In corso a Taranto la 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani: Ambiente, Lavoro, Futuro

di Stefano Stefanini

NewTuscia – TARANTO – Dieci stili di vita personali e comunitari suggeriti a Taranto nella Settimana Sociale dei Cattolici, a cui, tra gli oltre 900 delegati,  stanno  partecipando  i rappresentanti delle nostre diocesi.

Sono le singole scelte di consumo sostenibili, le decisioni orientate a un risparmio responsabile e le iniziative di cittadinanza attiva a favorire la diffusione di modelli capaci di coniugare sviluppo e ambiente.

Questa la sintesi che Luca Mazza conduce sul quotidiano dei Vescovi italiani Avvenire.Da questa consapevolezza nascono le proposte di stili di vita personali e comunitari lanciate dalla Settimana sociale dei cattolici di Taranto.

La sfida di legare lo sviluppo a una sostenibilità socio-ambientale, del resto, è un impegno che riguarda tutti, per cui il contributo di ogni cittadino diventa decisivo.

Vengono  lanciati dieci suggerimenti che vanno dalle iniziative formative ai comportamenti in campo energetico.

Il primo punto consiste nelleducare alla sostenibilità integrale la cittadinanza, attraverso programmi straordinari di aggiornamento delle conoscenze e delle sensibilità per fasce di età 35-45 anni con bassa scolarizzazione.

La seconda richiesta esplicita riguarda la spinta al consumo e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Come? Per esempio grazie alla creazione di comunità energetiche” (gruppi di famiglie o reti di imprese che diventano prosumer di energia realizzando i propri impianti di produzione da fonti rinnovabili) che rappresentano un’opportunità nuova ed importante per realizzare contemporaneamente diversi obiettivi positivi.

La terza “raccomandazione” è sintetizzabile nello slogan No plastic”, sostituendo la plastica monouso con prodotti creati da materiali riciclabili.

Sulla stessa linea c’è anche il quarto punto: valorizzare lagricoltura km 0 in unottica di lotta agli sprechi e agli scarti.

Il quinto invito è racchiuso nel titolo “Città fratelli tutti”: facendo riferimento all’enciclica di papa Francesco si chiede di operare affinché i centri urbani si prendano cura del prossimo.

Nella lista dei eco-comportamenti da adottare rientra anche lutilizzo di mezzi di trasporto a minore impatto sulle emissioni climalteranti (6), la cura dei territori adoperandosi per la pulizia degli spazi pubblici delle città (7); il contrasto alla speculazione e alla finanza che non genera ecologia integrale, privilegiando investimenti in fondi responsabili (8).

Gli ultimi due “stili di vita” consigliati sono comunitari e rappresentano un appello a fare squadra: lavorare assieme alle tante reti ed associazioni dei territori che simpegnano a valorizzare i beni comuni ambientali-sociali-culturali locali (9); attivarsi per azioni di advocacy e class action contro speculazione e inquinatori.

Papa Francesco ha così sintetizzato nel suo messaggio le finalità del Convegno nazionale di Taranto.

“Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore non può considerarsi progresso”. Talvolta prevalgono la paura e il silenzio, che finiscono per favorire l’agire dei lupi del malaffare e dell’interesse individuale. Non abbiamo paura di denunciare e contrastare l’illegalità, ma non abbiamo timore soprattutto di seminare il bene!

Un terzo cartello stradale è lobbligo di svolta. Lo invocano il grido dei poveri e quello della Terra.

«La speranza ci invita a riconoscere che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi». Il Vescovo Tonino Bello, profeta in terra di Puglia, amava ripetere: «Non possiamo limitarci a sperare. Dobbiamo organizzare la speranza!». Ci attende una profonda conversione che tocchi, prima ancora dell’ecologia ambientale, quella umana, l’ecologia del cuore. La svolta verrà solo se sapremo formare le coscienze a non cercare soluzioni facili a tutela di chi è già garantito, ma a proporre processi di cambiamento duraturi, a beneficio delle giovani generazioni.

Tale conversione, volta a unecologia sociale, può alimentare questo tempo che è stato definito di transizione ecologica”, dove le scelte da compiere non possono essere solo frutto di nuove scoperte tecnologiche, ma anche di rinnovati modelli sociali.

Il cambiamento d’epoca che stiamo attraversando esige un obbligo di svolta. Guardiamo, in questo senso, a tanti segni di speranza, a molte persone che desidero ringraziare perché, spesso nel nascondimento operoso, si stanno impegnando a promuovere un modello economico diverso, più equo e attento alle persone.Ecco, dunque, il pianeta che speriamo: quello dove la cultura del dialogo e della pace fecondino un giorno nuovo, dove il lavoro conferisca dignità alla persona e custodisca il creato, dove mondi culturalmente distanti convergano, animati dalla comune preoccupazione per il bene comune. Cari fratelli e sorelle, accompagno i vostri lavori con la preghiera e con l’incoraggiamento. Vi benedico, augurandovi di incarnare con passione e concretezza le proposte di questi giorni. Il Signore vi colmi di speranza!

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato agli organizzatori ed  ai partecipanti alla settimana sociale di Taranto un messaggio di augurio e di buon lavoro.

I temi e gli obiettivi al centro della riflessione della 49ª Settimana sociale dei cattolici italiani rappresentano un contributo importante alla ripartenza del Paese, alla progettazione di un nuovo modello sociale, dopo le sofferenze della pandemia.

Il confronto che si svolge a Taranto sarà tanto più ricco in quanto può avvalersi di esperienze concrete a livello di base, analisi condivise sugli squilibri attuali e sulle potenzialità presenti nella nostra comunità. Il contributo offerto sarà tanto più significativo ispirato come è al valore della solidarietà, profondamente inciso nel testo della nostra Carta costituzionale.

La pandemia è stata – ed è tuttora – una prova molto dura. Ha evidenziato i nostri limiti e le contraddizioni del modello di società che abbiamo costruito.

Al tempo stesso ha messo in luce il senso profondo di una comunità di destino come la nostra, restituendo valore alle cose che hanno valore. Legocentrismo è uscito sconfitto da una vicenda in cui la solidarietà si è affermata come chiave per affrontare e risolvere i problemi, per sostenere lo sviluppo pieno della personalità umana, a partire dalla difesa della vita.

Questo insegnamento ha uno straordinario valore per la rinascita che auspichiamo. Ci spinge a valutare in modo appropriato la portata negativa delle diseguaglianze, a comprendere quanto gravemente incida il degrado ambientale sul nostro presente e sul nostro futuro, a contrastare ogni tendenza all’esclusione perché dove le opportunità sono appannaggio di cerchie ristrette, è tutto il Paese a soffrire.

Il titolo scelto per la Settimana sociale mette in luce la connessione tra ambiente e lavoro, tra sostenibilità ecologica e sociale. Non è più accettabile immaginare una crescita legata alla distribuzione di beni, al consumo delle risorse naturali, allo sfruttamento di componenti della società umana.

Lo sviluppo deve comprendere un contrasto effettivo a ogni forma di povertà, una riconciliazione con l’ambiente, una innovazione orientata al benessere umano e al rafforzamento del capitale sociale. Occorre investire sulle persone.

La prospettiva di un umanesimo rinnovato che riguarda il pianeta intero – al centro del magistero di Papa Francesco – è parte essenziale di quei diritti di cittadinanza indispensabili per la vita stessa della democrazia.