence” tedesco alimentò la necessità di controllo da parte delle nostre autorità nei confronti anche di tanti personaggi insospettabili: avvocati e professionisti, oltre a figure rimaste memorabili come la bella “Annetta del Casotto”. L’autore, in un’analisi che si sposta dal Vaticano al lago Maggiore, ricostruisce inoltre alcuni episodi di condanne a morte seguite a processi sommari davanti alla corte marziale.

Riservata speciale 1914-1915. Notizie d’oltre frontiera, polizia militare e contrabbando di guerra. La regia guardia di finanza e il confine italo-austriaco.”

Nel periodo della neutralità italiana, la Regia Guardia di Finanza si occupò di acquisire informazioni su ciò che accadeva (e si pensava) al di là del confine con l’Impero austro-ungarico. Nei rapporti informativi inviati dai reparti di confine emerge un panorama popolato da soldati asburgici che si preparavano al conflitto, spie (anche in gonnella) a caccia di notizie e indigeni preoccupati per i venti di guerra sempre più forti, confermati dai lavori per la predisposizione di fortificazioni e dall’arrivo di armi e munizioni. I finanzieri italiani operarono anche per scongiurare la vendita illegale di merci al nemico, attuata da contrabbandieri senza scrupoli, allettati dalla possibilità di grandi guadagni.

Giovedì 4 novembre nei nostri Comuni, davanti ai Monumenti e nelle nostre Chiese verranno ricordati in forma ridotta a causa delle misure di distanziamento sociale i Caduti, i combattenti e reduci della Prima Guerra Mondiale.

Di fronte all’emergenza Coronavirus non ancora del tutto superata  siamo chiamati a combattere una nuova battaglia contro un virus che semina dolore e lutti in tutto il mondo, con la drammaticità di una “guerra anomala”,  che si combatte sul filo della prevenzione, e si fonda  sul  grande valore professionale, umano e sociale del personale medico, paramedico e del volontariato presente in ogni nostro comune.

Anche nei  momenti impegnativi della lotta al Coronavirus tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che le radici del presente si basano sul  sacrificio di tanti giovani soldati di allora che inconsapevoli dei pericoli e degli immani sacrifici a cui sono andati incontro hanno accettato di sacrificarsi per un ideale di Unità, di Solidarieta e di sviluppo economico sociale che attraverso i decenni ci ha portato a beneficiare di sempre migliori condizioni di vita e in particolare godendo dei  Valori fondamentali  delle Libertà Democratiche.

Per queste ragioni nelle festività nazionali come quella del 4 novembre dobbiamo  rivalutare le pagine più eroiche, e più drammatiche,  della storia d’Italia, senza sterili contrapposizioni.

Il,prossimo  4 novembre proponiamo di ricordare ad Orte la figura di Salvatore Federici, “memoria storica”, classe 1925, per decenni presidente dell’Associanzione Combattenti e Reduci di Orte  e scomparso da qualche anno.

Dopo l’8 settembre 1943 era stato arrestato dai nazifascisti e deportato nei campi di prigionia in Germania, da dove tornò solo due anni dopo.

Iscritto  alla Sezione Associazione Nazionale Partigiani d’Italia fin dall’inizio, ha più volte partecipato, nelle scuole e altrove, a iniziative dell’Associazione, Istituzionali e di altro tipo in tutta la provincia di Viterbo.

Ricordiamo che Salvatore Federici e’ stato per anni presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Orte e successivamente di Viterbo, a cui ha dedicato tutto il suo entusiasmo per la diffusione e salvaguardia dei valori della democrazia e la testimonianza commossa degli orrori dei Campi di prigionia nei confronti dei giovani delle scuole di ogni ordine e grado della nostra provincia.

Lo ricordiamo sempre presente con la sua divisa e il berretto di Marinaio, con quale aveva servito giovanissimo la Patria ed era andato incontro alla dolorosissima esperienza  dei  campi di prigionia, ad ogni Celebrazione  pubblica per le ricorrenze della Repubblica: il 4 Novembre, il 25 aprile, il 2 Giugno, il 29 agosto in ricordo del Bombardamento che distrusse nel 1943 l’abitato  e la stazione ferroviaria di Orte, sempre orgoglioso di condurre la Bandiera Italiana dell’Associazione dei Combattenti e Reduci.

Personalmente, per  onorare il ricordo e la testimonianza di storia vissuta di  Salvatore Federici e la sua incrollabile fiducia nei giovani e nella democrazia, vorrei citare l’introduzione scritta che ottenni  da lui per arricchire il testo che insieme a Bruno Salvatori dedicammo nel 2018  “In ricordo dei nostri giovani Eroi” ai giovani soldati della Prima Guerra Mondiale, in occasione della celebrazione del Centenario della conclusione del Conflitto.

In quella occasione scrisse che “le Istituzioni, in particolare la Presidenza della Repubblica, le Forze Armate e di Polizia, i Comuni e le Istituzioni Scolastiche  stanno lavorano per riscoprire e diffondere nei cittadini ed in particolare tra i più giovani, inValori più profondi della nostra Storia”.

E Salvatore Federici e’ stato il più efficace testimone dei Valori della Costituzione Repubblicana, nata dal sacrificio di tanti uomini e donne che hanno saputo affrontare con coraggio le avversità e i drammi della guerra, per dare un futuro di benessere e democrazia alle generazioni future.

Don Pacifico Arcangeli, cappellano militare e Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto sul Monte Grappa nel 1917.

Il prossimo  4 novembre 2020 non va, altresì,  dimenticata l’eroica figura del capitano  cappellano don Pacifico Arcangeli, uno dei tre  cappellani militari italiani insigniti della Medaglia d’Oro al V.M. nella Prima Guerra Mondiale, insegnante presso il Seminario di Orte,  un intellettuale immolato per i suoi soldati sul Monte Grappa.

E vanno ricordate le figure di Padre Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo , anch’egli combattente e promotore di un’azione eroica di soccorso ai commilitoni sul complesso dolomitico delle Tofane e quella del Cavaliere di Vittorio Veneto Torquato Maggi, testimone dei sacrifici dei giovani

Soldati con i suoi racconti dei giorni di guerra  ai ragazzi delle scuole locali.

Ricordiamo, infine, il testo che insieme a  Bruno Salvatori, chi scrive ha dedicato a Don Pacifico Arcangeli  un ampio capitolo del libro “1915-1918 1^ Guerra Mondiale. In ricordo dei nostri giovani Eroi” SED Editore Viterbo, presentato presso la sede Comunale nel novembre del 2018 per il centenario della conclusione della Grande Guerra.

Il 4 novembre 2018, celebrando  i cento anni  della Vittoria della prima Guerra Mondiale, abbiamo ricordato e trascritto nel nostro libro  quei caduti –  i cui nomi sono quasi sbiaditi nelle lapidi celebrative e che i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte hanno restaurato  – sottraendoli dall’oblìo del tempo.   In particolare ci siamo soffermati con l’amico Bruno Salvatori sulle figure di giovani soldati ortani, oltre al capitano cappellano don pacifico Arcangeli, il cappellano  Padre Geremia Subiaco,  il capitano Sirto Sacchetti, il capitano Ferruccio Cianchi, il Cavaliere di Vittorio Veneto Torquato Maggi, con una testimonianza diretta delle sofferenze subite e della grande gioia per la Vittoria finale.

Uniti si vincerà anche la sfida presente di ripresa socio economica, con precauzione, attenzione e rispetto delle regole per se stessi e per gli altri!