Il professore viterbese Antonio Rizzotto è il nuovo presidente della Società italiana di Urologia

NewTuscia – VITERBO – Rinnovo tra continuità e cambiamento ai vertici della Società italiana di Urologia. Il nuovo presidente è Antonio Rizzotto (direttore del dipartimento di Urologia all’ASL di Viterbo – Ospedale Belcolle), candidato unico, che resterà in carica un anno. Segretario Generale è Giuseppe Carrieri, professore ordinario di urologia e direttore del dipartimento di urologia all’Università di Foggia, che resterà in carica 4 anni. Sono stati eletti anche i 4 componenti del comitato esecutivo (CE), in carica per 4 anni:
  • Il responsabile dell’ufficio scientifico sarà Vincenzo Ficarra (professore ordinario di Urologia all’Università di Messina e direttore del Dipartimento di Urologia all’Azienda Ospedaliero Universitaria ‘Gaetano Martino’ di Messina),
  • il responsabile dell’ufficio ricerca sarà Andrea Minervini (professore ordinario di Urologia all’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze),
  • il responsabile dell’ufficio educazione sarà Andrea Salonia (professore ordinario di Urologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano)
  • il responsabile dell’ufficio risorse e comunicazione sarà Vincenzo Mirone (professore ordinario e direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università Federico II di Napoli).
Ecco le loro prime parole a margine dell’elezione. “La pandemia ci ha lasciato una grande e importante lezione professionale – aggiunge il prof. Rizzotto –: la difficoltà a dialogare tra noi professionisti, tra strutture, tra ospedali, ambulatori e territorio. Oggi che la tecnologia ce lo consente, lo studio e lo sviluppo di sistemi di integrazione sarà quindi un punto chiave del mio mandato. Una integrazione dal punto di vista anche formativo, con una piattaforma di scambio continuo, e che dovrà coinvolgere la componente ospedaliera (universitaria, pubblica, privata convenzionata) e gli ambulatori sul territorio, in modo che la presa in carico del paziente sia vera, reale, misurabile e senza interruzioni. Un altro aspetto, di cui mi sono da sempre occupato in SIU, è quello degli aspetti medico legali in urologia. Conoscerli per lavorare più sereni, e non sulla difensiva, è fondamentale”. 
 
“Credo in una SIU espressione di tutti gli urologi italiani – racconta il prof. Carrieri – vicina alle loro esigenze, ideatrice e propositrice di processi di crescita culturale e professionale, garante di tutte le tutele richieste dalla nostra specialità. Oggi viviamo in uno scenario in rapida evoluzione, in cui i pazienti hanno acquisito maggior consapevolezza delle proprie problematiche, dei loro diritti e della loro capacità di scelta terapeutica. Non solo: nel nuovo contesto noi urologi saremo sempre più chiamati ad aver rapporti con l’industria ‘pharma’ e soprattutto a raffrontarci con i colleghi delle altre specialità, nell’ambito di una multidisciplinarietà ormai non più differibile. Aumenteranno i contatti con le istituzioni, sia per quanto riguarda i DRG sia per ciò che concerne la copertura urologica delle aree. E l’educazione sarà sempre più ‘demanding'”.