la Carta della sostenibilità dei sistemi agro alimentari di Firenze del G20 dell’Agricoltura

Lotta agli sprechi, innovazione, cambiamento climatico e  sostegno al reddito. Necessita di un intervento globale sui prezzi del grano

Stefano Stefanini

NewTuscia – FIRENZE – Dagli assessori  regionali  un significativo contributo al G20 dell’Agricoltura , svoltosi a Firenze. L’Open degli Assessori della Commissione Politiche agricole si e’ svolto nell’ambito del G20, di cui l’Italia detiene la Presidenza dal 1° dicembre 2020.

Gli Assessori hanno elaborato un contributo per i lavori dei Ministri, di cui la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha preso atto successivamente.

Un testo le cui proposte possono essere  riassunte in 3 punti:

  1. Rafforzare la cooperazione internazionale per favorire la diffusione di conoscenze e buone pratiche in agricoltura in favore dei Paesi più vulnerabili con attenzione alla questione femminile e al ruolo dei giovani;
  2. invitare i Ministri dell’Agricoltura del G20 e le Organizzazioni internazionali a coinvolgere sistematicamente e rendere protagoniste le realtà territoriali e le amministrazioni locali nella ideazione delle strategie e nell’attuazione delle politiche di sviluppo delle aree rurali e del sistema agroalimentare;
  3. affrontare le prossime difficili sfide supportando ogni strategia che favorisca la conservazione delle risorse, il ruolo degli agricoltori e l’incremento del loro reddito, la difesa dei lavoratori e il contrasto alle disuguaglianze, la disponibilità di cibo di qualità a prezzi accessibili.

Il documento finale dei lavori del summit dei 20 Paesi più industrializzati : lotta agli sprechi, innovazione, cambiamento climatico e  sostegno al reddito. Il ministro: “Sui prezzi del grano servirà intervento globale”

Cinque pagine e ventuno punti per definire le direttrici di azioni sul fronte dell’agricoltura e dell’alimentazione da parte delle grandi economie mondiali. Si sono chiusi con l’approvazione della Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari di Firenze i lavori del G20 Agricoltura, partito ieri nel capoluogo toscano sotto la presidenza dell’Italia. “Il pianeta non aspetta – ha rimarcato il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli in chiusura dei lavori – dobbiamo essere in grado di mettere in campo politiche che invertano la rotta in modo definitivo senza guardare al consenso e alle ricadute immediate tutto ciò che facciamo avrà effetto tra molti anni”. Allo stesso tempo, ha scandito il ministro in conferenza stampa, “troppo spesso la politica tentenna per la paura di perdere consenso”. Un riferimento, calato anche nel caso italiano, a due misure green, sugar tax e plastic tax, rimaste congelate da ormai quasi tre anni dai veti delle rispettive categorie e su cui è mancato, secondo il ministro, anche un giusto accompagnamento dal lato delle imprese.

A mettere in fila i temi al centro del dibattito della due giorni è stato lo stesso Patuanelli nelle dichiarazioni conclusive. Un summit scandito da alcuni punti fermi riaffermati anche nel documento conclusivo. La lotta allo spreco di cibo è definita dai 20 big del mondo una “sfida globale che richiede azioni urgenti e collettive”. Un tema su cui ha acceso un faro anche la Coldiretti, ricordando come vengano sprecate un miliardo di tonnellate di cibo nel mondo ogni anno.  La sfida maggiore resta assicurare derrate alimentari a un pianeta sempre più affamato, cercando allo stesso tempo di preservarne la salute. Su questo, hanno ribadito i Paesi del G20, un ruolo fondamentale lo gioca l’innovazione, come strumento per “fare crescere la resilienza e la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari”. Un tema che, ha ricordato Patuanelli, dev’essere messo in campo e implementato in tutte le dimensioni agricole. Il riferimento è anche al caso italiano, costituito soprattutto da aziende familiari piccole e medio- piccole, in cui il processo di transizione tecnologica può essere più difficoltoso.

Sullo sfondo i Paesi del G20 ricordano come il pianeta debba confrontarsi anche con le sfide del cambiamento climatico che “minacciano i sistemi alimentari causando carenze di cibo e aggravando la volatilità dei prezzi”. Un tema su cui è intervenuto anche il ministro in riferimento al prezzo del grano, anticipando anche la necessità di un intervento a livello mondiale: “È sotto gli occhi di tutti la dinamica che si sta producendo, in particolare in alcuni settori produttivi. Quella spirale va vista anche con un occhio alle speculazioni che si stanno sviluppando sulla Borsa, che sono internazionali. Se non ci sarà il raggiungimento di un plateau, per poi tornare a livelli inferiori, qualche intervento a livello globale bisognerà prenderlo”.

Altro tema centrale del summit, ha rilevato Patuanelli, è stato quello del reddito.  Parla chiaro su questo punto il documento conclusivo del vertice: “Non c’è alcuna crescita sostenibile senza un’agricoltura che si regga economicamente, in grado di generare un reddito stabile e sufficiente e in grado di creare un lavoro dignitoso. Il ministro Patuanelli ha anche ricordato il contributo offerto dalla Food Coalition, l’iniziativa promossa dall’Italia e guidata dalla Fao per affrontare le sfide alimentari nelle aree del mondo più in difficoltà e che al momento ha già raccolto le adesioni di oltre 35 Paesi.