Intervista all’on. Rotelli sulla sentenza del TAR sulla Trasversale

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nella trasmissione Fatti e commenti in onda da sabato sugli schermi di Teleorte e visibile su www.Teleorte.it e www.newtuscia.it, chi scrive e il collega Gaetano Alaimo intervisteremo telefonicamente  l’on. Mauro Rotelli (Fratelli d’Italia, membro della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera dei Deputati) in merito alla sentenza del TAR del Lazio che, accogliendo il ricordo di ambientalisti e comune di Tarquinia, ha bocciato il tracciato dei lavoro di realizzazione degli ultimi 18 chilometri della superstrada Orte-Viterbo- Civitavecchia.

Il parlamentare viterbese è onvinto, insieme ad altri esponenti della politica e dell’economia, che si possa realizzare un minimo tracciato “ non contestato” di circa sei chilometri – dei totali 18 chilometri necessari all’ultimazione dell’opera – che eviti l’abitato di Monteromano, in attesa dell’individuazione e realizzazione di un tracciato rispettoso della sentenza recentemente emessa dal Tribunale Amministrativo.

Questa in sintesi la posizione dell’on. Rotelli. “La sentenza del Tar che ha accolto il ricorso per chiedere la revisione del tracciato si abbatte sull’iter procedurale per il completamento della Trasversale.

Il mio invito a tutti gli enti interessati, a vario titolo e livello, è quello di procedere individuando tutte le possibili soluzioni atte a restituire l’opera al territorio.

L’importanza strategica dell’opera è indiscussa e il percorso accidentato evidenzia le oggettive complessità ambientali ed archeologiche dell’area interessata.

E’ pertanto indispensabile uno sforzo da parte di tutti gli attori interessati al processo autorizzativo e realizzativo ad individuare una soluzione che concili i vari obiettivi di tutela ed interessi socio economici.

La Trasversale Terni-Orte-Civitavecchia è un’infrastruttura fondamentale per la Tuscia che unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Interporto di Orte. Non abbiamo mai preferito un tracciato rispetto ad un altro, ma abbiamo sostenuto sempre, in maniera convinta, la necessità del completamento dell’opera.

Del resto le somme stanziate per terminare il tracciato sono talmente ingenti che si è reso obbligatorio uno sforzo comune con il massimo coinvolgimento di tutte le parti in causa, enti locali interessati in primis, finalizzato ad ottenere un obiettivo condiviso: la necessaria crescita del territorio non più procrastinabile.Dopo decenni di attesa la provincia di Viterbo esige concretezza”, così conclude l’on.Rotelli

Per completezza di informazione, questo e’ il testo  il testo del comunicato  dei promotori del Ricorso accolto dal TAR del Lazio.

“La vittoria porta la data del  5 ottobre 2021. Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Lipu, WWF, Gruppo di intervento giuridico e Forum Ambientalista, unitamente ai Comitati dei cittadini, hanno vinto il ricorso al Tar del Lazio presentato nel 2018 contro il provvedimento con cui, il 1° dicembre 2017, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva concesso la compatibilità ambientale al progetto preliminare di ANAS per il tratto laziale della SS675 Civitavecchia-Orte nonostante il parere negativo della Commissione VIA-VAS dell’allora Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero della Transizione ecologica), e contro la delibera del CIPE del 28 febbraio 2018.

Si tratta del contestatissimo “tracciato verde” che prevede la realizzazione di 9 viadotti, 1 galleria e 2 svincoli nella Valle del Mignone, area di grande valore naturalistico, tanto da essere interessata da due siti della rete Natura 2000 – dalla ZPS del “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate” e dalla ZSC “Fiume Mignone – Basso Corso” – tutelati dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat”. Un tracciato che avrebbe, secondo la stessa Commissione VIA-VAS, alterato “irrimediabilmente un contesto caratterizzato da un paesaggio naturale di altissima valenza, storica, agricola ed ambientale che si è strutturato nel tempo raggiungendo un equilibrio antropico-naturale unico nel suo genere“.

“Sono diversi i motivi che ci hanno portato a ricorrere al Tar Lazio – affermano le Associazioni e i Comitati rappresentati dagli avvocati Giancarlo Viglione e Noemi Tsuno – tra i quali il fatto che la Valutazione di incidenza ambientale, la VINCA, non fosse stata effettuata in maniera completa ed esaustiva nella fase preliminare del progetto e, inoltre, il fatto che nella scelta dei tracciati alternativi la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il CIPE avessero dato preminenza ad interessi di natura economica rispetto a quelli di natura ambientale“.

A oltre quattro anni di distanza, e dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, alla quale lo stesso Tar aveva rinviato quesiti in merito, il Tar del Lazio ha ammesso le ragioni delle associazioni ambientaliste e dei cittadini, annullando il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quello successivo del CIPE.

Ora la Presidenza dovrà riesaminare il progetto attraverso la comparazione dei diversi tracciati, per i quali dovrà essere completata la VINCA.

Italia Nostra, Gruppo di Intervento Giuridico, Lipu-BirdLife Italia, Forum Ambientalista, WWF Italia, Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, Comitato per la difesa della Valle del Mignone, Comitato 100% Farnesiana.