Civita di Bagnoregio candidata a Patrimonio mondiale dell’Unesco

L’unicità del suo paesaggio e delle sue peculiarità costituiscono prototipo e motore della promozione turistica della Tuscia

 Stefano Stefanini

NewTuscia – BAGNOREGIO – Nella trasmissione di Luce nuova sui fatti, dedicata ieri  su Tele Lazio Nord a Civita di Bagnoregio – a cui ho portato la mia positiva riflessione sul successo del « modello Civita » –  è  stato confermato ancora una volta  il « genius loci » le caratteristiche peculiari di un luogo unico nel suo genere, incastonato tra i calanchi della Tuscia viterbese, di cui costituisce il prototipo ed il motore di una concreta strategia di promozione turistica di caratura internazionale.

Intervistati in studio da Gaetano Alaimo e da Arianna Cigni , il sindaco di Bagnoregio Luca Profili, l’amministratore unico di Casa Civita Srl Francesco Bigiotti e il geologo del Museo geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio, Luca Costantini hanno approfondito motivazioni e strategie  della candidatura dello  splendido borgo nella Tuscia laziale sarà quindi il candidato al  Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2022.

Il sindaco Luca Profili e l’amministratore unico di Casa Civita, Francesco Bigiotti hanno posto in risalto  che la candidatura del  “Paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio” nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, è frutto di un grande lavoro di squadra degli attori del territorio, il comune in primo luogo e attori pubblici e privati.

Sono fermamente convinto che il  « modello Civita » può portare sviluppo al comprensorio e alla Tuscia nella sua interezza e diversità delle tipicità ancora inespresse, attraverso un concreto coordinamento tra turismo tradizionale, convegnistico culturale, di studio, religioso, (San Bonaventura), con le  tipicità di prodotto enogastronomico, storico monumentale, artigianale e ambientale.

Una  realtà, quella di Civita di Bagnoregio, che non ha  risentito della crisi. È stato riferito come negli ultimi mesi, da quando le misure anticovid sono state in parte allentate, si è assistito addirittura ad un aumento del 35% nello stesso periodo del 2020. Un lavoro continuo di promozione del borgo tra i calanchi, iniziato dalla prima amministrazione del sindaco Bigiotti e mai fermatosi. L’accelerazione della promozione di Civita di Bagnoregio è scattata dal 2015 con i contatti con la Regione Lazio.

Un percorso comune concretizzatosi in aiuti concreti per la salvaguardia del sito di Civita ed iniziative come l’Appello per salvare Civita di Bagnoregio, cui hanno aderito le massime autorità e personalità italiane di ogni ambito. La strategia di promozione del Borgo ha portato alla nascita di una società partecipata, Casa Civita Srl,  impegnata  nello  sviluppo turistico del Comune di Bagnoregio, ovviamente in primis di Civita.

Ricordiamo che il 21 gennaio di quest’anno il Consiglio esecutivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha deliberato  la prossima candidatura per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale: si tratta del “Paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio”.

Il progetto – ricorda una nota del Mibact – è stato promosso dalla Regione Lazio e dal Comune di Civita di Bagnoregio; hanno collaborato il ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, attraverso il coordinamento dell’Ufficio Unesco del Segretariato Generale e grazie ai contributi della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Ha partecipato attivamente il Comune di Bagnoregio.

«La candidatura di Civita di Bagnoregio – ha commentato il ministro della cultura, Dario Franceschini – è il giusto riconoscimento della sinergia tra i diversi attori del territorio, tra pubblico e privato, per il conseguimento del primo, importante passo verso l’iscrizione di questo sito straordinario nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Ora è importante che il lavoro condiviso fin qui prosegua fino al raggiungimento del risultato, che premia un paesaggio culturale di enorme valore e bellezza».

Dobbiamo riconoscere il successo tipuristico culturale di  un piccolo Borgo,  arroccato su una rupe friabile che iniziò a sprofondare alla fine del XVII secolo e subì un tracollo inesorabile già a partire da un terremoto nel 1695. Per raggiungerla, si percorre un alto viadotto pedonale, lungo 300 metri, che congiunge Bagnoregio alla porta S. Maria o del Cassero, l’imponente accesso al borgo. E di qui si percorrono stradine, slarghi, piazzette, ammirando palazzi spesso decadenti e cercando scorci sui calanchi.

Riuscirà il Borgo di Civita a convincere gli esperti Unesco? E, in caso positivo, a trovare nella nomina nuova linfa per tutelare il “paesaggio culturale”? Lo scopriremo nel 2022, quando la candidatura verrà analizzata.

La candidatura dello splendido borgo nel cuore della Tuscia laziale sarà sottoposta, attraverso la Rappresentanza italiana,  presso l’Unesco il  cui  esito sarà riportato nei lavori del Comitato nel 2022.